Consulta per il dialogo interreligioso e per la pace tra le culture

Organismo rappresentativo in materia di dialogo interreligioso e di pace fra le culture, che opera a sostegno dell'attivit istituzionale della Regione.
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La consulta per il dialogo interreligioso e per la pace tra le culture è stata istituita in Toscana, in base alla legge regionale 55 del 30 luglio 1997 "Interventi per la promozione di una cultura di pace", a seguito di una decisione della giunta regionale adottata il 21 novembre 2005 su proposta dell'assessore Massimo Toschi. Insediata nella primavera del 2006 la Consulta è composta dai rappresentanti delle dieci province, da cinque rappresentanti della chiesa cattolica, da sei rappresentanti delle chiese cristiane, da cinque rappresentanti delle comunità ebraiche, da cinque rappresentanti delle comunità musulmane e da un rappresentante per ciascuna delle altre confessioni religiose presenti nel nostro territorio.
Tre sono stati i criteri per questa scelta:

  • Precedenti riconoscimenti ufficiali ai sensi dell'art. 8 della Costituzione e della legge 1159/29
  • Presenza e diffusione sul territorio toscano
  • Partecipazione e condivisione del progetto complessivo della Regione Toscana, in cui si inscrive l'iniziativa dell'Assessorato.

La Consulta si avvale della collaborazione del prof. Marco Ventura, docente all'università di Siena, uno dei maggiori esperti italiani in materia.
La Consulta rappresenta il primo esempio in Italia di un organismo rappresentativo in materia di dialogo interreligioso e di pace fra le culture che opera a sostegno dell'attività istituzionale di una Regione. I componenti sono stati scelti sulla base del criterio della rappresentanza: ogni confessione religiosa ha scelto al suo interno una delegazione, che contiene in sé, oltre la componente istituzionale, anche quella territoriale. Per fare un esempio: all'interno della delegazione della chiesa cattolica sono presenti: un vescovo, un sacerdote e tre laici in rappresentanza di tutto il territorio toscano. Allo stesso modo sono state composte le altre delegazioni.
La consulta è sempre libera di accogliere nuove adesioni, salvo scelta diversa degli interessati. Alcune richieste, ad oggi, non sono state accolte perché le relative confessioni non rientravano fra quelle rispondenti a tutti e tre i criteri sopra indicati.
La consulta, in coerenza con la storia e la tradizione della Toscana, persegue una linea culturale e politica che ha come caposaldi il dialogo interreligioso e la pace tra le culture.
Gli obiettivi immediati e concreti riguardano il pieno dispiegamento della libertà religiosa nelle aziende ospedaliere e nelle carceri toscane. Inoltre è obiettivo della Consulta la creazione di un rapporto positivo con le scuole sia attraverso occasioni di formazione e di incontro sulle religioni sia attraverso una rigorosa conoscenza che permetta di superare il rischio di banalizzazioni, talora assai pericolose.
 

Il regolamento della Consulta

La Regione Toscana promuove la consulta per il dialogo interreligioso e per la pace tra le culture.
Della consulta fanno parte il Presidente della Regione Toscana o un suo delegato, i presidenti delle province o i loro delegati, dieci rappresentanti delle comunità cristiane (cinque della chiese cattoliche e cinque delle altre chiese cristiane), cinque rappresentanti delle comunità ebraiche, cinque rappresentanti delle comunità musulmane,un rappresentante per ogni altra confessione religiosa.
La consulta è presieduta dal presidente della Regione Toscana o da un suo delegato.
Ciascuna chiesa o confessione religiosa indicherà i propri rappresentanti, su designazione dei loro organi di governo o di rappresentanza.
La consulta convocata dal Presidente o da un suo delegato si deve riunire almeno tre volte l'anno. La metà dei membri della consulta, può chiedere al presidente, la convocazione in via straordinaria.

Gli scopi della Consulta sono:

  • Contribuire alla conoscenza delle singole tradizioni religiose e del loro contributo alla pace e al rispetto dei diritti umani.
  • Favorire il dialogo tra le comunità religiose e la società civile.
  • Promuovere il pieno rispetto della libertà religiosa per tutti i cittadini, che vivono nel territorio toscano.
  • Superare pregiudizi e incomprensioni, che generano intolleranza razzismo e non rispetto dell'altro.
  • Promuovere la pace nei luoghi di conflitto o la pace tra le culture
Questo aggiornamento lo trovi in:
Aggiornato al:
28.12.2012
Article ID:
46117