Villa Medicea

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Comune: Cerreto Guidi
Via: dei Ponti Medici, 7

 

Sulla sommità del colle un tempo occupata dalla rocca dei Conti Guidi, sorge la Villa Medicea di Cerreto voluta dal Granduca Cosimo I de' Medici. La grande mole della villa si distingue come elemento caratterizzante del paesaggio circostante, e rende visibile, oggi come ieri, la presenza del granduca sul territorio. Fin dalla prima metà del 1500 Cosimo I frequentò queste terre ricche di boschi e particolarmente adatte alle battute di caccia della corte; l'arte della caccia era senza dubbio una tradizione di famiglia che Cosimo I esaltò come prerogativa eccellente di tutta la stirpe medicea. Nel 1549 fu istituita ufficialmente la " Bandita di Cerreto Guidi": Cosimo I ed i suoi successori infatti frequentarono la Villa di Cerreto soprattutto durante i periodi di caccia e di pesca in padule. I lavori per la costruzione della villa iniziarono nell'inverno del 1564 e si protrassero fino al 1567. La manodopera impiegata nel cantiere fu reclutata col sistema delle comandate, prestazioni d'opera obbligatorie semigratuite; gran parte del materiale da costruzione utilizzato nelle fabbrica proveniva, lo ricordiamo, dai resti della Rocca dei Conti Guidi o dalle torri e dalle mura della cinta difensiva trecentesca. L'architetto che diresse i lavori per la costruzione é stato di recente identificato nel Fortini. La Villa è costituita da un edificio a corpo compatto, con due piani fuori terra, coperti da un grande tetto a padiglione; la facciata si caratterizza per la calcolata sobrietà degli elementi decorativi, ridotti a pochi elementi: bugnato intorno al portone, cornici e mensoline alle finestre. Anche nella facciata posteriore, caratterizzata da un portico con archi a tutto sesto su pilastri con basi e capitelli lisci, é identificabile il "linguaggio" degli architetti medicei, voluto dagli stessi Granduchi, ispirato al rigore ed all'eleganza dominata dalla semplicità e dall'austerità, secondo una precisa "Architettura di Stato" che rendesse onnipresente, attraverso le ville, la figura del Principe da un capo all'altro del Granducato. La scenografia della Villa di Cerreto è completata dalle "rampe", la scalinata d'accesso costruita dopo la villa; le rampe, tradizionalmente attribuite al Buontalenti, consentono un comodo accesso all'edificio e, nello stesso tempo, costituiscono un valido strumento di contenimento della ripa, soggetta a numerose e continue frane nel corso dei secoli. La Villa ha subito numerosi restauri, l'ultimo dei quali effettuato negli anni Settanta, che però nel complesso non hanno alterato in maniera decisa la fisionomia originaria, attualmente ospita una serie interessante di ritratti della famiglia medicea, una raccolta di cabrei settecenteschi, quattro arazzi secenteschi raffiguranti le stagioni, mobili e affreschi murali di varie epoche. Nella Villa è visitabile la camera dove nel 1576 Isabella de'Medici, figlia di Cosimo I, venne strangolata dal marito Paolo Giordano Orsini per sospetta infedeltà.

 

Villa Medicea of Cerreto, which stands on the top of a hill once occupied by the castle of the Guidi counts, was built by grand-duke Cosimo I dei Medici, to satisfy his desire to erect a splendid residence over the dilapidated remains of the Guidi stronghold. This impressive villa, which is something of a local landmark, gives us a good idea of how the grand-duke held sway over the area. From the first half of the 16th century, Cosimo I was a regular visitor to this area, whose heavily wooded countryside was ideal for the hunting parties of his court; hunting was undoubtedly a family tradition which Cosimo I raised to the level of a noble prerogative of the entire Medici household. In 1549 the "Cerreto Guidi Game Reserve" was officially instituted, and it was indeed mostly during the hunting and fishing seasons that Cosimo I and his successors liked to come to the Cerreto villa. Work on its construction began in the winter of 1564 and continued until 1567. The workforce hired to do the building work were recruited using the so-called "working party" system, whereby labourers were obliged to work for very little pay. Much of the material used for the construction of the building came from the remains of the castle of the Guidi counts or the towers and walls of the 14th-century defence walls. The architect who oversaw the construction of this fine Medici villa was recently identified as being Fortini. The villa takes the form of a compact building, with two floors above ground level, and a large pavilion roof. The façade is conspicuous for the restraint of the few decorative elements: rustication around the door, and cornices and corbels around the windows. The rear of the building, with its round-arch portico on pillars with unadorned bases and capitals also displays the typical features of the Medici architects. These were introduced at the behest of the grand-dukes, who were inspired by ideals of elegance and restraint, simplicity and austerity, in keeping with the dictates of a precise "State Architecture" which ensured that the prince's presence would, through the villas, be felt throughout the grand-duchy. The architecture of the Cerreto villa is completed by the "ramps": the steps added on after the villa was finished. Traditionally attributed to Buontalenti, they ensured easy access to the villa and at the same time created a useful retention system for the embankment, which collapsed on various occasions over the centuries. The villa has undergone numerous restoration schemes, the latest dating back to the 1970s, although the work done did not alter the original appearance of the villa to any great extent. The villa currently holds an interesting series of Medici family portraits, a collection of 18th-century site maps, four 18th-century tapestries depicting the seasons, and furniture and wall frescoes from various periods. The room in which Isabella de' Medici, daughter of Cosimo I, was strangled by her husband Paolo Giordano Orsini for suspected infidelity in 1576, is also open to visitors.

Aggiornato al:
27.05.2016
Article ID:
11586327
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