Istruzione ed educazione

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Obiettivi e finalità
Le politiche regionali per il lavoro e per la formazione mirano a investire sul capitale umano: l’obiettivo è aumentare le capacità di competere dei cittadini, anche dei più svantaggiati. Per questo la Regione garantisce la possibilità di imparare per tutta la vita sviluppando intelligenze, creatività, talento.
La crisi che da fine 2008 ha investito anche la Toscana ha ulteriormente rafforzatoquesta convinzione: solo investendo di più nel capitale umano se ne potrà uscire con un sistema economico più forte e innovativo. Questo comporta uno sforzo per valorizzare beni immateriali come la conoscenza, la formazione professionale, la sicurezza del lavoro, la  sostenibilità, la coesione sociale: tutti fattori che favoriscono l’innovazione e rendono più robusto il sistema produttivo, più coeso il contesto sociale e più dinamico il mercato del lavoro.
Il Piano di indirizzo generale integrato è lo strumento di programmazione messo in campo per attuare gli interventi del settore.

Sistema di governance
Le politiche regionali sono svolte in stretto coordinamento con gli enti (in primo luogo Province e Comuni) che, oltre ad avere competenze nel campo dell’istruzione, sono presenti in modo capillare sul territorio vicini alle specifiche realtà locali.
Per quanto riguarda l’istruzione universitaria l’ente che si occupa degli interventi (es. borse di studio, servizi abitativi,…) è l’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario, mentre per varie iniziative di ricerca e di istruzione superiore la Regione collabora con le Università toscane.

Strumenti (leggi e programmi regionali)
▪ LR 32/2002 – Testo unico su educazione, istruzione, formazione, orientamento,
lavoro
▪ Piano di indirizzo generale integrato 2006-2010

 
Risorse attivate
(v. Tab. Risorse attivate Istruzione ed Educazione)

I temi di rilievo

Servizi educativi per l’infanzia
La Regione punta alla diffusione e al potenziamento dei servizi, alla riduzione delle liste d’attesa nei nidi (da compensare con l’erogazione dei voucher), alla creazione dei
nidi aziendali. Grazie al suo impegno, la Toscana è prima a livello nazionale per la qualità e la risposta alle famiglie.
All’inizio della legislatura 2005-2010, in Toscana la percentuale di bambini di età inferiore ai 36 mesi inseriti nei servizi per la prima infanzia era del 26,7%; tale percentuale sale al 31,5% all’ultima rilevazione di dicembre 2009.
Il numero dei bambini accolti è passato dai 23.688 del 2005-2006 ai 28.495 del 2009-2010. Fra i vari interventi si ricordano:
- voucher di conciliazione assegnati alle famiglie come rimborso parziale delle spese sostenute per l’iscrizione ai servizi. Tra il 2010 e il 2011 sono stati attivate 6,5 milioni; dal  2007-2008 (anno di attivazione dello strumento) sono stati erogati oltre 4.500 vaucher. Per il 2011 il proseguimento di questo intervento avviene con nuove modalità;
- l’ampliamento dell’offerta di servizi per l’infanzia: tra il 2010 e il 2011 sono stati attivati oltre 5 milioni per spese di gestione per nuovi servizi e sezioni aggiuntive (oltre 90 i progetti ammessi a contributo);
- lo schema di accordo tra l’Ufficio Scolastico regionale e l’ANCI Toscana (approvato per il secondo anno) per l’apertura di sezioni di scuola per l’infanzia, altrimenti non attivate a seguito della riduzione dei finanziamenti statali: la Regione ha attivato per il 2010-2011 5,1 milioni per l’apertura di 97 sezioni e per il 2011-2012 5,3 milioni, che consentiranno di accogliere 2.500 bambini su 98 sezioni.

Asili nido
La Regione contribuisce al finanziamento delle strutture per la prima infanzia, anche attraverso gli strumenti di programmazione comunitaria e nazionale: per il periodo 2007-2013 sono previsti 55,4 milioni; in questo ambito tra il 2010 e il 2011 sono stati finanziati 78 progetti per un investimento totale di 47,3 milioni.
Grazie anche all’intervento regionale, nell’anno educativo 2009-2010 le strutture operanti (di cui quasi metà gestite da privati) sono state 1.034: 768 nidi (+31 rispetto all’anno  precedente) e 266 servizi integrativi (micronidi, centri gioco per bambini e genitori, centri gioco educativi, nidi aziendali e servizi domiciliari-educatori familiari).

Istruzione scolastica
La lotta alla dispersione scolastica e la diffusione dell’istruzione secondaria superiore rappresentano gli assi portanti degli interventi per il diritto allo studio e dello sviluppo della qualità dell’istruzione.
Per il diritto allo studio scolastico, la Regione ha adottato varie misure: borse di studio per studenti della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado; contributi a rimborso dei libri scolastici per studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado; borse di studio per gli studenti residenti nelle isole minori iscritti a scuole secondarie di secondo grado sul continente. Nel 2010 i destinatari dei contributi sono stati 57.739 e sono stati attivati 9,7 milioni; nel 2011 le risorse regionali attivate sono 10 milioni.

Diritto allo studio universitario (DSU)
Gli interventi sono molteplici: borse di studio, servizi abitativi, servizi di ristorazione, servizi per studenti lavoratori, servizi di ausilio ai poli universitari penitenziari, supporto alle attività culturali e sportive degli studenti, sostegno alla mobilità internazionale.
La costituzione di un’Azienda unica regionale per il DSU, mediante accorpamento delle tre Aziende regionali esistenti, ha rappresentato un momento essenziale per la  razionalizzazione delle risorse e lo snellimento dei processi; nel 2010 la Regione ha attivato 59 milioni a favore dell’Azienda.
Per quanto riguarda gli strumenti di aiuto agli studenti, la Regione dal 2000 assicura a tutti gli studenti capaci e meritevoli pari opportunità nell’accesso e nella prosecuzione degli  studi: dal 2000 tutti gli studenti che ne avevano i requisiti hanno ricevuto la borsa di studio. Nel 2010 sono stati erogate 11.058 borse e 6.354 contributi affitto; i servizi di ristorazione DSU hanno erogato oltre 4 milioni di pasti a 88.172 utenti. Inoltre a marzo 2010, nell’ambito dei provvedimenti “anticrisi”, la Regione ha destinato ulteriori 500 mila euro per la  concessione di borse di studio a studenti universitari, figli di genitori in cassa integrazione o in mobilità.

Prospettive per il futuro
Il sistema d’istruzione costituisce una leva strategica sia per costruire un’economia che punti sui giovani, valorizzandone lo sviluppo personale e favorendone l’affermazione  professionale in un mercato del lavoro qualificato, sia per consentire l’accesso e la permanenza delle donne nel mercato del lavoro attraverso il consolidamento del sistema dei servizi per l’infanzia sin qui costruito.
Anche l’accesso al sistema dell’istruzione universitaria rappresenta un passaggio fondamentale per l’inserimento qualificato dei giovani nel mercato del lavoro e nel mondo delle professioni. Ciò richiederà una rivisitazione dell’intero sistema regionale del diritto allo studio universitario che, pur mantenendo la centralità dello strumento della borsa di studio, dovrà introdurre elementi di innovazione basati sulla valorizzazione del merito e sul rispetto dell’equità sociale.
Un ulteriore obiettivo è quello di favorire la mobilità transnazionale, con esperienze formative e lavorative all’estero, accompagnando così, attraverso il confronto con realtà straniere, i processi di internazionalizzazione dell’economia toscana.


Aggiornato al:
16.11.2011
Article ID:
118240