Cultura
3 maggio 2013
13:20

Difendere e divulgare la memoria, la Regione Toscana conferma sostegno a tre progetti

FIRENZE - "Favorire la conoscenza delle tradizioni popolari e culturali e dell'identit territoriale, attivando nuove forme di comunicazione e di interazioni tra istituzioni e, soprattutto, con le nuove generazioni, incrociare la memoria del passato con la vita di oggi. Questo il principio ispiratore del finanziamento previsto nel Piano della cultura 2013, per un totale di 35mila euro, a sostegno di 3 progetti elaborati dalla Fondazione Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano, dell'Istituto Ernesto De Martino e dal Comune di Rufina".

Lo afferma l'assessore regionale all cultura Cristina Scaletti sottolineando come sia "compito delle istituzioni trovare un luogo sicuro per difendere e rendere il pi popolare possibile la memoria. Ecco perch la Regione Toscana conferma il suo appoggio e sostegno di quegli istituti che perseguono questo nobile obiettivo. Un riconoscimento per il lavoro straordinario che le istituzioni culturali e gli operatori del territorio portano avanti con passione e costanza".

Alla Fondazione Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano va un contributo di 15.000 euro per il Premio Pieve Saverio Tutino che si conferma festa della memoria, raccontata attraverso diari ed epistolari che narrano la storia vista dalle persone comuni. All'Istituto Ernesto de Martino con sede a Sesto Fiorentino vanno 10.000 euro per l'organizzazione dell'iniziativa "InCanto" finalizzata alla divulgazione e promozione del mondo popolare e alle testimonianze sui momenti pi significativi della storia del movimento operaio. Stessa cifra al Comune di Rufina per la documentazione e la valorizzazione della cultura della vite e del vino in Val di Sieve e al rapporto tra l'uomo e ambiente, nell'ambito del progetto europeo "R seau Tramontana".

"La grande storia nei libri prosegue l'assessore Scaletti - L'altra storia fatta dalle persone comuni. Le tracce che lasciano nel passato diventano la memoria collettiva di un luogo, che diventa cos unico e irripetibile, ed nostro dovere difenderla dal tempo e dall'oblio. Non solo un'operazione nostalgia, ma un vero e proprio intervento culturale che mira alla crescita civile e sociale. Un intervento indirizzato soprattutto ai giovani perch in un momento di confusione come quello che stiamo vivendo valorizzare le proprie radici diventa essenziale per crescere e migliorarsi".