Giardino dei Torrigiani

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Comune: Firenze
Via: de' Serragli, 146

 

Il Giardino Torrigiani è una delle poche grandi aree verdi, ancora superstiti all'interno delle mura, in stato di perfetta conservazione e costituisce un esempio tipico dello stile romantico che contrassegnò i giardini all'inizio dell'Ottocento. Già nel secolo XVI esisteva una proprietà Torrigiani nella zona detta "il Campuccio". Alla fine del secolo XVIII, con l'estinzione della famiglia, l'eredità del cardinale Luigi Torrigiani passò al pronipote Pietro Guadagni che assunse allora il nome dello zio e nella piccola proprietà del Campuccio iniziò la costruzione del giardino. Fra il 1802 e il 1817 con successivi acquisti, il nuovo marchese Torrigiani ampliò la proprietà, che da via del Campuccio si estendeva fin a via dei Serragli, alle mura, all'attuale Piazza Tasso, raggiungendo una superficie di circa dieci ettari. L'incarico di progettare il grandioso giardino fu dato a Luigi Cambray Digny, al quale subentrò il giovane Gaetano Baccani. La presenza delle mura servì a movimentare il progetto, il quale fu caratterizzato da una ricchezza di piccoli edifici, statue e particolarità botaniche tanto da meritare, poco dopo la sua creazione, di "una guida ad uso dei visitatori". La guida citava oltre trenta punti di interesse, fra i quali l'Ipogeo, la Grotta di Merlino, la Giostra coperta, il Giardino degli agrumi e dei fiori, la Cavallerizza, l'Arcadia, il Romitorio, il Gymnasium, la grande Torre, l'Uccelliera, la Limonaia, il Torrente col magnifico ponte. Oggi il giardino non è così ricco di opere d'arte, tuttavia l'ambiente è rimasto intatto e resta il giardino all'inglese più significativo di Firenze. L'ingresso attuale su via del Campuccio introduce in un ampio spazio segnato da una grande aiuola circolare quadripartita con, al centro, il grande gruppo classicheggiante, opera di Pio Fedi, che rappresenta Seneca col giovane Pietro Torrigiani. Percorrendo un sentiero sinuoso in lieve salita si trovano sulla destra il Gymnasium, il Romitorio e, sulla sommità, in adiacenza alle vestigia delle antiche mura della città fatte erigere da Cosimo il Vecchio, la famosa torre del Baccani. La torre, costruita nel 1824, era adibita a "specola" astronomica e nei suoi piani erano ospitate una biblioteca, una raccolta di strumenti astronomici, e sulla sommità una terrazza scoperta per l'osservazione del cielo. Tra le sculture presenti nel giardino ricordiamo l'opera barocca del Baratta, il gruppo marmoreo "di greco scalpello" raffigurante un toro abbattuto da un leone, la statua di Osiride adiacente l'ingresso di Via de' Serragli, con le tavole di comportamento nella visita del giardino, la colonna marmorea dedicata al grande botanico Pier Antonio Micheli che in questa località lavorò assiduamente nei primi del '700, le statue di Giano e di Esculapio. La storia di questo giardino è importante non solo da un punto di vista architettonico, ma anche da quello botanico, testimoniato dalla presenza di vecchie e nuove serre, limonaie, tepidari, oltre ad un gran numero di piante. Nel 1839 venne redatto da A.Pucci un inventario delle essenze in cui risultava che erano presenti 5.500 piante in vaso (ananas,camelie,rododendri,agrumi, ecc.) e oltre 13.000 piante in terra tra cui alberi da frutto, magnolie, pini e cipressi.

 

The Torrigiani Garden, one of the few large green areas to survive perfectly intact inside the city walls, is a typical example of the Romantic style garden in vogue in the early 19th century. A piece of Torrigiani property known as the Campuccio is known to have existed as early as the 16th century. At the end of the 18th century the family line died out and cardinal Luigi Torrigiani's inheritance passed into the hands of the great-nephew Pietro Guadagni, who took the name of his great-uncle and began work on the creation of a garden in the small Campuccio property. Between 1802 and 1817, the new marquis Torrigiani purchased more land to extend the property, which ran from Via del Campuccio as far as Via dei Serragli, and to the walls, where Piazza Tasso now stands: as a result of these acquisitions the holding spread over 10 hectares. The commission to design the layout of the grand garden went to Luigi Cambray Digny, who was later succeeded by the young Gaetano Baccani. The presence of walls served to give movement to the design, which featured so many small buildings, statues and botanical varieties that soon after its creation a 'visitor's handbook' was needed. This guide mentioned over thirty points of interest, including the Hypogeum, Merlin's Cave, the Covered Carousel, the Citrus and Flower Garden, the Riding School, the Arcadia, the Hermitage, the Gymnasium, the Great Tower, The Bird Trap, the Lemon House and the River, with its magnificent bridge. Today's garden, though not quite as full of attractions as in earlier centuries, has survived intact and remains Florence's most important English-style garden. The present-day entrance on Via del Campuccio leads to a generous space marked by a large circular flower bed divided into four parts with, at its centre, a classical statue group by Pio Fedi of Seneca with the young Pietro Torrigiani. A path winds its way up the hill past the Gymnasium and Hermitage (on the right) to the highest point of the garden near the ancient city walls, built by Cosimo the Elder, where Baccani's famous tower stands. This tower, built in 1824, was designed as an astronomical observatory, and also included a library, a collection of astronomical instruments and an open terrace for star-gazing. Other notable sculptures present in the garden include a Baroque work by Baratta, a marble statue group known as the "Greek sculpture" of a bull being killed by a lion, a statue of Osiris next to the entrance on Via de' Serragli (with the explanatory panels on the behaviour expected of visitors to the garden), a marble column dedicated to the great botanist Pier Antonio Micheli, who worked extensively in this area in the early 18th century, and statues of Janus and Aesculapius. The history of this garden is important just as much for its botanical as for its architectural interest, as is clear from the many hothouses (old and new), lemon houses, tepidaria and an extensive collection of plants and trees. In 1839 Attilio Pucci drew up an inventory of the botanical holdings, naming 5,500 potted plants (including pineapple, rhododendrons, camellias and citrus trees) and over 13,000 bedded trees and plants, including various fruit trees, magnolias, pines and cypresses.

Aggiornato al:
27.05.2016
Article ID:
11584261
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