La Toscana capitale dei ricercatori

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Per due giorni la Toscana è stata capitale: capitale dei ricercatori europei. Il 26 e 27 novembre scorsi 400 ricercatori provenienti da tutta Europa hanno infatti partecipato, al Palaffari di Firenze, alla "Conferenza Marie Curie": si tratta di un evento che si svolge ogni in una regione Ue e fa parte integrante del programma Marie Curie, che supporta e finanzia la mobilità europea dei ricercatori.

Un programma che in questi anni ha contribuito in modo molto importante alla costruzione dello spazio europeo della ricerca, che poi è la scala dimensionale minima necessaria per costruire processi di generazione di nuova conoscenza e per innescare processi di innovazione che siano competitivi con le altre aree del mondo.

La conferenza è stata l'occasione per assistere a presentazioni e confronti scientifici che riguardano ambiti strategici della ricerca toscana (dalle scienze della vita alla robotica, dai big data alla fotonica) ed anche per dare un nome e un volto alle tante persone che fanno ricerca.

Quando si parla di ricerca e innovazione il rischio è infatti quello di volare troppo alto, così tanto da cadere in un'astrattezza in cui poi ci si perde. Invece la ricerca va avanti sulle gambe di chi la fa ogni giorno, con passione e sacrifici personali, ed è bene ricordarselo. Qui trovate le storie – le esperienze e le aspirazioni, oltre al lavoro di ricerca in sé – di Ana, Giacomo, Martino e Sagar, quattro ricercatori (due italiani, una portoghese e un indiano) che partecipano al programma Marie Curie. Persone come loro sono il nostro miglior investimento a garanzia di un futuro di sostenibilità economica, sociale, ambientale e di democrazia per l'Europa. Non sono cervelli in fuga e non dobbiamo etichettarli così: la mobilità dei nostri ricercatori è necessaria, ce lo hanno detto loro stessi.

Il punto è un altro: far diventare l'Italia una destinazione più attraente per chi fa ricerca.

Aggiornato al:
05.12.2013
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11272164