13 settembre – Giornata mondiale per la lotta alla sepsi
Che cos'è
La sepsi è una complicanza grave e più frequente di quanto si pensi, ma poco conosciuta: può nascere da un'infezione comune e richiede un intervento immediato.
Quando affrontiamo un'infezione, il nostro sistema immunitario si attiva per combatterla. A volte, però, la reazione dell'organismo diventa incontrollabile e inizia a danneggiare i propri organi, come cuore, polmoni e reni. Se non viene riconosciuta e trattata rapidamente, può portare a shock e persino alla morte. Non si tratta di una malattia rara, ma della possibile complicazione di infezioni come una polmonite, una cistite o una semplice ferita infetta.
Chi è più a rischio
La sepsi può colpire chiunque, ma alcune persone sono più vulnerabili:
- i neonati sotto l'anno di età
- gli adulti sopra i 65 anni
- le persone con malattie croniche (diabete, patologie cardiache, renali, epatiche o polmonari) o prive di milza
- i fumatori, a causa del maggior rischio di infezioni respiratorie
- chi ha un sistema immunitario indebolito, come i pazienti oncologici (che hanno un rischio 10 volte maggiore) o chi ha un’infezione da HIV
- le donne, durante la gravidanza, il parto, le sei settimane successive al parto o dopo un aborto.
I segnali d'allarme da non sottovalutare
Non esiste un singolo sintomo, ma una combinazione di segnali che compaiono o peggiorano rapidamente:
- confusione estrema o sensazione di stare per morire
- forte malessere generale con brividi e febbre alta
- pelle chiazzata o bluastra
- assenza di urina per l'intera giornata
- respiro affannoso e fiato corto.
In presenza di questi sintomi, è fondamentale contattare immediatamente il 112 o richiedere comunque l’intervento medico.
I dati
Ogni anno nel mondo si contano fino a 50 milioni di casi, con circa 11 milioni di decessi (pari a una morte ogni 2,8 secondi). Anche in Toscana il fenomeno è significativo: nel 2024 si sono registrati quasi 19.000 casi. Sebbene colpisca soprattutto persone anziane o con altre patologie, il 13% dei casi (2.470 persone) si verifica in soggetti sani. Circa un quarto delle sepsi viene contratto in ospedale, con una mortalità del 21%.
Come proteggersi
La prevenzione parte da alcuni gesti fondamentali:
- osservare correttamente le norme igieniche, come lavarsi le mani di frequente e curare bene le ferite
- eseguire le vaccinazioni raccomandate
- usare gli antibiotici correttamente, solo quando prescritti e seguendo le indicazioni del medico
- non sottovalutare i segnali del corpo, soprattutto in presenza di febbre alta, malessere crescente o un'infezione che non migliora
- rivolgersi tempestivamente al medico in caso di dubbi, specialmente se si appartiene a una delle categorie più a rischio
Il 16 settembre 2026, in occasione della giornata mondiale per la lotta alla sepsi, si svolgerà a Firenze l’evento “Parliamo della sepsi in Piazza”, che si terrà in P.zza S.Annunziata dalle ore 10.00 alle ore 17.30.