Ad aprile la Commissione europea ha aggiudicato la gara d'appalto per il cloud sovrano attraverso la quale le istituzioni, gli organi e gli organismi dell'UE (entità dell'Unione) possono acquistare servizi cloud sovrani per un importo massimo di 180 milioni di euro nell'arco di sei anni.
La gara d'appalto è stata lanciata lo scorso ottobre, nell'ambito degli sforzi della Commissione UE volti a rafforzare la posizione di sovranità digitale delle entità dell'Unione. Un ulteriore obiettivo della gara era incoraggiare il mercato a offrire soluzioni digitali sovrane conformi alle leggi e ai valori dell'UE.
I fornitori aggiudicatari
La Commissione ha aggiudicato quattro contratti per garantire la diversificazione e la resilienza, evitando il potenziale lock-in da parte di un unico fornitore.
I fornitori aggiudicatari sono:
• Una partnership franco-lussemburghese guidata da Post Telecom con OVHCloud e CleverCloud
• L'azienda tedesca STACKIT (Schwarz Group)
• L'azienda francese Scaleway (Iliad Group)
• Una partnership franco-belga-lussemburghese guidata da Proximus, che utilizza i servizi di S3NS (una joint venture tra Thales e Google Cloud), Clarence e Mistral
Come sono stati selezionati i fornitori
Per valutare la sovranità dei fornitori, la Commissione ha sviluppato il quadro per la sovranità sul cloud che ha tradotto la sovranità digitale in criteri di appalto oggettivi e misurabili. Il quadro misura la sovranità su otto obiettivi concreti: da considerazioni strategiche, giuridiche, operative e ambientali, alla trasparenza della catena di approvvigionamento, all'apertura tecnologica, alla sicurezza e al rispetto della legislazione dell'UE. Introduce livelli di garanzia dell'efficacia della sovranità (SEAL) che vanno da SEAL-0, il che indica che i fornitori hanno dimostrato una completa mancanza di sovranità, a SEAL-4, che richiede una catena di approvvigionamento completa dell'UE, dai chip al software.
Per essere considerati ammissibili, i fornitori dovevano raggiungere il livello SEAL-2, ossia un livello di sovranità dei dati. Ciò significa che rispettano le leggi e i regolamenti dell'UE senza richiedere ulteriori misure tecniche da parte del cliente per proteggere i suoi dati. La maggior parte dei fornitori aggiudicatari ha raggiunto il livello di resilienza digitale SEAL-3, il che implica che il loro servizio, la loro tecnologia o le loro operazioni sono immuni da perturbazioni della catena di approvvigionamento da parte di terzi non UE.
Tecnologia europea all'avanguardia
Post Telecom, insieme ai suoi partner CleverCloud e OVHcloud, STACKIT e Scaleway, che sviluppano la propria tecnologia, ha raggiunto il livello SEAL-3, mentre Proximus/S3NS ha raggiunto SEAL-2. Ciò significa che i fornitori aggiudicati utilizzano principalmente tecnologie europee e non possono essere bloccati da terzi non UE. Inoltre, Proximus sfrutta le capacità dei partner S3NS, Clarence e Mistral da un ambiente tecnico basato sulla tecnologia Google Cloud, gestito esclusivamente da società dell'UE.
Mentre la sovranità era un fattore importante, i fornitori selezionati dovevano dimostrare di essere in grado di fornire tecnologia e servizi affidabili e all'avanguardia, con una forte attenzione ai servizi completamente gestiti (PaaS), all'esperienza degli sviluppatori e all'automazione. Tutti i fornitori aggiudicati offrono un elevato livello di qualità tecnica per tale ambito, a dimostrazione del fatto che i fornitori dell'UE stanno colmando il divario. Tutti i fornitori premiati ottengono anche valutazioni di sicurezza elevate, dimostrando un'eccellente copertura in termini di certificazioni di sicurezza.
Pietra miliare della sovranità digitale
Introducendo con successo la sovranità nei suoi appalti nel cloud, la Commissione dà l'esempio nel promuovere la sovranità digitale dell'Europa, stabilendo un parametro di riferimento per l'adozione del cloud sicuro, conforme e basato sui valori in tutto il settore pubblico. Il successo della gara d'appalto mette in evidenza l'elevata qualità dei fornitori europei, dimostrando la loro capacità di soddisfare i rigorosi criteri della Commissione. Dimostra inoltre che anche le tecnologie non europee, se gestite in un quadro rigoroso e appropriato, possono soddisfare il livello minimo di sovranità richiesto.
Prima dello sviluppo del Sovereign Cloud Framework, non era possibile misurare la sovranità digitale. Ciò ha reso difficile introdurlo come requisito nelle procedure di appalto. Il Framework ha ora fornito un metodo chiaro e standardizzato per valutare i servizi cloud, passando da principi astratti a metriche di sovranità concrete. Fornisce un quadro chiaro alle imprese su cosa dovrebbero concentrarsi.
Prossime tappe
La Commissione sta applicando i criteri di sovranità sviluppati per valutare e rafforzare la sovranità in tutti i servizi digitali che fornisce ai suoi servizi e ad altre entità dell'Unione.
La Commissione pubblicherà inoltre una versione aggiornata del quadro per il cloud sovrano sulla base degli insegnamenti tratti dalla presente gara d'appalto. Tutte le organizzazioni che desiderano adottare l'approccio della Commissione sono invitate a utilizzarlo.
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Gara per i cloud "sovrani"
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