Povertà in Toscana nel 2020: lieve aumento rispetto al 2019

L'indicatore del numero di famiglie con spesa media mensile per consumi pari o al di sotto della soglia di povertà relativa aumenta leggermente in Toscana nel 2020 rispetto al 2019

Nella nostra regione l'incidenza di povertà relativa delle famiglie, ossia l'indicatore del numero di famiglie con spesa media mensile per consumi pari o al di sotto della soglia di povertà relativa, aumenta leggermente in Toscana nel 2020 rispetto al 2019 (da 5,8% a 5,9%), mentre in Italia si registra una diminuzione (da 11,4% a 10,1%): la Toscana rientra comunque fra le regioni con una riduzione dell'indice di povertà relativa stimato tra il primo (2002-2004) e l'ultimo triennio (2018-2020) del periodo 2002-2020 (vedi grafico). 

A dirlo sono i dati divulgati dal settore "Servizi digitali e integrazione dati, innovazione nei territori. Ufficio Regionale di Statistica" della Regione Toscana nelle statistiche flash "La povertà in Toscana: l'incidenza della povertà relativa delle famiglie nel 2020" che aggiorna le serie storiche regionali dell'indice di povertà relativa, con i relativi confronti interregionali e su scala nazionale, con i dati diffusi il 16 giugno 2021 da Istat nel comunicato stampa "Le statistiche dell'Istat sulla povertà - anno 2020".

Per conoscere i dettagli:


Variazione dell'indice di povertà relativa nelle regioni italiane e in Italia dal triennio 2002-2004 al triennio 2018-2020. Fonte: Elaborazione a cura del Settore Servizi digitali e integrazione dati, innovazione nei territori. Ufficio Regionale di Statistica su dati Istat – Indagine sulle spese per consumi delle famiglie.

Confronto delle medie dell'indice di povertà realtivo tra il primo (2002-2004) e l'ultimo triennio del periodo 2002-2020 (2018-2020) delle regioni italiane per limitare l'effetto delle oscillazioni campionarie nel calcolo delle variazioni. Nel confronto le regioni sono ordinate partendo dall'alto con i territori con valore medio maggiormente peggiorato tra i due trienni fino ad arrivare in basso con i territori in cui si registra il maggior miglioramento.  Nel grafico a barre orizzontali risultano in peggioramento in ordine decrescente dall'alto iniziando dalla Sardegna (tra i 5 e i 10 punti percentuali), proseguendo con Veneto, Calabria, Umbria, Lombardia, Emilia-Romagna, Sicilia, Italia, Puglia e Lazio (tra 0 e i 5 punti percentuali): in miglioramento nella parte inferiore del grafico con valori crescenti Campania, Piemonte, Valle d'Aosta, Marche, Liguria, Toscana, Trentino Alto Adige (miglioramento tra 0 e i 5 punti percentuali), concludendo in basso con le regioni con il più alto miglioramento come Friuli-Venezia Giulia, Abruzzo, Molise e Basilicata che registrano un variazione tra i 5 e i 10 punti percentuali di diminuzione dell'indice di povertà.

Nota di lettura: per confrontare le medie dell'indice di povertà è stato considerato il primo e l'ultimo triennio del periodo 2002-2020 per limitare l'effetto delle oscillazioni campionarie nel calcolo delle variazioni confrontando così la media dell'indice del triennio 2002-2004 e quella del triennio 2018-2020.

Avvertenze
I dati analizzati e presentati sono aggiornati al momento della stesura del rapporto, ma i valori contenuti possono essere soggetti ad aggiornamenti successivi da parte di Istat.

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Aggiornato al:
18.05.2022
Article ID:
66858110