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cos'è

cos'è

La reazione della Toscana alla crisi economica può contare su una risorsa importante, la nuova programmazione del Fondo Sociale Europeo 2007-2013 che con il Programma operativo regionale competitività e occupazione (approfondisci alla pagina  Documenti di porgrammazione del Por Cro Fse)  finanzia gli interventi in tema di istruzione, formazione, lavoro, inclusione sociale, ricerca, mobilità internazionale di studenti, lavoratori e apprendisti, mettendo a disposizione una dote complessiva di 665 milioni di euro in sette anni. Dopo un impegnativo cammino fatto insieme a istituzioni e parti sociali, organizzazioni ed associazioni della società civile, il Por offre uno strumento formidabile per rafforzare il nostro capitale umano e intervenire sui talenti delle toscane e dei toscani e a sostegno del processo di innovazione del nostro apparato produttivo, che è la chiave di volta per vincere la sfida della globalizzazione. Già con i precedenti periodi di programmazione il Fondo Sociale Europeo si è affermato come una leva strategica per lo sviluppo, attraverso la realizzazione di interventi formativi e di politiche attive per il lavoro.

La programmazione 2007-2013 determina un ulteriore passo avanti in questa direzione, permettendo di orientare le opportunità e gli incentivi verso obiettivi utili a fronteggiare l'emergenza di questi mesi e a rilanciare la competitività. Puntando sui fattori innovativi e di qualità cui sono vincolate tutte le azioni del Programma operativo regionale, si pongono così anche le basi per rendere più solido il nostro sistema produttivo, più coeso il contesto sociale e più dinamico il mercato del lavoro. Tutti i territori toscani possono contare su una parte delle risorse messe a disposizione dal Fondo Sociale Europeo. Il Programma Operativo elaborato dalla Regione ha tenuto conto, grazie a un intenso lavoro di concertazione, delle esigenze e delle caratteristiche delle diverse zone della Toscana e su questa base ha deciso la ripartizione dei finanziamenti che, da qui al 2013, saranno utilizzati nelle diverse realtà per migliorare la competitività dei territori, facendo leva sulla qualificazione delle risorse umane. Anche le procedure di gestione del Fondo sono state ripensate in modo da esaltare la capacità dei territori di costruire praticamente su misura le proprie politiche, semplificando la procedura e puntando all'efficacia.

Per informazioni sul Programma operativo regionale competitività e occupazione (Por Cro) scrivere a  settorefse@regione.toscana.it.
 

Più investimenti sul capitale umano

Le iniziative programmate dalla Regione sono mirate a dare una risposta, mirata, all'emergenza, con interventi formativi di tipo nuovo, capaci di coinvolgere lavoratori occupati e disoccupati a partire dalle esigenze e peculiarità dei diversi sistemi produttivi. La novità si concretizza in una serie di Protocolli d'Intesa, accordi stipulati tra Regione Toscana e Province, in cui si individuano i settori in cui è necessario far convogliare risorse e, su questi, si concentrano gli interventi con strumenti condivisi. Fra gli accordi, una novità è costituita anche dal Patto per l'occupazione femminile, perchè l'occupazione delle donne è una leva indispensabile senza la quale non può esserci sviluppo. Altra novità la mobilità internazionale, inserita per la prima volta nella programmazione FSE 2007-13, con risorse che rendono possibile la creazione di un sistema regionale che punta a sistematici e organizzati scambi formativi, senza frontiere, per studenti, apprendisti, lavoratori, imprenditori: un modo per rendere più competitivi, aperti ed europei capitale umano e imprese. Fra gli strumenti, un ruolo sempre più rilevante viene dato ai voucher, ovvero "buoni" spendibili in formazione, o anche per l'acquisto di servizi di cura per bambini, anziani e disabili.
 

Obiettivo società della conoscenza

La strategia della Regione Toscana si pone la finalità di costruire un sistema ad alta competitività fondato sulla conoscenza, che realizzi la libertà individuale e l'integrazione, attraverso il diritto all'apprendimento lungo tutto l'arco della vita, con la creazione di maggiori e migliori lavori, economicamente stabili, qualificati e tutelati, in un contesto a forte coesione sociale.
Nello specifico, i caratteri distintivi della strategia regionale si focalizzano su un forte legame con la ricerca, per acquisire conoscenze e saperi utili allo sviluppo, rafforzando i canali di trasferimento dell'innovazione; sulla qualificazione del lavoro, presupposto indispensabile per accrescerne la competitività contrastando la precarizzazione; sullo sviluppo di sistemi qualificati di istruzione, formazione e orientamento. Possiamo citare, a questo proposito, il forte accento posto sull'alta formazione, con un meccanismo nuovo, che lega il contributo regionale a progetti specifici, individuati attraverso forme di concertazione con università, istituzioni e mondo produttivo, per sostenere stage formativi, dottorati di ricerca, tirocini che consentano a giovani studiosi di conseguire alta professionalità in un più stretto rapporto col mercato del lavoro.

 

Cinque assi (più uno) per lo sviluppo

Adattabilità, occupabilità, inclusione sociale, capitale umano, transnazionalità e interregionalità: questi i cinque assi attorno ai quali ruota il POR toscano, cui si aggiunge un sesto asse, l'assistenza tecnica, che consente forme di tutoraggio e verifica per garantire l'efficiente gestione delle risorse.
Circa 300 milioni di euro sono destinati alle politiche per l'occupazione, il 44% del totale, mentre il 26%, pari a 172,8 milioni di euro è destinato al capitale umano, cioè a rafforzare i nostri "cervelli", rendendoli più competenti e agguerriti rispetto alle sfide dell'economia globale.
Una fetta pari al 17% delle risorse, 113 milioni di euro, serve a iniziative per l'adattabilità che, in altre parole, significa innovazione e imprenditorialità, per aiutare chi lavora e chi fa impresa ad evolversi al ritmo delle nuove tecnologie, aggiornando le proprie conoscenze per tutto il corso della vita lavorativa.
All'inclusione sociale sono destinati circa 40 milioni (il 6%), per risposte formative a persone diversamente abili, a quelle in situazioni di marginalità come detenuti, ex detenuti, ex tossicodipendenti, ma anche a ragazzi che abbandonano prematuramente la scuola. E ancora: quasi 27 milioni (4% del totale) sono destinati - ed è una novità assoluta - alle politiche di transnazionalità e interregionalità, che poi vuol dire soprattutto favorire al massimo gli scambi, a scopo formativo, di studenti e insegnanti, lavoratori, imprenditori, apprendisti.

 

Il gioco di squadra diventa metodo

Nei meccanismi di accesso ai bandi sono state inserite alcune novità per facilitare i territori nell'utilizzare al meglio le opportunità loro offerte. Alla base della gestione dei fondi c'è lo strumento della governance cooperativa, il metodo di concertazione cui si ispirano tutti gli strumenti di programmazione regionale della Toscana.
La Regione ha scelto la strada del confronto, sia con il mondo istituzionale, economico e sociale, sia con gli altri portatori di interesse, per la valorizzazione delle politiche cofinanziate dal FSE, con il coinvolgimento dei partner in tutte le fasi della programmazione (fra questi anche associazioni, società cooperative, organizzazioni di volontariato, fondazioni, ONG, altri enti di carattere privato senza scopo di lucro). La regia di questo complesso meccanismo è affidata al Provvedimento Attuativo di Dettaglio (PAD) che declina nei diversi assi d'intervento e secondo i diversi obiettivi le priorità indicate dalla Regione.
L'idea è quella di concentrare le risorse, senza interventi a pioggia, per sostenere una nuova fase di sviluppo della Toscana che la ponga tra le regioni di punta del nostro continente, che sappia coniugare i punti alti di qualità della vita, dei diritti e dell'ambiente che da sempre la caratterizzano, con una nuova occupazione ed un nuovo sviluppo di qualità.


Ultima modifica: 30/01/2013 15:04:06 - Id: 301549