Aggiornamento in: Cultura Musei

Massimiliano Borghi

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Il museo archeologico "Ranuccio Bianchi Bandinelli" di Colle vald’elsa ha sede nel trecentesco palazzo Pretorio ed espone materiali archeologici provenienti dai territori di Colle di Val d’Elsa e di Monteriggioni.
Al suo interno si trovano complessi tombali, reperti e ricostruzioni di una civiltà, quella etrusca, profondamente insediata nella zona in un arco cronologico piuttosto ampio, dall’ VIII-VII secolo a.C. a tutto il II-III a.C. Sottoposto infatti alla lucumonia di Volterra, il territorio di Colle era un'importante crocevia da e per l'Etruria centro settentrionale.
I numerosi oggetti esposti nel museo provengono dalle due maggiori necropoli della zona: quella di Le Ville e Dometaia dove sono in corso gli scavi e la musealizzazione dell’area per rendere visitabile la necropoli.
Un’altra importante collezione di materiali archeologici è costituita dal lotto di reperti della collezione Terrosi, acquistata nel 1972 e che offrono la possibilità di una buona integrazione alle ricche collezioni del museo.
Di notevole interesse sono il corredo della tomba tardo-orientalizzante di Campiglia dei Foci, chiamata Tomba Pierini, che prende il nome dal proprietario del terreno in cui è stata ritrovata e scavata, e la ricostruzione del volto di una ragazza etrusca, sepolta una tomba in località Le Porciglia.
L’esposizione tiene conto delle aree di provenienza geografica dei materiali ed è corredata da un’attenta trattazione con schede scritte, immagini e piante delle tombe ritrovate nelle varie necropoli.
Tra i manufatti riconducibili ad un certo influsso dell’area Volterrana e di notevole interesse per il loro carattere di unicità è un nucleo di tre Kelebe del IV sec a.C.
Oltre a questi sono esposte una serie di forme vascolari evidentemente legate al mondo del banchetto, trattandosi di vasi per bere e per attingere (calici, kantharoi, coppette, oinochoe a bocca trilobata). Ad essi si affiancano alcuni pezzi di ceramica etrusco-corinzia, produzione etrusca che imitava il vasellame corinzio che arrivava in Etruria in Italia tra VIII e VII secolo a.C.: tra questi dei contenitori per olii profumati (alabastra), oltre a pezzi e oggetti d’Ambra presumibilmente di importazione, che documentano il continuo rapporto di scambi che caratterizzava l’Etruria e il resto del bacino del Mediterraneo. La collezione presenta inoltre materiali in bronzo: armille, fibule decorate con motivi incisi, spirali, pendenti, tutti oggetti abitualmente deposti in corredi funerari del VIII-VII secolo a.C.
Tra gli oggetti esposti anche vasi cinerari in argilla e un’urna bisoma della famiglia dei Calisna Sepu del IV sec a.C. con iscrizione incisa e una seconda urna in alabastro ,sempre della famiglia Sepu ,dove il defunto tiene in mano una Patera ombelicata, una coppa generalmente a forma di scodella o tazza poco profonda e con un'ansa con la funzione di manico, la stessa poi esposta in una vetrina all’interno del Museo.
Tra gli oggetti unici del museo oltre ai tre Kelebe un cofanetto decorato con lastre di osso incise e un vasetto gemino con iscrizione etrusco arcaica. Particolare menzione merita la ricostruzione della fornace etrusca databile al III sec. a.C. scoperta in località Quartaia e collocata al piano terra del museo.
L’iniziativa Amico Museo 2009 a cui ha partecipato il museo archeologico di Colle vald’elsa è stata un’esperienza
e un’occasione unica di unire il fascino della storia in un’ambientazione notturna coinvolgente per poter svelare i segreti di una civiltà etrusca straordinaria ma forse ancora poco considerata.
Un’occasione di valorizzare un patrimonio archeologico ricco come quello del museo e quella di trascorrere una sera per cosi dire diversa dove il visitatore entra in un viaggio in cui passato e presente si fondono e anni di storia lontani diventano un patrimonio immenso di conoscenza che si svela ai suoi occhi.
Le storie, gli oggetti, la vita di una civiltà che ha profondamente segnato con i suoi insediamenti il territorio Colligiano sono ricostruite e raccontate dai corredi e dalle collezioni di oggetti esposti all’interno delle sale del museo. Le raccolte, così articolate nelle varie stanze del palazzo, riassumono in sé una delle memorie storiche della nostra cultura archeologica, offrendo un panorama complesso dello sviluppo del territorio senese dove il popolo etrusco in particolare ha espresso una delle civiltà più interessanti e misteriose.
Troppo spesso noi passeggeri distratti non riusciamo a cogliere la memoria di questa civiltà così enigmatica che riemerge dopo quasi 2000 anni e ci invita a conoscerla , è l’oggetto stesso che sia un’urna cineraria, che un vaso che un bronzo che ci parla che ci racconta la sua storia, il suo mistero e ci invita a seguirlo in questo viaggio all’interno del museo. Il museo archeologico di Colle non si ferma solo alla particolarità del reperto, alla fattura della lavorazione, ma l’oggetto viene descritto nella sua collocazione nel momento del ritrovamento cosi che il visitatore possa essere coinvolto nelle visita. Un’occasione particolare di ammirare una collezione archeologica importante, di visitare una tappa della civiltà etrusca. Il museo archeologico rappresenta la scoperta di una memoria lontana che è l’inizio della nostra civiltà ignorarla sarebbe ignorare noi stessi e la nostra storia.
 

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Aggiornato al:
18.06.2009