Normativa Xylella

La Commissione Europea, rispettivamente il 27 giugno 2018 e il 9 ottobre 2018 ha approvato le Decisione (UE) 2018/927 e Decisione (UE) n. 2018/1511 che modificano la decisione di esecuzione (UE) 2015/789 del 18 maggio 2015, relativa alle misure per impedire l'introduzione e la diffusione nell'Unione Europea di Xylella fastidiosa, modificata già con Decisioni (UE) 2015/2417 del 17/12/2015, (UE) 2016/764 del 12/05/2016, 2017/2352 del 14/12/2017.

Tali modifiche, prevedono alcune prescrizioni molto importanti, atte preservare le aree indenni dalla introduzione e diffusione del batterio, fra cui in particolare che le 6 specie vegetali (Olea europaea, Nerium oleander, Polygala myrtifolia, Prunus dulcis, Lavandula dentata e Coffea) per poter essere spostate all'interno dell'UE devono essere state soggette ad almeno una ispezione annuale, comprendente campionamento e analisi di laboratorio volte a confermare l'assenza di Xylella fastidiosa;, inoltre gli operatori professionali che importano ed esportano tali specie, che non sono mai state coltivate all'interno di una zona delimitata, devono dotarsi di un registro delle partite fornite/ricevute e devono conservarlo per tre anni.

Inoltre per quanto riguarda la movimentazione di piante da impianto delle specie ospiti del batterio è soggetta a delle restrizioni. In particolare lo spostamento delle piante da impianto delle specie ospiti può essere fatto solo se sono state coltivate in un sito soggetto a un'ispezione ufficiale annuale e, qualora siano presenti sintomi dell'organismo specificato, a campionamento, tenendo conto degli orientamenti tecnici per le ispezioni di Xylella fastidiosa, nonché ad analisi, in conformità delle norme internazionali, per il rilevamento dell'eventuale presenza dell'organismo specificato.

Con l'ultima modifica della Decisione di ottobre 2018 è previsto inoltre, che anteriormente al suo primo spostamento al di fuori del sito di produzione , ogni lotto di piante destinate all'impianto di Polygala myrtifolia che deve essere spostato all'interno dell'Unione è inoltre sottoposto a un'ispezione visiva ufficiale e a un campionamento il più vicino possibile al momento dello spostamento.

A livello nazionale, il Mipaaf ha approvato, il Decreto del 13 febbraio 2018 "Misure di emergenza per la prevenzione, il controllo e l'eradicazione di Xylella fastidiosa (Well e Raju) nel territorio della Repubblica italiana" che contiene in allegato il Piano di emergenza nazionale per la gestione di Xylella fastidiosa e le Linee guida sul monitoraggio e il campionamento di specie vegetali in zone indenni. E' in atto di pubblicazione un nuovo decreto.

Nel 2016 è stato inoltre approvato il Decreto 18 febbraio 2016 che definisce le aree indenni dall'organismo nocivo Xylella fastidiosa nel territorio della Repubblica italiana; tutte le regioni italiane sono dichiarate indenni dall'organismo Xylella fastidiosa ad eccezione della zona delimitata e della zona di sorveglianza della regione Puglia.

A livello regionale, al fine di prevenire l'introduzione e la diffusione dell'infezione batterica nel territorio della Regione Toscana già dal 2014 è stato approvato e reso operativo con Decreto 6070 del 17 dicembre il primo piano di emergenza regionale per Xylella fastidiosa. E' stato aggiornato il Piano regionale di attuazione del Piano nazionale di emergenza per la gestione di Xylella fastidiosa in Italia con Delibera n. 475 del 09/05/2017 che approva anche il Piano di monitoraggio e sorveglianza per rilevare l'eventuale presenza in Toscana del patogeno Xylella fastidiosa. Inoltre è stato approvatao con Decreto Dirigenziale n. 7809 del 06/06/2017 la "Composizione del tavolo tecnico scientifico" per l'emergenza Xylella fastidiosa.

Il Piano di emergenza regionale prevede le azioni da intraprendere nel caso di rilevamento di specie vegetali con sospetta o confermata positività al batterio, la Pianificazione della comunicazione esterna, la Predisposizione del Piano di Azione per l'applicazione delle misure di prevenzione e contenimento.

Annualmente, nell'ambito del Piano delle Attività del Servizio Fitosanitario regionale vengono indicati gli obbiettivi relativi al monitoraggio del batterio e del suo vettore (l'insetto Philaenus spumarius, volgarmente detto 'sputacchina') nelle aree a maggior rischio di introduzione nel territorio regionale. La realizzazione di detti monitoraggi è svolta in collaborazione con le principali istituzioni scientifiche regionali in base agli accordi specifici stipulati con essi. La realizzazione dei monitoraggi è cofinanziata dalla Commissione europea con fondi stanziati ai sensi del Reg. UE n. 652/2014.

 

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Aggiornato al:
16.12.2019
Article ID:
16278182