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Vaccinazioni

Sicurezza dei vaccini

Sicurezza dei vaccini

 

I vaccini sono sicuri?

I vaccini sono tra i farmaci più sicuri che abbiamo a disposizione perché:

  • prodotti con tecnologie che ne permettono un'ottimale purificazione
  • sottoposti a numerosi studi e ricerche per verificarne l'efficacia e la massima sicurezza prima della loro commercializzazione
  • sottoposti ad ulteriori studi di sicurezza e d'impatto sulla popolazione anche dopo la loro commercializzazione

Sulla sicurezza dei vaccini sono stati svolti studi approfonditi che chiunque può consultare.

Approfondimento
Domanda n. 13 in  "Vaccinazioni pediatriche: le domande difficili" [file .pdf]

 

Quali sono i reali rischi da vaccinazione?

Naturalmente i vaccini, come tutti i farmaci, possono essere accompagnati da effetti collaterali. A parte le reazioni banali - vai alla pagina Somministrazione dei vaccini -  come febbre e irritabilità, molto raramente si possono osservare:

  • reazioni allergiche gravi (shock anafilattico) che in genere si manifestano immediatamente o entro pochi minuti dalla vaccinazione e che possono essere risolte; dopo la vaccinazione è sufficiente rimanere per 15 minuti nela sala d'attesa;  ogni ambulatorio vaccinale è attrezzato a fare fronte a tali rarissime situazioni. In caso di dubbio su precedenti reazioni allergiche gravi allo stesso vaccino, le vaccinazioni possono essere eseguite in ambiente protetto (ospedaliero);
  • piastrinopenia, ovvero la diminuzione temporanea delle piastrine - 1 caso ogni 30.000 -  a seguito alla vaccinazione morbillo, parotite e rosolia, anche se la sua frequenza è 10 volte maggiore dopo aver contratto la malattia naturale;
  • convulsioni febbrili o episodi di ipotonia-iporesponsività, osservati in particolare dopo la somministrazione dei vaccini contro la pertosse, che tuttavia non hanno determinato conseguenze negative sul lungo termine.

Sono sicuramente superiori i rischi che si corrono se vengono contratti per esempio il morbillo o la pertosse, malattie che causano abbastanza frequentemente convulsioni ed in alcuni casi anche danni neurologici gravi e permanenti.

 

È possibile sapere quanti eventi avversi ci sono stati in relazione alla somministrazione dei vaccini?

In ogni Azienda Usl esiste un servizio di Farmacovigilanza che raccoglie tutte le segnalazioni fatte da operatori sanitari su manifestazioni di eventi avversi che si verificano durante la somministrazione di qualsiasi farmaco, compresi i vaccini. I cittadini interessati possono richiedere informazioni al personale sanitario oppure consultare il sito dell'Agenzia del farmaco.
 

I vaccini sono tossici?

Nessuno studio ha mai dimostrato che le dosi degli additivi (adiuvanti e conservanti) contenute nei vaccini possano determinare problemi di tossicità.
I vaccini pediatrici attualmente disponibili non contengono thiomersal e quindi non contengono mercurio. Da diversi anni il thiomersal non è più utilizzato come conservante; la sua eliminazione è stata dettata dal principio di precauzione, sebbene vari studi epidemiologici non abbiano dimostrato conseguenze per la salute dei bambini a suo tempo vaccinati con prodotti contenenti tale conservante.

Approfondimento
Domande n. 18, 19 e 20 in  "Vaccinazioni pediatriche: le domande difficili" [file .pdf]

I sali di alluminio invece non sono eliminabili dai vaccini che attualmente li contengono, perché giocano un ruolo fondamentale nella risposta immunitaria e senza di essi l'efficacia di alcuni vaccini sarebbe fortemente ridotta. Tra i vaccini pediatrici correntemente utilizzati, solo l'antipolio, l'anti-Haemophilus b e l'anti-morbillo -parotite - rosolia non contengono sali di alluminio.
Negli altri il contenuto di alluminio è dell'ordine di alcuni mg, variabile a seconda del prodotto da 0.25 a 2.5 mg.
Un bambino vaccinato secondo il calendario vaccinale riceve durante il primo anno di vita 2.8 mg di alluminio, quindi meno di 3 millesimi di grammo. Queste quantità non rappresentano un rischio sanitario per la popolazione, considerato che normalmente l'organismo assume questa sostanza attraverso l'alimentazione: ogni giorno ingeriamo con il cibo dai 5 ai 20 mg di alluminio, è contenuto soprattutto nei vegetali; parte della quantità di alluminio ingerita va in circolo e viene eliminata per via renale.

La formaldeide invece viene utilizzata come agente inattivante ed è presente solo in tracce nella  preparazione di alcuni vaccini. In un ridotto numero di vaccini è tuttora presente come conservante, ad una concentrazione non superiore a 0,1 mg.
Alte concentrazioni di formaldeide possono danneggiare il DNA e determinare mutazioni genetiche in colture di cellule (osservate in laboratorio, in situazioni sperimentali). Detto questo, non bisogna dimenticare che ogni giorno tutti noi respiriamo e ingeriamo con i cibi una certa quantità di formaldeide: frutta e verdura da 3 a 60 mg/kg, carne e pesce da 6 a 20 mg/kg, latte e latticini 1 mg/kg) e che il nostro organismo produce naturalmente piccole quantità di formaldeide necessaria per la produzione del DNA e di alcuni amminoacidi.
L'uomo e gli altri mammiferi hanno naturalmente, cioè anche in assenza di esposizione ambientale, una concentrazione di formaldeide nel sangue pari a 2,5 microgrammi per ml; un bambino di 2 mesi che pesa 5 kg ha in media 85 ml di sangue per kg di peso, quindi: 5x85= 425 ml di sangue. 2,5 microgrammi x 425 = 1062 microgrammi = 1,06 mg.
Quindi anche quando un bambino è vaccinato con un prodotto contenente formaldeide, la quantità somministrata è al massimo 0,1 mg, mentre nel sangue è naturalmente presente una quantità 10 volte maggiore (1 mg).
Occorre sottolineare che i moderni vaccini combinati, ossia gli esavalenti (difterite, tetano, pertosse, poliomielite, Haemophilus, epatite B), i vaccini contro pneumococco e meningococco e inoltre quasi tutti i vaccini disponibili in forma singola o con combinazioni diverse dall'esavalente (quale ad esempio epatite B, epatite A, difterite-tetano-pertosse e altri), oltre a non contenere thiomersal, non contengono formaldeide né altri conservanti precedentemente utilizzati nei prodotti biologici.
 

I vaccini rappresentano un grosso business? Perché esistono medici, inclusi alcuni pediatri, o in genere soggetti con una formazione di tipo scientifico, che si professano contrari alle vaccinazioni?

Sono molto pochi i soggetti che lavorano in ambito scientifico o sanitario e che manifestano un atteggiamento contrario alle vaccinazioni.
In una parte dei casi si tratta di persone senza una formazione specifica nel campo della vaccinologia e dell'epidemiologia delle malattie infettive: tra i personaggi più noti in ambito internazionale troviamo un genetista, una micropaleontologa, un chiropratico, un radiologo, uno psicologo, una nefrologa. In altri casi si tratta effettivamente di pediatri, i quali hanno un approccio alle malattie infettive decisamente non convenzionale: le loro opinioni, rispettabili come lo è qualunque opinione, non trovano una collocazione in ambito scientifico, dove invece contano i fatti e dove conta ciò che è dimostrato con i dati ricavati dagli studi. Purtroppo esistono anche dei personaggi come Andrew Wakefield, noto per aver costruito un collegamento tra vaccini e autismo in modo fraudolento, per puro tornaconto personale.
Sono noti diversi casi di scienziati con un curriculum del tutto rispettabile che, in un dato momento della loro vita, hanno sviluppato convinzioni non fondate scientificamente o persino bizzarre. E' ad esempio il caso di Peter Duesberg, un affermato virologo che ad un certo punto ha iniziato a sostenere che l'AIDS non sia causato dal virus HIV. Un altro caso eclatante è quello del premio Nobel per la chimica Linus Pauling, il quale nei suoi ultimi anni si diceva convinto che alte dosi di vitamine ad azione antiossidante fossero in grado di curare il cancro e di prevenire diverse malattie. Sottoposte a verifica sperimentale, queste convinzioni si sono rivelate completamente sbagliate.

Poiché la comunità scientifica è così saldamente schierata a favore delle vaccinazioni, qualcuno ha ideato la teoria del complotto: le Università, gli Enti governativi che si occupano di prevenzione  delle malattie infettive, le Associazioni scientifiche di Pediatri e Igienisti, i singoli medici e le industrie produttrici lavorerebbero insieme in una logica di puro profitto, perché la vaccinazione di massa rappresenta un grosso business. Coinvolgere tutte queste persone (decine di migliaia in tutto il mondo) in un unico complotto è tuttavia molto difficile, a meno di non pensare che il 99,9% dei medici e pediatri siano disonesti.
Peraltro la vaccinazione di massa, diminuendo la frequenza delle complicazioni, diminuisce anche il numero dei farmaci che servono per curarle: è infatti dimostrato che vaccinare è un investimento per la nostra società, perché produce una diminuzione dei ricoveri ospedalieri e del consumo di farmaci.
Inoltre, pochi sanno che la spesa complessiva per i vaccini è enormemente inferiore a quella di alcuni farmaci di uso comune. Per esempio, nel 2013 il nostro Servizio Sanitario Nazionale ha impiegato il 4,7% della spesa per farmaci nell'acquisto di una sola categoria di prodotti (gli inibitori di pompa protonica, usati per la cura dell'ulcera peptica e del reflusso gastro-esofageo), mentre l'acquisto di tutti i vaccini, sia pediatrici sia per l'adulto, ha inciso soltanto per l'1,6% (AIFA, 2014). Questo sarebbe il famoso "business dei vaccini" di cui parla la propaganda anti vaccinale: l'1,6% della spesa farmaceutica in Italia in un anno!
Detto questo, è opportuno sottolineare che in tempi recenti, specialmente nei Paesi anglosassoni, è iniziato un dibattito sul conflitto di interessi in Medicina e sui rischi che la libertà di ricerca scientifica potrebbe correre sotto la pressione degli interessi economici delle aziende produttrici di farmaci e dispositivi medici. I settori più sensibili della comunità scientifica hanno ben presente questa problematica, e sono ormai numerose le pubblicazioni e gli studi sull'argomento. Pensiamo tuttavia che sia evidente l'enorme differenza, prima di tutto metodologica, tra le teorie complottistiche dei movimenti contrari alle vaccinazioni e il libero dibattito che, all'interno e fuori della comunità scientifica, si sta sviluppando su questo tema. 

 

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Ultima modifica: 29/09/2016 12:53:40 - Id: 13694367