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Tutelare la gravidanza sul lavoro

Tutelare la gravidanza sul lavoro

Gravidanza e puerperio sono momenti molto particolari nella vita di una donna e richiedono attenzioni e misure di salvaguardia specifiche.

È vietato far lavorare le donne durante i due mesi precedenti la data presunta del parto ed i tre mesi successivi al parto.

Applicazione della flessibilità: nel caso in cui il lavoro non sia ritenuto pregiudizievole e la gravidanza sia stata regolare, la lavoratrice può richiedere di rimanere al lavoro fino all'ottavo mese di gravidanza per prolungare il periodo di astensione dopo il parto, ovvero fino al quarto mese di vita del bambino.

È un diritto della donna essere tutelata non solo nel caso di gravi complicanze della gravidanza o di preesistenti forme patologiche che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza, ma anche nel caso in cui le condizioni di lavoro o ambientali siano ritenute dannose alla salute della donna e del nascituro.

Tutela della gravidanza a rischio: la tutela è attivata dalla lavoratrice tramite domanda di interdizione dal lavoro corredata di certificato medico attestante le condizioni di salute. La domanda di interdizione deve essere presentata alle Aziende Usl che hanno la competenza autorizzativa in materia.

Tutela della gravidanza dai lavori a rischio
Il Testo unico in materia di tutela e sostegno della maternità e paternità (Dlgs 151/2001) ha introdotto anche in tema di tutela della salute riproduttiva il concetto di valutazione dei rischi, in accordo con l'orientamento dell'Unione Europea, pur rimanendo nella legge italiana un elenco di lavori vietati durante la gravidanza e/o fino al settimo mese dopo il parto. Il datore di lavoro, oltre a rispettare i divieti, ha l'obbligo di valutare i rischi specifici per la gravidanza e l'allattamento e di modificare le mansioni ritenute pericolose, spostando la lavoratrice ad altri compiti non pregiudizievoli; qualora tali modifiche non risultino possibili deve chiedere l'allontanamento della lavoratrice dal posto di lavoro, presentando la domanda presso la Direzione territoriale del Lavoro competente per territorio.

La domanda di interdizione dal lavoro a rischio alla Direzione Territoriale del lavoro può essere presentata  anche dalla lavoratrice.
Le lavoratrici possono ricevere Informazioni presso le Aziende Usl rivolgendosi ai Medici del Lavoro dei Dipartimenti di Prevenzione e agli operatori dei Consultori.


Ultima modifica: 17/03/2017 20:15:47 - Id: 48808