Parco del Neto

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Comune: Calenzano
Località: Settimello
Via: Vittorio Emanuele

 

Con una estensione di circa 7 ettari, nonostante sia inserito in un'area fortemente urbanizzata, il parco ha mantenuto intatte quelle caratteristiche, una volta generali per tutta la piana, di area umida relitto di un più grande sistema lacustre che rappresentava la naturale valvola di sfogo delle piene dell'Arno. La zona del Neto è sopravvisuta grazie alla singolare posizione, a ridosso dei primi contrafforti di Monte Morello, fatto che ha favorito la sua trasformazione da area paludosa a giardino romantico di una villa patrizia. Nella proprietà del Neto si sono succeduti personaggi illustri prima che le amministrazioni di Calenzano e Sesto Fiorentino lo acquistassero. Tra i vari proprietari possiamo ricordare Ilario Ronillè Marchese di Boissy, pari di Francia e senatore dell'impero Napoleonico, il conte Ignazio Guiccioli, marito della contessa Teresa Gamba e il poeta Lord Byron. Il parco del Neto è caratterizzato da una grande varietà di specie arboree. I grandi Taxodium, che costituiscono la presenza vegetale più spettacolare, vennero impiantati probabilmente all'inizio del secolo, mentre i Tigli, i Platani e gli Ippocastani, che delimitando i principali vialetti, sono di più antica collocazione, certamente ottocentesca. Il Taxodium distichum è l'ornamento più spettacolare e prezioso del Parco del Neto. Questo importante albero, così poco comune nei nostri parchi, è indicato con nomi diversi : chi lo chiama "cipresso di palude" per la sua predilezione a vegetare in ambienti umidi , chi "cipresso calvo" perché d'inverno non solo perde le foglie ma anche i rametti, e rimane completamente spoglio, o "albero della Virginia" perché in quella penisola nord - americana è associato in vaste foreste, ma forse l'appellativo che più meriterebbe è quello di "albero delle meraviglie" . Basta pensare ai suoi 50 metri e passa di altezza, alla sua longevità che supera i 1000 anni e alla sua adattabilità ai climi più diversi, dal caldo umido del Golfo del Messico ai rigidi climi continentali

 

Despite its location in a heavily built-up area, this seven-acre park has retained its wetland characteristics, once common to the whole valley area, and a throwback to the days when a large lake system provided a natural outlet for the river Arno in flood. The Neto area in particular has survived because of its remarkable position, close to the first spurs of Mt. Morello, a circumstance which favoured its transformation from extensive marshland into the romantic garden of a Patrician villa. Before being purchased by the Calenzano and Sesto Fiorentino authorities, the Neto estate was home to a number of illustrious personages. Its various owners have included Ilario Ronillè marquis of Boissy (a French peer and senator in the Napoleonic Empire), count Ignazio Guiccioli (husband of the countess Teresa Gamba) and the poet Lord Byron. The Neto Park boasts a wide range of trees. The large Taxodium trees, the most spectacular of all, were probably planted at the beginning of the century, whereas the lime trees, plane trees and horse chestnuts lining the main avenues, are older, and almost certainly date back to the 19th century. The Taxodium distichum is the Neto Park's most stunning adornment. This imposing tree, which is something of a rarity in Italian gardens, has a number of common names: some refer to it as the "marsh cypress", because of its tendency to grow in wetland areas, others call it the "bald cypress" because in winter it loses not only its leaves but also the smaller branches and twigs, leaving it totally bare. A third common name is the "Virginia tree", because in that part of North America it grows in groups in huge forests. But perhaps the most appropriate name of all would be "tree of wonders", given the fact that it grows to over fifty metres in height, because of its quite remarkable lifespan (many have been known to live for over a thousand years) and its adaptability to quite different climates, from the humid warmth of the Gulf of Mexico to the harsh winters of central Europe.

Aggiornato al:
27.05.2016
Article ID:
11584781
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