Villa Medicea di Poggio a Caiano

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Comune: Poggio a Caiano
Via: Piazza Medici, 14


Poggio a Caiano - Prato L'edificio, costruito sui resti di un antico castello medievale, appartenne a Palla di Noferi Strozzi fino al 1479, quando passò di proprietà a Lorenzo il Magnifico. Questi, dette l'incarico a Giuliano da Sangallo di ricostruirlo completamente secondo i canoni teorizzati dall'Alberti. La villa, di forma rettangolare, è un blocco pieno che poggia sopra un basamento porticato, sormontato da un'ampia terrazza. Due rampe di scale semicircolari, che portano al piano sopraelevato, sono il risultato di una trasformazione operata ai primi dell'Ottocento da Giuseppe Cacialli, su progetto di Pasquale Poccianti, che le sostituì a quelle dritte progettate dal Sangallo. Al centro del piano sopraelevato si apre un porticato con colonnato, sormontato da un timpano, sotto il quale sfilano su sfondo azzurro, figure bianche in terracotta invetriata, copia del fregio attribuito al Sansovino. Al primo piano la villa esibisce un capolavoro pittorico-architettonico: la sala Leone X, che deve il nome al pontefice il quale fece avviare un ciclo di affreschi per celebrare la famiglia dei Medici. Le pitture furono iniziate da Andrea del Sarto, nel 1512, e proseguite dal Pontormo, che eseguì la famosa "lunetta", in cui è raffigurata una scena con divinità maschili e femminili immerse in una atmosfera agreste. Una fedele rappresentazione della struttura originaria del parco, che circonda la villa è riprodotta in una lunetta dell'Utens. In questa l'accesso all'edificio avviene attraverso un viale assiale che taglia un ampio prato, privo di alberature, mentre nella parte retrostante, boschi e piantagioni a frutto sono tagliati da viali ortogonali. Adiacente alla villa si trova un giardino segreto, cinto da mura, composto da aiuole, al centro delle quali si apre una piazzola ottagonale circondata da alte siepi. La proprietà comprendeva, inoltre, una riseva di caccia di circa 14 ettari, popolata di cervi, lepri, e animali esotici che Lorenzo aveva ricevuto in dono dal Sultano di Babilonia. L'intera proprietà subì grandi modifiche durante la dominazione francese. Il parco, che fu risistemato secondo il modello naturalistico, perse la sua struttura ortogonale sostituita da una viabilità tortuosa priva di simmetria planimetrica. Anche il giardino segreto fu ridisegnato con larghi prati a bordo curvilineo con al centro una vasca con zampillo. Sul lato che divide il giardino dal parco fu realizzata una limonaia progettata dal Poccianti. Nella seconda metà dell'Ottocento la villa divenne luogo di villeggiatura del re Vittorio Emanuele II. Nel 1919 fu donata allo Stato Italiano che in tempi recenti l'ha aperta al pubblico.


This building, constructed over the remains of an ancient medieval castle, belonged to Palla di Noferi Strozzi until 1479, when it passed into the hands of Lorenzo il Magnifico, who subsequently commissioned Giuliano da Sangallo to completely redesign the edifice in accordance with Alberti's architectural canons. The villa, rectangular in shape, is a solid block resting on a porticoed base, and is topped by a large terrace. Two semi-circular flights of steps leading to the upper floor are the result of changes made to the property in the early 19th century by Giuseppe Cacialli: designed by Pasquale Poccianti, the new steps took the place of the straight flights designed by Sangallo. At the centre of the upper floor is a colonnaded portico surmounted by a tympanum, beneath which white glazed terracotta figures appear against a pale blue background, a copy of the frieze attributed to Sansovino. The first floor of the villa boasts an artistic and architectural masterpiece: the Leo X Room, named after the pope who commissioned a cycle of frescoes to celebrate the Medici family. Painting was begun by Andrea del Sarto in 1512, and continued by Pontormo, who painted the famous lunette depicting a scene of male and female divinities in a bucolic setting. A faithful reproduction of the original structure of the park surrounding the villa can be seen in a lunette by Utens. In this representation the access to the building is by means of a central avenue that cuts through a large treeless lawn, with woods and orchards to the rear crossed by avenues running at right angles. A walled enclosure adjoining the villa conceals a secret garden, at the centre of whose flower-beds is an octagonal area surrounded by tall hedges. The property also included a hunting reserve of approximately 14 hectares, populated by deer, hares and the exotic animals Lorenzo received as a gift from the Sultan of Babylon. Extensive changes were made to the entire estate during the period of French rule. The park, which was redesigned in a more natural way lost its rectilinear structure, which was replaced by completely asymmetrical winding paths. The secret garden was also redesigned with broad rounded lawns, and a pool at the centre with water jet. A lemon house designed by Poccianti was built on the side separating the garden from the park. In the second half of the 19th century the villa became the summer residence of king Victor Emanuel II. In 1919 it became the property of the Italian state and was recently opened to the public.

Aggiornato al:
27.05.2016
Article ID:
11585959
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