Museo Archeologico

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Comune: Firenze
Via: della Colonna, 38

 

Edificato nel 1619 da Cosimo II di Medici su disegno di Giulio di Parigi, per la sorella Maria Maddalena, donna di grande fede religiosa, il palazzo detto della Crocetta venne collegato con un cavalcavia alla chiesa della SS. Annunziata e con due passaggi sotterranei all'adiacente monastero. In seguito, tutto il complesso venne annesso al monastero e nel giardino fu eretta una cappella in adiacenza allo Stanzone della Compagnia del Nicchio. Molte principesse di casa Medici si ritirarono fra queste mura, fra le quali Claudia duchessa di Urbino, Anna figlia di Cosimo II e Vittoria della Rovere, moglie di Ferdinando II. Il giardino sorto al posto di un'antica vigna, fu utilizzato dalle religiose fino alla metà del secolo XVII. Con l'acquisto della proprietà da parte del Principe di Craon, il giardino cambò aspetto, infatti il Principe gli dette una nuova sistemazione suddividendolo in dodici parterre e inserendovi piante ornamentali e da frutto (cedri, aranci e viti). Nel 1787, Pietro Leopoldo fece ristrutturare il palazzo e trasferire la cappella del giardino all'Accademia di Belle Arti per poter mettere in diretta comunicazione il giardino con lo Stanzone della Compagnia del Nicchio, adibito a serra. L'impianto del giardino resta legato a schemi geometrici, anche quando il palazzo divenne sede della Corte dei Conti nel periodo di Firenze Capitale d'Italia. Nel 1880 il palazzo diventa sede del Museo archeologico e il giardino acquista maggiore importanza diventando la sede della Sezione Topografica dell'Etruria (1894), nella configurazione ancora attuale, opera del giardiniere Attilio Pucci (collaboratore di Giuseppe Poggi). Il giardino diventa così parte integrante della struttura museale con l'esposizione en plain air di statue, colone e frammenti di monumenti architettonici antichi. Pini domestici, cedri del Libano ed un Tasso si affiancano a cespugli di sapore mediterraneo come corbezzoli e tamerici e a piante come l'albero di Giuda e alle magnolie.

 

Built in 1619 by Cosimo II dei Medici to a design by Giulio di Parigi, for his sister Maria Maddalena, a piously devout woman, the so-called Palazzo della Crocetta was connected by an overhead walkway to the church of SS. Annunziata and by two underground passages to the adjoining monastery. The entire complex was subsequently annexed to the monastery and a chapel was erected in the garden near the Stanzone della Compagnia del Nicchio. Many Medici princesses withdrew to within these walls, including Claudia duchess of Urbino, Anna, the daughter of Cosimo II, and Vittoria della Rovere, the wife of Ferdinando II. The garden, which was laid on the site of an ancient vineyard, was used by the nuns until the mid-17th century. The property took on quite a different appearance when it was bought by the prince of Craon, who reorganised the garden by dividing it into twelve parterres and introducing ornamental plants and fruit trees (cedars, oranges and vines). In 1787, Pierre Léopold had the building redesigned and transferred the chapel in the garden to the Fine Arts Academy in order that the garden would communicate directly with the Stanzone della Compagnia del Nicchio, used as a hothouse. The garden retained its geometrical layout even when the building became the headquarters of the Court of Accounts during the period when Florence was the capital of Italy. In 1880 the palace became the home of the Archaeology Museum and the garden took on greater importance, as it was used for the Etrurian Topography Section (1894), and was given the appearance it retains to this day by Attilio Pucci (working in collaboration with Giuseppe Poggi). Thus the garden became an integral part of the museum structure with the open-air exhibition of statues, columns and fragments of ancient architectural monuments. Italian pines, Lebanon cedars and a yew tree are found alongside shrubs of a highly Mediterranean nature, such as arbutus and tamarisks, as well as Judas-trees and magnolias.

Aggiornato al:
27.05.2016
Article ID:
11584279
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