Sebbene dall’ultimo rilascio in Toscana di Torymus sinensis, antagonista del cinipide del castagno, siano trascorsi 10 anni, il Servizio Fitosanitario della Regione Toscana (SFR) non ha mai cessato le attività di monitoraggio ed approfondimento a seguito di quella che è stata una delle campagne di lotta biologica più significative per l’ambiente e il mondo produttivo.
Nel tempo è apparso sempre più evidente come gli obiettivi della lotta biologica siano stati pienamente raggiunti e come i castagni siano tornati in produzione grazie all’atteso raggiungimento dell’equilibrio tra cinipide e suoi limitatori.
I risultati ottenuti mostrano con evidente chiarezza come la scarsa presenza dell’antagonista del cinipide (Torymus) in determinate aree non sia un problema che possa essere banalmente superato con il rilascio di ulteriori esemplari in campo (pratica inutile e costosa), e come l’unica strada percorribile sia invece quella di comprendere le dinamiche ecologiche che non consentono la diffusione degli antagonisti.
Sulla base di numerosi sopralluoghi nella quasi totalità dei casi è emersa la necessità di adottare anche pratiche selvicolturali idonee a contenere il cinipide e a diffondere l’insetto antagonista. Per questo motivo il CREA-DC ed il SFR hanno realizzato un documento dettagliato con indicazioni tecnico pratiche sulle buone prassi da adottare per favorire la presenza ed il mantenimento in bosco di alti livelli di popolazione del Torymus sinensis e degli altri antagonisti del cinipide.
