Open Source

 


Il nuovo art. 68 del Codice dell'Amministrazione Digitale, così come modificato dall'art. 9 bis D.L. 179 del 18 ottobre 2012, così come convertito con modificazione nella Legge 221 del 17 dicembre 2012 (pubblicata in G.U. n. 294 del 18.10.2012, S.O. n. 208), recante "Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese", recita:
«1. Le pubbliche amministrazioni acquisiscono programmi informatici o parti di essi nel rispetto dei principi di economicità e di efficienza, tutela degli investimenti, riuso e neutralità tecnologica, a seguito di una valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico tra le seguenti soluzioni disponibili sul mercato:
a) software sviluppato per conto della pubblica amministrazione;
b) riutilizzo di software o parti di esso sviluppati per conto della pubblica amministrazione;
c) software libero o a codice sorgente aperto;
d) software fruibile in modalità cloud computing;
e) software di tipo proprietario mediante ricorso a licenza d'uso;
f) software combinazione delle precedenti soluzioni.

1-bis.  A tal fine, le pubbliche amministrazioni prima di procedere all'acquisto, secondo le procedure di cui al codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, effettuano una valutazione comparativa delle diverse soluzioni disponibili sulla base dei seguenti criteri:
a) costo complessivo del programma o soluzione quale costo di acquisto, di implementazione, di mantenimento e supporto;
b) livello di utilizzo di formati di dati e di interfacce di tipo aperto nonché di standard in grado di assicurare l'interoperabilità e la cooperazione applicativa tra i diversi sistemi informatici della pubblica amministrazione;
c) garanzie del fornitore in materia di livelli di sicurezza, conformità alla normativa in materia di protezione dei dati personali, livelli di servizio tenuto conto della tipologia di software acquisito.

1-ter. Ove dalla  valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico, secondo i criteri di cui al comma 1-bis, risulti motivatamente l'impossibilita' di accedere a soluzioni gia' disponibili all'interno della pubblica amministrazione, o a software liberi o a codici sorgente aperto, adeguati alle esigenze da soddisfare, e' consentita l'acquisizione di programmi informatici di tipo proprietario mediante ricorso a licenza d'uso. La valutazione di cui al presente comma e' effettuata secondo le modalita' e i criteri definiti dall'Agenzia per l'Italia Digitale, che, a richiesta di soggetti interessati, esprime altresi' parere circa il loro rispetto.».

La Regione Toscana ha in corso la implementazione della propria Infrastruttura di Dati Spaziali (SDI) mediante la attivazione di web-services Inspire  (WMS, WFS, CSW) e di portali WebGIS adottando strumenti FLOSS e GFLOSS quali Mapserver, Qgis-Server, GeoNetwork, Geoserver, Postgresql, Postgis, Sqlite, Spatialite, Gdal/OGR, Qgis, Librecad, Tolomeo, JasperReports-Server, Ireport, IIPImage

La Regione Toscana ha avviato da tempo un percorso di adeguamento ed implementazione di alcuni strumenti e prodotti Free ed Open Source per affrontare specifiche problematiche e dotarsi di funzionalità necessarie alla organizzazione, collaudo, elaborazione e pubblicazione/divulgazione dei dati geografici raccolti.

Ha avviato la evoluzione del sistema Spatialite per consentire la memorizzazione di metainformazione (ISO 19115 Metadata) e vestizioni (SLD/SE styles, SVG graphics), l'interfacciamento con servizi WFS e l'importazione ed esportazione di files DXF.

Ulteriori argomenti relativi all'Open Source disponibili alla pagina http://www.regione.toscana.it/web/geoblog/open-source