Orto Botanico di Pisa

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Comune: Pisa
Via: Luca Ghini, 5



L'Orto, venne costruito nel 1543 da Luca Ghini, titolare, ai tempi del Granduca di Toscana Cosimo I dei Medici, della cattedra di Botanica di Pisa. Medico e naturalista, Luca Ghini voleva assicurare agli studenti la possibilità di osservare dal vivo le specie di cui trattava nel suo insegnamento. L'Orto, impiantato dapprima vicino all'Arno nei pressi dell'attuale Cittadella, nel 1564 fu trasferito nelle vicinanze della casa di Galileo; nel 1595 venne spostato nella sede che occupa ancora oggi. Una planimetria settecentesca, che probabilmente descrive l'assetto originario del giardino, presenta otto aiuole quadrate con una vasca al centro di ciascuna e suddivise in porzioni più piccole, secondo un modulo tipico del giardino rinascimentale. Con il passare dei secoli anche la forma dell'Orto si è modificata seguendo i successivi orientamenti scientifici, con una parcellizzazione dello spazio che risponde ai più moderni criteri di classificazione botanica. Aiuole, serre, grottesche, fontane, oltre naturalmente al patrimonio arboreo rendono l'Orto Botanico pisano uno dei più interessanti d'Italia. Le collezioni più importanti comprendono 950 esemplari arborei e arbustivi, alcuni dei quali settecenteschi, 550 specie erbacee e arbustive nella collezione sistematica, 250 in quella delle piante "succulente", 140 specie di piante officinali, e ancora piante tropicali, geofite mediterranee, frutti di bosco, arbusti mediterranei, camelie, rododendri, piante acquatiche e felci. L'ingresso di Via Luca Ghini conduce immediatamente davanti a due maestose palme del Cile, di fronte all'edificio ottocentesco, che ospita il Dipartimento di Scienze Botaniche dell'Università. Più avanti, lungo il Viale Cisalpino, bordato di bosso e cycas si estende la "scuola", costituita attualmente da 120 aiuole, con piante disposte secondo un criterio sistematico. Segue "l'Orto del Cedro", così chiamato per la presenza di un cedro del Libano, che una volta lo caratterizzava, dove sono a dimora alcuni tra gli alberi più vecchi dell'Orto. Di fianco si trova "l'Orto del Mirto", dove si coltivano piante medicinali, alcune delle quali molto tossiche, come la cicuta e la belladonna. Vi sono quattro serre: quella delle piante succulente, quella delle palme, quella delle felci e quella del banano, dove si coltivano piante dei climi caldi. A nord, oltre le serre, all'altezza di Via Luca Ghini, inizia "l'Orto nuovo" o arboreto, annesso nel 1841. All'estremità settentrionale, limitata da Via Galli Tassi, è "l'Orto del Gratta", aggiunto nel 1900, ove è stata costruita una collinetta, realizzata per le piante tipiche di un ambiente roccioso, con un laghetto. In questi anni l'Orto pisano si è assunto un nuovo impegno, relativo al fenomeno della massiccia scomparsa di piante dal pianeta, aderendo al Botanic Gardens Conservation International, che cura il coordinamento delle attività di salvaguardia di specie in pericolo d'estinzione.


The botanical gardens were originally created in 1543 by Luca Ghini, who at the time of the grand-duke of Tuscany Cosimo I dei Medici, held the chair of Botany at Pisa. As a doctor and naturalist, Luca Ghini wished to give students the chance to observe first hand the species that were the subject of his lessons. In 1564 the gardens, which had originally been laid out close to the Arno near the present-day Cittadella, were moved to an area close to Galileo's birthplace and in 1595 moved to the site it occupies today. An 18th-century plan, which probably describes the original layout of the garden, shows eight square flower-beds, with a pool at the centre of each, sub-divided into smaller portions in typical Renaissance garden fashion. The form of the garden, too, was transformed over the centuries in line with scientific developments, and the space was divided up to suit modern criteria of botanical classification. Beds, hothouses, grotesques, fountains and of course the collection of trees planted here make Pisa's Orto Botanico one of the most interesting in the whole of Italy. The most important collections comprise 950 kinds of tree and shrub, some of which date right back to the 1700s, with 550 kinds of grass and shrub in the systematic collection, 250 in the succulent plants collection, 140 species of medicinal plants, and also tropical plants, Mediterranean geophytes, fruits of the forest, Mediterranean shrubs, camellias, rhododendrons, aquatic plants and ferns. The entrance on Via Luca Ghini leads directly to two majestic Chile palms, in front of the 19th-century building that houses Pisa University's Department of Botanical Sciences. Further on, along Viale Cisalpino, lined with box and cycas, is the "school", which currently consists of 120 flower-beds with plants arranged systematically. It is followed by the Orto del Cedro, so named because of the Lebanon cedar that once stood here, and containing some of the oldest trees present in the entire garden. Alongside this is the Orto del Mirto (literally "Myrtle Garden"), in which medicinal plants are grown, including some extremely poisonous varieties, such as hemlock and deadly nightshade. There are four hothouses: one for succulent plants, one for palm trees, one for ferns and the so-called banana-tree house in which plants from hot climates are grown. To the north, beyond the hothouses at the level of Via Luca Ghini, lies the Orto Nuovo, or "arboretum", added on in 1841. At the northernmost end of the gardens, bordered by Via Galli Tassi, is the Orto del Gratta, created in 1900, where a knoll beside a small lake is home to varieties of plants that grow in rocky environments. In recent years, the large-scale disappearance of many species of plants from the planet has prompted the Pisa Botanical Gardens to do work to save botanical species from extinction, in association with the Botanic Gardens Conservation International.    

Aggiornato al:
27.05.2016
Article ID:
11587734
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