Aggiornamento in: Ambiente Inquinamento

Qualità dell'aria: periodo critico

Dal primo novembre 2021 al 31 marzo 2022

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NOVITÀ 2021
Stop all'uso di generatori di calore alimentati a biomassa legnosa.

Il Consiglio regionale con legge regionale 26 del 2 agosto 2021 (modifiche alla legge regionale 74/2019) ha stabilito, nei comuni in cui non è rispettato il valore limite delle concentrazioni relativo al materiale particolato (PM10) previsto dal decreto legislativo 155/2010, il divieto di utilizzo dei generatori di calore alimentati a biomasse con classe di prestazione inferiore alle 3 stelle di cui al regolamento adottato con decreto 186 del 7 novembre 2017 del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Sono esclusi da tale divieto le abitazioni:

  • nelle quali la biomassa sia la sola fonte di riscaldamento;
  • quelle poste ad una quota altimetrica superiore ai 200 metri sul livello del mare.

Per maggiori informazioni è possibile consultare la delibera 1075 del 18 ottobre 2021

I comuni oggetti del divieto sono quelli compresi nell’area di superamento “Piana Lucchese”: Altopascio, Buggiano, Capannori, Chiesina Uzzanese, Lucca, Massa e Cozzile, Montecarlo, Montecatini Terme, Monsummano Terme, Pescia, Pieve a Nievole, Ponte Buggianese, Porcari, Uzzano.
I cittadini residenti nei comuni indicati possono rivolgersi ai competenti uffici comunali per notizie in merito agli incentivi previsti per la sostituzione dell'impianto di riscaldamento.

Dal primo novembre è attivo sul sito dell'Arpat (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) un servizio che indica lo stato dell’Indice di Criticità della Qualità dell’Aria (Icqa) sulla base del quale i comuni sono chiamati ad emettere i provvedimenti contingibili (ordinanze sindacali).
Inoltre Arpat pubblica giornalmente il Bollettino Giornaliero della Qualità dell’Aria riferito al monitoraggio degli inquinanti rilevati dalle stazioni di rilevamento della qualità dell’aria che costituiscono la rete regionale.

INFORMAZIONI GENERALI PER IL PERIODO CRITICO
A partire dal prossimo primo novembre ha inizio il periodo critico per la qualità dell’aria. Questo periodo è caratterizzato da un abbassamento dello strato di rimescolamento dell’atmosfera che non consente la normale dispersione degli inquinanti emessi con il conseguente aumento delle concentrazioni nei livelli più bassi.

A tal fine intendiamo informare i cittadini che talune usuali azioni, ritenute “innocue”, quali:

  • l’uso della biomassa (legna/pellet) in presenza di altre modalità per il riscaldamento domestico;
  • l'abbruciamento di sfalci e potature all’aperto;

sono le principali di emissioni di particolato fine (PM10) per cui è opportuno che vengano per quanto possibile limitate, se non addirittura eliminate

Per ridurre le emissioni in atmosfera i cittadini, i responsabili di imprese, di piccole e grandi attività commerciali, degli uffici pubblici sono invitati alla corretta gestione degli impianti di riscaldamento cercando quanto più possibile di evitare consumi e sprechi inutili.

Questo si può concretizzare attraverso:

  • una costante manutenzione delle caldaie (alimentate sia a gas che a biomassa) per mantenerla così in perfetta efficienza e, se possibile, la sua sostituzione con modelli a minor impatto ambientale usufruendo dei contributi messi a disposizione dagli enti locali e dallo Stato;
  • una corretta regolazione degli orari di accensione degli impianti;
  • il controllo della temperatura massima ad es. regolando il termostato a non più di 18°C per gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e assimilabili e 20°C per tutti gli altri edifici;
  • l’adozione, nella quotidianità, di semplici accorgimenti che consentono un minor consumo di emissioni inquinanti: ad esempio chiudere l’acqua in doccia mentre ci stiamo insaponando, non far scorrere l’acqua calda mentre ci si rade, eccetera.

Al fine di ridurre l’uso delle auto e stante il perdurare dell’attuale pandemia si ricorda, per quanto possibile, l’opportunità di usare negli spostamenti mezzi di trasporto alternativi quali la bicicletta (di tipo tradizionale, elettrica, a pedalata assistita eccetera) o in alternativa di andare a piedi, qualora la distanza da percorrere non sia proibitiva, lasciando l’auto a quelle situazioni o persone che non ne possono farne a meno.

Per quanto attiene l’abbruciamento di sfalci e potature all’aperto, è opportuno segnalare che tale pratica impatta in modo significativo sulla qualità dell’aria sia in termini di quantità di inquinanti emessi in atmosfera (con particolare riferimento al PM10) che di qualità attraverso l’emissione di composti tossicologicamente rilevanti, che possono incidere oltre che sull’ambiente anche sulla salute dei cittadini.
Al fine di limitarne l’impiego si ricorda che gli sfalci e le potature possono essere oggetto di ritiro da parte del gestore pubblico dei rifiuti o in alternativa si possa optare per la biotriturazione mediante appositi apparecchi che riducono in piccole parti i residui delle potature per l’ottenimento di compost da impiegare quale fertilizzante.

Questo aggiornamento lo trovi in:
Aggiornato al:
21.10.2021
Article ID:
81095806