Convegno progetto Deport, "Oltre i confini del carcere", portfolio linguistico-professionale per detenuti stranieri

Il 29 gennaio 2015 un'iniziativa pubblica sullo stato di avanzamento del progetto di ricerca finanziato dall'Università per stranieri di Siena, nell'ambito del Par Fas della Regione. Responsabile scientifico del porgetto è la prof. ssa Antonella Benucci.

Si svolgerà a Siena, giovedì 29 gennaio 2015, presso l'Università per stranieri, il convegno "Progetto: Oltre i confini del carcere: portfolio linguistico - professionale per detenuti – Deport (Cup E67E10000130006), un esempio di eccellenza nel panorama degli studi del contesto penitenziario italiano, le cui finalità rientrano tra le priorità di ricerca del Par Fas, linea di azione 1.1.a.3, della Regione Toscana (il comunicato stampa il programma-invito ). Il progetto, che è indirizzato a realizzare interventi in Toscana, ha registrato l'interesse di altri Provveditorati regionali dell'amministrazione penitenziaria (Prap), i quali si sono resi disponibili a cooperare per raccogliere dati utili a confrontare la situazione toscana a quella nazionale più generale, così da contribuire alla replicabilità di questa iniziativa toscana.

  Il progetto "Deport": obiettivi specifici e risultati
Gli obiettivi specifici del progetto sono:

1) indagare gli aspetti della comunicazione - linguistici, culturali, sociali e professionali - relativi alla situazione penitenziaria toscana e italiana;
2) rilevare la tipologia e la quantità della presenza di detenuti stranieri, con particolare attenzione ai contesti di diversità linguistico-culturale;
3) analizzare la specificità delle interazioni in carcere e rilevare le criticità comunicative relative alla formazione professionale e allo svolgimento delle attività lavorative dei detenuti stranieri;
4) implementare i prodotti della ricerca tramite l'ideazione e l'erogazione di percorsi di formazione idonei al superamento dello svantaggio derivante dalle criticità del punto 3;
5) creare una sinergia tra Università, imprese e Istituti penitenziari, coniugando la specificità di ogni ente nel proprio ambito disciplinare, per migliorare la comunicazione linguistica e interculturale fra operatori del carcere, operatori sociali, imprese e detenuti;
6) valorizzare la funzione rieducativa del carcere trasformando lo svantaggio iniziale della persona straniera reclusa in occasione di emancipazione sociale tramite la produzione di strumenti spendibili per la riqualificazione sociale dei detenuti, da impiegare in Italia e nei Paesi d'origine: il Portfolio linguistico-professionale;
7) elaborare un modello di intervento integrato che, coinvolgendo varie figure (detenuti stranieri, operatori penitenziari, docenti del carcere e tutor aziendali), fornisca strumenti operativi concreti per interventi di mediazione relativi all'ambito della comunicazione professionale.

I risultati ad oggi:
a) descrizione dei modelli comunicativi rilevati (con interviste a detenuti stranieri, personale penitenziario e tutor aziendali) ed elaborazione di strumenti educativi specifici per i settori lavorativi presenti nelle realtà penitenziarie (9 sillabi, 14 programmi e materiale per il training di detenuti e tutor aziendali) fondati sui risultati della ricerca;
b) mappatura sociolinguistica e didattico-formativa dei contesti penitenziari selezionati e delle azioni trattamentali e formative esistenti rivolte a detenuti stranieri in ambito linguistico e professionalizzante tramite elaborazione, somministrazione e analisi di circa 1000 questionari (per Istituti penitenziari, per detenuti stranieri, per insegnanti e aziende) e realizzazione di una banca dati testuale;
c) progettazione e realizzazione di 14 interventi formativi destinati a soggetti reclusi stranieri, concepiti in accordo con i risultati della ricerca e sulla base dei bisogni evidenziati presso gli Istituti segnalati dal PRAP Toscana:
- CC Santo Spirito Siena (n.1 corso profilo manutentore del verde; n.1 corso profilo operaio edile, n.1 corso profilo addetto alla tipografia);
- CR Ranza (n.1 corso profilo aiuto cuoco);
- CC Prato (n.1 corso profilo operatore dell'industria alimentare);
- CC San Giorgio Lucca n.1 corso profilo aiuto cuoco);
d) validazione del modello toscano di sviluppo di competenze linguistico-comunicative dei detenuti stranieri presso altre realtà italiane (Sicilia, Sardegna, Veneto e Campania) e creazione di una rete stabile di referenti;
e) monitoraggio delle attività di ricerca e dei percorsi formativi intrapresi tramite griglie di valutazione del materiale prodotto e questionari di valutazione dei percorsi formativi;
f) valorizzazione dei prodotti di ricerca tramite diffusione di attività, materiali e risultati del progetto - cfr. organizzazione di Giornate di disseminazione rivolte a insegnanti e operatori penitenziari (23 – 28 maggio 2014) -, attività di disseminazione dei risultati parziali del progetto (sedi universitarie, convegni e congressi) e creazione di una pagina web del progetto;
g) monitoraggio degli aspetti scientifici della progettazione del portfolio di competenze "a misura" articolato al fine di fornire una valutazione certificata integrata e al tempo stesso specifica per il settore linguistico e professionale.

La rete dei referenti del progetto
La rete di soggetti costituitasi in seno alla realizzazione del progetto Deport ha dato luogo al progetto Erasmus+ Riuscire - Rete Universitaria SocioCulturale per l'Istruzione e il Recupero in Carcere, il nuovo progetto Erasmus+, attività chiave 2, Cooperation for innovation and the exchange of good practices, di cui il gruppo di ricerca dell'Università per Stranieri è risultato vincitore e che permetterà la sostenibilità del progetto stesso ed il trasferimento di buone pratiche implementate nel progetto Deport a livello internazionale, con la partecipazione di partner francesi, spagnoli, tedeschi e portoghesi e dell'ISSP, l'Istituto Superiore di Studi Penitenziari.
 

Aggiornato al:
10.02.2021
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