Cocciniglia tartaruga: dopo la notevole espansione del focolaio, si passa alla strategia di contenimento

Cocciniglia tartaruga: dopo la notevole espansione del focolaio, si passa alla strategia di contenimento

Le indagini degli ultimi mesi hanno dimostrato che purtroppo il focolaio di cocciniglia tartaruga (Toumejella parvicornios), rinvenuto a Tirrenia nel 2023, ha raggiunto quest’anno un'espansione tale da non renderne più ragionevolmente possibile l'eradicazione.

La cocciniglia tartaruga è un pericoloso organismo nocivo dei pini di origine nord Americana, rinvenuto per la prima volta nell’Unione Europea in Campania nel 2014, da allora si è progressivamente diffuso prima in Lazio, e poi in Abruzzo, Puglia, Toscana e Marche; nelle aree dove si è insediato da più tempo ha causato danni pesantissimi ai pini e alle pinete litoranee. Ne è un esempio emblematico la Tenuta Presidenziale di Castelporziano, dove malgrado i molti sforzi profusi sono stati distrutti per sempre oltre 600 ettari di pineta.

Eradicare T.parvicornis da un territorio si è rivelato impossibile, data la sua capacità di riproduzione enorme (si stima che da una sola coppia in un anno possa si sviluppare una popolazione potenziale di oltre 7 miliardi di individui), e di diffusione con forme mobili talmente leggere da essere trasportate dal vento anche a distanze considerevoli.


Fotografia della pineta di Castel Porziano

Fin dal rinvenimento a Tirrenia (PI), la situazione è apparsa grave, con moltissime piante infestate e in pochi anni il focolaio ha avuto una espansione di circa 10km/anno.

L'area delimitata in cui sono applicate le misure fitosanitarie per contrastare la presenza e la diffusione della cocciniglia tartaruga è stata aggiornata in base agli esiti delle indagini svolte nel 2025. La nuova perimetrazione prevede due ambiti, uno con strategia di contenimento che ricomprende le aree storiche di insediamento dell'insetto e le aree contigue, ed uno con strategia di eradicazione. L’area con strategia di eradicazione riguarda un piccolo gruppo di piante recentemente infestate, individuate a Navacchio nel Comune di Cascina, presso uno svincolo a grande intensità di traffico.

In questo caso, considerato che le piante si trovano ad una distanza significativa da altre piante infestate, si ritiene che la cocciniglia sia giunta per trasporto passivo e, data la dimensione limitata del focolaio, è stato ritenuto opportuno applicare una strategia di eradicazione per cercare di eliminare completamente il focolai

La delimitazione è stata ufficializzata con decreto dirigenziale Decreto dirigenziale 23808 del 6 novembre 2025, e la si può consultare nell'allegato A del decreto stesso o nella sezione cartografia fitosanitaria del sito del Servizio fitosanitario.

A distanza di pochi giorni con il Decreto dirigenziale 24883 del 26 novembre 2025 è stato approvata la nuova versione del ‘Piano di azione per il contenimento del focolaio di Cocciniglia tartaruga (Toumeyella parvicornis) (Cockerell) in Toscana’.

Il nuovo Piano di azione, oltre a recepire le nuove indicazioni Ministeriali rispetto alla gestione del materiale vegetale di risulta proveniente da operazioni di abbattimento o potatura di piante ospiti ubicate in area delimitata, specifica sia le misure da attuarsi nell’area con strategia di contenimento, sia le misure da attuarsi nell’area con strategia di eradicazione.

Questo nuovo piano di azione ha come obiettivo prioritario il contenimento e la lotta all’ulteriore diffusione della cocciniglia tartaruga; un metodo di contrasto potenzialmente efficace è rappresentato dall’introduzione di Thalassa montezumae quale Agente di Controllo Biologico della cocciniglia tartaruga, su cui il Servizio Fitosanitario regionale sta lavorando al fine di ottenere la necessaria autorizzazione da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
 

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