Villa Cenami Mansi

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Comune: Capannori
Località: Segromigno In Monte
Via: delle Selvette, 242

 

La villa, forse la più nota tra quelle lucchesi, fu acquistata nel 1599 dalla famiglia Cenami. L'attuale edificio, realizzato su tre piani con una bella loggia verso valle, ad aperture serliane, e coronato da una balaustra ornata da statue è il risultato di una serie di modifiche avvenute nel corso dei secoli. Nel 1634 la famiglia Cenami affidò all'architetto Muzio Oddi un primo progetto di ristrutturazione dell'edificio, che fu ripreso nella seconda metà del XVII secolo, quando la villa apparteneva ai Mansi, dall'abate Giovan Francesco Giusti che arricchì la facciata anche con i timpani spezzati e i busti sopra le finestre. Gli ultimi interventi, che riguardano prevalentemente la parte tergale, risalgono ai primi dell'Ottocento. Intorno alla fine del XVIII secolo, l'architetto Filippo Juvarra ebbe l'incarico da Ottavio Mansi di procedere al rifacimento del parco. L'impianto rinascimentale fu sconvolto per lasciar posto ad un elaborato e sapiente gioco di effetti scenografici impostati sull'alternanza di prospettive incrociate e dilatate; i dislivelli furono sostituiti da dolci pendii, le acque furono diversamente canalizzate, si crearono nuovi giardini chiusi a parterre con siepi tagliate. Il successivo e ultimo intervento, avvenuto nell'Ottocento, annullò quasi del tutto l'opera dell'architetto messinese, proponendo la moda corrente, introdotta da Elisa Baciocchi nella villa Reale di Marlia, del giardino all'inglese. Nel nuovo assetto del giardino, le uniche parti juvaresche, che rimasero, furono la peschiera, di estroso taglio mistilineo nei bordi balaustrati e la grotta rustica nota come "bagno di Diana". Delle specie vegetali risalenti all'antico impianto secentesco si sono conservati fino ad oggi alcuni notevoli esemplari di querce e tassi, nonché alcuni tratti di siepi di alloro e bosso tagliate a formare "pareti vegetali" che originariamente perimetravano i giardini e facevano da guida alle prospettive. L'essenze esotiche quali, l'albero del tulipano, il cedro dell'Atlante, l'abete rosso, la douglasia, introdotte nel XIX secolo, sono diventate oggi alberi maestosi che conferiscono un sapore romantico al vasto prato erboso lievemente in declivio di fronte alla resistenza. Sul fianco ovest assai rilevante è la presenza di un camelieto. Un'esedra fa da sfondo alla statua della peschiera sul retro della villa. Sul fianco Est della residenza una nota spiccatamente esotica è data da un vialetto di palme e da un fitto bosco di bambù che ombreggia la grotta di gusto barocco dalla quale scaturisce l'acqua che scorre poi in forma di ruscello costeggiando le scuderie.


This villa, one of the best known in the Lucca area, was bought in 1599 by the Cenami family. The present three-storey building, with a fine loggia with Serlian windows on the valley side and surmounted by a balustrade with statues, is the result of a series of alterations made down the centuries. In 1634 the Cenami family commissioned architect Muzio Oddi to restore the building. Redevelopment work continued in the second half of the 17th century, when the villa belonged to the Mansi family: in this period, the abbot Giovan Francesco Giusti embellished the façade with broken pediments and busts above the windows. The next set of alterations, mainly to the back of the building, were made in the early 19th century. In the late 18th century, the Messina-born architect Filippo Juvarra was commissioned by Ottavio Mansi to redesign the park. The Renaissance layout was totally transformed into a new elaborate layout based on clever perspectives and theatrical effects; the terraces were smoothed out into gentle slopes, the water was re-channelled and new enclosed parterre-style gardens with hedges were created. The next and last set of changes, later in the 19th century, cancelled out virtually all the changes made by Juvarra, and created a fashionable English-style garden of the kind introduced by Elisa Baciocchi at the Villa Reale di Marlia. The only parts of Juvarra's garden to survive after these changes were the fish pool, an elaborately mixtilinear, balustraded structure, and a rustic grotto known as "Diana's bath". Some of the plants from the original 17th-century garden were also kept, including some quite remarkable specimens of oak and yew, together with a number of stretches of laurel and box hedge cut to form green "walls" that enclosed the gardens and created perspective lines. Exotic trees, such as tulip tree, Atlantic cedar, red fir and Douglas fir introduced in the 19th century have now grown to quite majestic proportions and give a decidedly romantic feel to the large, slightly sloping lawn that stretches out in front of the villa. On the west side of the villa is an extremely beautiful garden of camellias. An exedra forms a backdrop to the fish pool at the back of the villa. On the eastern side of the residence a particularly exotic note is struck by an avenue of palm trees and a dense bamboo thicket, which shades the Baroque-style grotto, from which water issues forth and forms a stream that flows alongside the stables.    

Aggiornato al:
27.05.2016
Article ID:
11584074
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