Le azioni regionali per le pari opportunità

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La Toscana impegnata a trecentosessanta gradi

«..passo dopo passo, uomini e donne in Toscana camminano sempre più spesso per mano!» Questo il fine ultimo del lavoro che da anni impegna la Regione Toscana, che sta mettendo in campo tanti strumenti in materia di parità di genere.
Tutto è iniziato con un patto tra donne e uomini perché in Toscana la parità di genere non fosse soltanto scritta nei documenti ma presente nella vita quotidiana di ognuno. Questo percorso è arrivato oggi alla legge sulla «Cittadinanza di genere e la conciliazione vita-lavoro", un documento «fondamentale per dare l'adeguata cornice normativa alla materia delle politiche di genere e della conciliazione vita-lavoro in sintonia con gli indirizzi che negli ultimi anni sono stati dati a livello comunitario e nazionale» secondo il vicepresidente della Regione Toscana, Federico Gelli.
Il governo regionale ha compiuto una scelta forte, puntando sulle donne. Il Piano Regionale di Sviluppo 2006-2010 lo dice molto chiaramente: 'Non c'è sfida sul futuro senza attenzione alla componente femminile'. La promozione delle pari opportunità rappresenta un pilastro fondamentale nella costruzione dello sviluppo sostenibile.
Passo importante in questa direzione è la realizzazione della campagna di comunicazione integrata "Mai più sola", a seguito della approvazione della legge regionale del 2007 ‘Norme contro la violenza di genere', che è stata un atto importante, ma non isolato del lavoro delle Istituzioni toscane, ed ha contribuito a saldare ulteriormente i rapporti e la collaborazione con i servizi di consultorio e le Pari Opportunità. Questo importante progetto si affianca al lavoro fatto nel 2007, che ha previsto la realizzazione di un documentario-inchiesta, distribuito in 1.000 copie e trasmesso da molte emittenti locali toscane, i cui riflettori sono stati puntati sul problema della conciliazione vita lavorativa e familiare, come strumento indispensabile per raggiungere un'effettiva parità tra donne e uomini.
Dal novembre 2006, inoltre, la Regione ha istituito un Tavolo di lavoro permanente per contrastare ed eliminare la violenza su donne e bambini. Primo obiettivo: effettuare un'analisi approfondita del fenomeno e una ricognizione delle esperienze territoriali più significative, per far emergere, valorizzare e sostenere le ‘buone pratiche' attivate in quasi tutte le Province, in molti Comuni, dalle associazioni di volontariato, nelle aziende sanitarie, nella scuola e nell'Università. Il Tavolo è partner istituzionale del progetto "Fili e trame", finanziato dal Dipartimento diritti e Pari Opportunità del consiglio dei ministri.
Altro impegno della Regione è la partecipazione al Progetto Arianna, per la gestione del servizio di accoglienza telefonica 1522 di primo aiuto alle donne in difficoltà e a rischio di violenza e abuso, ha varato politiche di sicurezza urbana con la legge regionale 38/2001 "Interventi regionali a favore delle politiche locali per la sicurezza della comunità toscana" che sostiene con appositi finanziamenti i progetti elaborati dagli enti locali, riservando particolare attenzione agli interventi di assistenza ed aiuto alle vittime di violenza e di reati.
Ed ancora, la Regione ha siglato un Patto per l'occupazione femminile, che destina 30 milioni di euro per attivare soluzioni utili per le donne nel mondo del lavoro, per dare una risposta nuova e diversa alla attuale crisi: più lavoro alle donne. Importante, infine, la legge approvata esattamente un anno fa sulle nomine, in cui, per prima in Italia, la Toscana ha affermato che all'assemblea spettano le nomine degli organi di rappresentanza generale e di controllo, e che alla Giunta spettano quelle degli organi di governo o enti dipendenti. La legge, inoltre, prevede che sia rispettata la percentuale del 50 per cento della presenza di ogni genere nelle nomine effettuate nell'anno solare; in caso contrario l'organo politico deve compensare lo squilibrio nelle nomine in scadenza nell'anno successivo.

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Aggiornato al:
14.12.2012