Villa Guicciardini Corsi Salviati

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Comune: Sesto Fiorentino
Via: Gramsci, 462

 

Il giardino di villa Guicciardini Corsi Salviati rappresenta, nella storia dei giardini storici, un'importante testimonianza, in quanto contiene stratificazioni e trasformazioni stilistiche succedutesi in oltre trecento anni di storia a partire dal 1500. Le prime notizie sulla villa e sul giardino risalgono agli inizi del XVI secolo, quando nel 1502 Simone di Iacopo Corsi acquistò da Luca di Andrea Carnesecchi " un podere posto nel popolo di S. Martino a Sesto, con Casa da Signore e da Lavoratore". Le prime trasformazioni della villa e del giardino avvengono intorno alla metà del Seicento, quando Giovanni e Lorenzo Corsi affidarono i lavori a Gherardo Silvani e Baccio del Bianco. In particolar modo il giardino subì un'impressionante evoluzione, acquistando particolare estensione e ricercatezza, sia per la cura dedicata ai giochi d'acqua, sia per l'impianto architettonico sempre più accurato. La più grande trasformazione di tutto il complesso avvenne nel XVIII secolo quando, dal 1708 al 1750 circa, villa e giardino vennero ad assumere le forme che, restaurate sono giunte fino a noi. Le facciate furono ornate con decorazioni e stucchi; agli angoli dell'edificio furono create quattro torri terrazzate con logge, con balaustre ricche di statue, pinnacoli ed urne. Furono create, ad ovest del blocco principale della villa, due uccelliere, di cui una detta "loggia del bacchino" per la presenza di una statua bronzea di bacco che getta acqua in una piccola vasca. Queste sono unite da un grandioso muro, con al centro un grande arco chiuso da un portone di legno, con volute ed urne, fiancheggiato da due grandi statue in pietra serena raffiguranti personaggi mitologici. Per quanto riguarda il parterre geometrico antistante la villa, venne composto nello schema attuale. La sobrietà dello spartito rettangolare del giardino all'italiana fu sostituita da una serie di aiuole triangolari ai lati verso il muro di cinta, trapezoidali attorno alla vasca centrale circolare e tutte bordate di bosso; per quanto riguarda poi le due vaschette ovali vicino all'ingresso della villa, esse furono circondate da aiuole concentriche. La peschiera fu trasformata in forma rettangolare, con una ringhiera in ferro battuto intervallata da parallelepipedi in pietra che sostenevano vasi da fiori, con agli angoli quattro statue raffiguranti le stagioni, di imponente grandezza e fattura. La conigliera fu eliminata, lasciando il posto ad una grandissima vasca circolare con al centro diversi getti d'acqua e circondata da aiuole prative bordate di bosso. Sempre verso ovest fu posizionata la nuova limonaia, e davanti ad essa, fu creato un piccolo giardino con aiuole geometriche con al centro una vasca circolare. Una grande e imponente cancellata, sormontata da statue mitologiche, separava la zona della limonaia da quella della grande vasca. Il muro a sud, che chiudeva il nuovo giardino, fu arricchito di cancelli in ferro battuto e in asse con quello centrale, in prosecuzione con la peschiera, venne costruita una ragnaia, lunga oltre trecento metri, composta da un boschetto di lecci, attraversato da vialetti. Intorno al 1750, a seguito del maggior apporto di acqua condotta al giardino dal marchese Antonio, la ragnaia fu dotata di un canale in muratura per contenere il corso d'acqua dotato di tredici cascatelle, alle cui estremità erano poste una vasca ad emiciclo con due delfini guizzanti in pietra, e un'altra piccola vasca con due nicchie e decorazioni polimateriche a mosaico. Nel XIX secolo, sulla scia del nuovo gusto che dall'Inghilterra stava penetrando anche in Italia, il giardino subì ripetuti e importanti cambiamenti. Fu costruito un lago artificiale, sul quale era stata realizzata un'isola che ospitava un capanna rustica collegata da un ponticello in pietra. Una ulteriore trasformazione avvenne ad opera del marchese Francesco Antonio Corsi Salviati, che distrusse le antiche aiuole settecentesche del parterre, per far posto a numerose palme, inserendo, con notevoli risultati scientifici, la coltivazione di piante esotiche di cui veniva fatto commercio e per le quali divenne famoso in tutta Europa. Costruì, inoltre, due serre per le piante, alimentate da potenti stufe a vapore. L'impronta botanica data dal marchese Francesco, morto nel 1878, fu ripresa ed enfatizzata da suo figlio Bardo (1844-1907). Questi coltivò particolari collezioni di piante ornamentali tra cui agrumi, rare orchidee, palme e roselline di Firenze. Morto il marchese Bardo, nel 1907 la villa passò in eredità al nipote, il conte Giulio Guicciardini Corsi Salviati (1887-1958), che abbandonata la coltura delle specie esotiche, restaurò, in base ai documenti d'archivio in suo possesso, il giardino nella forma settecentesca, ma senza distruggere totalmente ciò che i diversi periodi culturali avevano realizzato, rispettando l'arte in tutte le sue forme e riadattando gli ornamenti presenti nel giardino. Nel 1962, la ragnaia fu tagliata in due parti per realizzare una strada di PRG, che doveva facilitare l'accesso al centro di Sesto Fiorentino. La limonaia, restaurata nella seconda metà degli anni '80, è oggi utilizzata come teatro d'avanguardia gestito dal Comune di Sesto Fiorentino.

 

The Garden of Villa Guicciardini Corsi Salviati ranks prominently among Italy's historical gardens. Its importance lies chiefly in the presence of various layers that testify to the successive transformations that took place over more than three hundred years from the Renaissance onwards. Earliest records of the villa and garden date back to the early 16th century: in 1502 Simone di Iacopo Corsi purchased from Luca di Andrea Carnesecchi "an estate in the village of San Martino a Sesto, with Master's Abode and Worker's House". The first changes to the villa and garden were made in the mid-17th century, when Giovanni and Lorenzo Corsi commissioned Gherardo Silvani and Baccio del Bianco to redesign the property. Substantial changes were made in particular to the garden, which became much larger and more refined: attention was lavished on the water displays and the architecture was meticulously remodelled. The greatest transformation to the complex as a whole, however, came in the 18th century. From 1708 to around 1750, the villa and garden took on the appearance they retain (in restored form) to this day. The fronts were decorated and embellished with stuccowork; four terraced towers with loggias were added to the corners of the building, complete with balustrades adorned with statues, pinnacles and urns. Two bird houses were created to the west of the main villa building, one known as the loggia del bacchino after the small bronze statue of Bacchus, depicted pouring water into a small pool. The two are connected by a grand wall with, at the centre, a large arch closed by a wooden door with scrolls and urns flanked by two large serena stone statues depicting mythological characters. The geometric flower-bed in front of the villa was laid out in the form it now displays. The restraint of the rectangular layout of the Italian-style garden was replaced by a series of beds that are triangular at the sides nearest the boundary wall, and trapezoid around the central circular pool and bordered by box hedges; the two oval pools near the entrance to the villa were surrounded by concentric flower-beds. The fishpond became rectangular, with a wrought-iron railing spaced by stone blocks supporting flower vases and four impressive, beautifully crafted statues of the seasons at the corners. The rabbit hutch was eliminated to make way for a large circular pool with various water jets at its centre and surrounded by areas of box-lined lawn. The new lemon grove was also positioned to the west, with, in front of it, a small garden with geometrical flower-beds around a circular pool. An imposing iron railing, surmounted by mythological statues, separated the lemon house area from the large circular pool area. Wrought-iron gates were added to the southern wall that closed off the new garden, and a 300-metre-long ragnaia (a wooded area in which nets were laid out to snare birds), comprising a holm-oak wood crossed by paths. Around 1750, when more water was brought to the garden by marquis Antonio, the ragnaia was extended with a brick-built canal to a waterway (featuring thirteen falls) to a hemicyclical pool with two stone dolphins and another small pool with two niches and mosaic decorations in different materials. In the 19th century as the new English taste began to spread in Italy, the garden underwent other major transformations. An artificial lake was built with an island on it containing a rustic hut and ornamental stone bridge. Other changes include those made by marquis Francesco Antonio Corsi Salviati, who dug up the old 18th-century flower-beds to make way for a large collection of palm trees. He introduced and cultivated various exotic plants and became famous throughout Europe for the successful scientific studies he carried out on them; he also built two hothouses for the plants, heated by powerful steam stoves. The botanical focus given by marquis Francesco was continued and developed after his death in 1878 by his son Bardo (1844-1907), who cultivated particular collections of ornamental plants, including citrus trees, rare orchids, palms and miniature Florentine roses. On Bardo's death in 1907 the villa passed to his grandson, count Giulio Guicciardini Corsi Salviati (1887-1958), who abandoned the cultivation of exotic species and restored the garden to its 18th-century appearance, on the basis of archive material in his possession, but without completely destroying the additions and alterations that had been made over the various cultural periods, displaying respect for art in all its forms and re-organising and improving the ornamentation present in the garden. In 1962 the ragnaia was divided into two parts to allow the passage of a road that was being built to facilitate the flow of traffic heading into the town of Sesto Fiorentino. The lemon house, restored in the second half of the 1980s, is now used as a theatre of the avant-garde run by the municipality of Sesto Fiorentino.

Aggiornato al:
27.05.2016
Article ID:
11585609
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