Quali prospettive per il futuro?

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Ad aprile 2010 si è insediata la nuova Giunta regionale. Il nuovo quadro programmatico è stato impostato, da una parte, in continuità con le politiche sviluppate nella precedente legislatura, dall’altra, individuando alcuni temi di particolare rilievo, posti al centro dell’agenda di governo. L’individuazione di tali temi è stata in primo luogo una risposta all’attuale contesto di incertezze e difficoltà economico-finanziarie dovute, oltre che alla crisi economica, ai forti tagli delle risorse, per la Regione e gli enti locali, operati dalle manovre del Governo; a ciò si aggiungono i vincoli sempre più stringenti alle possibilità di spesa imposti dal Patto di stabilità.
In simile contesto, le scelte dell’attuale Giunta sono tese innanzitutto a stimolare la crescita, con particolare attenzione all’economia e al lavoro, pur nella consapevolezza che tale crescita potrà essere selettiva: il rischio è che non tutti potranno beneficiare della ripresa economica allo stesso modo. Per questo l’azione della Giunta è anche volta a limitare quanto più possibile le disuguaglianze che si potranno venire a creare tra soggetti e tra territori.
Nelle pagine seguenti sono sinteticamente presentati alcuni dei temi (già accennati all’interno di alcune schede sulle politiche) ai quali la nuova Giunta intende dare priorità in questa legislatura.

Sostegno all’economia e al lavoro
Uno dei principali obiettivi della Giunta è quello di dare sostegno al sistema economico e produttivo: a tale scopo, è stata effettuata una riprogrammazione delle risorse comunitarie e FAS che prevede un incremento delle risorse destinate alle imprese, alla ricerca e all’innovazione, nonché al turismo sostenibile (Via Francigena), anche come fattore di sviluppo economico.
Tra le principali misure finora messe in atto dalla Giunta vi è stato, ad esempio, il finanziamento con 60,7 milioni di 14 progetti strategici per il rilancio del settore manifatturiero, l’approvazione di protocolli localizzativi per i processi di reindustrializzazione, l’avvio delle iniziative per l’attrazione degli investimenti (componente primaria per la crescita economica di tutta la regione), la prosecuzione degli interventi per contrastare gli effetti della crisi economica (garanzie sui finanziamenti).
Fondamentale è anche l’impegno della Regione per il lavoro.
Attraverso il finanziamento dei fondi regionali specifici sono stati sostenuti lavoratori e imprese in crisi e l’assunzione presso una nuova impresa dei lavoratori iscritti alle liste di mobilità. Nelle situazioni di crisi aziendale, la Regione continua la sua opera di assistenza e mediazione nelle vertenze; l’impegno del 2010 ha riguardato numerose imprese (tra cui Eaton, Eutelia/Agile, Energie Future/ISI, Seves, Royal Tuscany, C-Global, Toscopan, De Tomaso, Repower, UnoAErre, Ati Sale, Beltrame, Trigano, Inalfa Italia); proseguono inoltre le iniziative rivolte ad alcune categorie più “esposte” di lavoratori (donne, giovani, disabili, immigrati) per di favorirne l’inserimento e l’integrazione nel mercato del lavoro. Infine continua l’impegno della Regione nel sostenere i lavoratori atipici, per aiutarli soprattutto ad uscire dalla condizione di precarietà lavorativa nella quale si trovano.

Giovanisì - Progetto per l’autonomia dei giovani
Per la prima volta, dal dopoguerra in poi, si rischia l’avvento di generazioni più “povere” delle precedenti, con minore “mobilità sociale” in quanto le prospettive dei giovani sono sempre più subordinate alle condizioni di partenza della famiglia di origine. Ridurre i differenziali sociali ed economici del “punto di partenza” è quindi fondamentale se si vuole rendere i giovani davvero protagonisti del futuro della Toscana.
In tale prospettiva si colloca il nuovo progetto regionale per l’autonomia dei giovani con l’obiettivo di garantire dinamismo ed opportunità ad una generazione “a rischio di affermazione” in termini di sviluppo delle capacità individuali, di qualità e stabilizzazione del lavoro, di emancipazione e partecipazione sociale. I giovani di oggi infatti escono di casa sempre più tardi (spesso perché privi di una reale indipendenza economica), sperimentano problemi di accesso e precarietà nel mondo del lavoro, dispongono di un potere di acquisto personale ridotto. Questi aspetti differenziano le prospettive dei giovani e frenano il dinamismo sociale.
Il progetto integrato di sviluppo dedicato alle giovani generazioni ha come finalità la crescita complessiva del capitale umano rappresentato dai giovani toscani. Questa categoria sociale infatti deve essere considerata come la garanzia per un futuro di sviluppo della Regione, elemento cardine su cui investire per far sì che la Toscana possa, nei prossimi anni, mantenere gli standard di benessere e coesione sociale che la caratterizzano. Per questo si ritiene fondamentale affiancare gli interventi già previsti dalla Regione a sostegno del mondo giovanile, puntando in alcuni casi anche al loro potenziamento rispetto agli assetti attuali (formazione professionalizzante, imprenditoria, diritto allo studio, servizio civile, apprendistato, sviluppo delle politiche di collegamento tra mondo della scuola e del lavoro), ad altre misure che saranno implementate ex-novo (prestiti d’onore per la specializzazione all’estero, misure a favore della mobilità nei paesi europei, contributi per acquisto e affitto prima casa, tirocini retribuiti e assunzioni di giovani laureati e dottori di ricerca).
Nel corso del 2011 sono state avviate le prime azioni (per il dettaglio si rinvia al sito www.giovanisi.it).
Il progetto farà da cornice strategica per l’Accordo che la Regione sottoscriverà con il Ministero delle politiche giovanili. Le risorse per il 2011-2013 sono di circa 300 milioni, in parte provenienti dal Fondo sociale europeo.

Razionalizzazione, riordino, risparmio
Fin dall’inizio della legislatura la Giunta regionale ha impostato un’azione di riordino e razionalizzazione, conseguendo notevoli risultati in termini di efficienza e risparmio.
Le spese di funzionamento di Giunta e Consiglio sono passate da 32,58 milioni del 2010 a 27,25 milioni del 2011. Non ci sono più indennità fisse per chi fa parte dei consigli d’amministrazione degli enti, ma un gettone di 30 euro a presenza nelle sedute. Questa misura è in vigore ad esempio nelle tre principali agenzie: l’Agenzia regionale diritto allo studio, l’IRPET, l’ARS che passa da una spesa di 132 mila euro anno del vecchio consiglio amministrazione e collegio revisori, a meno di 10.000 euro anno. Complessivamente, con questa misura, sono stati ottenuti risparmi nel 2010-2011 per poco meno di 700 mila euro.
Sono state chiuse 7 sedi estere, abolite le APT e cancellato l’ARSIA, l’Agenzia per lo sviluppo in agricoltura. Sono state ridotte le spese di locazione delle sedi regionali: nel 2009 la spesa è stata di 4,8 milioni, nel 2010 di 4,7, nel 2011 di 4,4. Con il DPEF 2011 (finanziaria 2010 della Regione Toscana) e con il piano di governo del Presidente sono stati risparmiati in totale circa 45,9 milioni.
Insieme ai tagli imposti dalla finanziaria di Tremonti dello scorso anno, siamo arrivati ad una riduzione dei costi per il funzionamento della macchina regionale di circa 58 milioni, ovvero il 10% rispetto all’anno precedente.
Altri risparmi arriveranno con la riforma dei servizi pubblici e la gara regionale del trasporto pubblico, mentre con la nuova legge sulle opere strategiche verranno velocizzati i meccanismi di investimento e spesa.
La battaglia contro l’evasione fiscale si è fatta più stringente. Si è agito sui tributi regionali non pagati tra i quali il bollo auto, l’addizionale IRPEF, l’imposta sulle attività produttive, il tributo per il conferimento in discarica dei rifiuti oltre ad altri piccoli tributi. Dall’inizio dell’anno al mese di luglio sono stati recuperati 57 milioni. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno il bilancio pubblico regionale si è arricchito di 61 milioni, circa il 12% in più.
A luglio la Giunta ha approvato la legge di riordino delle autonomia locali, ora all’esame del Consiglio. Una legge che consente ai Comuni di sciogliere le Comunità montane e avviare un riordino nella gestione delle funzioni da parte dei piccoli municipi.
L’obiettivo è quello di superare un assetto istituzionale fondato su livelli sovrapposti, in competizione tra loro frammentato e dispersivo di risorse. La legge incentiva le Unione dei comuni. Entro quest’anno ben 107 Comuni su 287 dovranno gestire insieme almeno due funzioni, entro il 2012 tutte e sei le funzioni individuate: servizi generali, polizia municipale, ufficio tecnico, gestione del territorio, servizi sociali ed educativi.

L’ISEE per l’equità
Introdotto per la prima volta (insieme al reddito fiscale) per la modulazione del ticket sanitari, l’ISEE (l’indicatore della situazione economica equivalente) diventerà nei progetti della Regione la porta di accesso ai servizi pubblici, non solo quelli sanitari. Questo in virtù della sua composizione, che corregge la denuncia dei redditi e quella grande ingiustizia che è l’evasione fiscale. L’ISEE è il modo con cui possono essere difese le fasce più deboli della popolazione e salvato lo stato sociale.
Il progetto della Regione prevede l’introduzione di questo strumento nella finanziaria, la diffusione in Toscana dell’ISEE standard, da far scattare nel 2012, e infine la messa a punto di un ISEE regionale che tenga conto, ad esempio anche dei beni di lusso. Parallelamente verrà costruito un sistema efficace di controlli e in prospettiva una vera banca dati regionale.
La Toscana ha rifiutato di ricorrere a una imposizione uguale per tutti e punta sull’ISEE come una “seconda gamba”, dopo la fiscalità generale, con cui sostenere il welfare con equità.




Aggiornato al:
16.11.2011
Article ID:
118582