Formazione, orientamento e lavoro

Condividi

Obiettivi e finalità
Investire sull’unica risorsa davvero rinnovabile: il capitale umano. È questo il senso delle politiche per il lavoro e per la formazione che la Regione ha messo a punto in questi anni e che ha ulteriormente affinato per fare fronte alla brusca frenata dell’economia e alle sue inevitabili ripercussioni sul mercato del lavoro.
L’obiettivo di queste politiche è quello di aumentare le capacità di competere dei cittadini.
Le politiche per il lavoro e, in parallelo, quelle per lo sviluppo e l’innovazione messe in campo dalla nuova Giunta mirano a rafforzare la buona occupazione chesignifica lavoro qualificato, sviluppo, innovazione e imprese più competitive. Si interviene, anche grazie ai cofinaziamenti FSE e FESR, sul settore manifatturiero, sul rafforzamento della presenza industriale esistente e si favorisce l’insediamento di nuovi investimenti.
La Toscana, nonostante la crisi, ha tutto sommato retto all’impatto sull’occupazione riuscendo, fino ad oggi, a contenere gli effetti più devastanti sul piano sociale; tuttavia, nei primi mesi dell’anno la disoccupazione si è confermata su livelli preoccupanti: secondo i dati Istat del I trimestre 2011 il tasso di disoccupazione raggiunge il 6,7% (rispetto al 7,4% dello stesso periodo del 2010 e al 5,8% con cui si era chiuso in media il 2009). Ancora in aumento la cassa integrazione, che nel primo trimestre 2011 ha raggiunto livelli record con oltre 11 milioni di ore autorizzate, in aumento del 6,7% sul dato tendenziale del 2010.

Sistema di governance
L’attuazione delle politiche sulla formazione professionale e sul lavoro è basata sulla concertazione, sugli accordi con le parti sociali e le organizzazioni di categoria, sui protocolli d’intesa con le Province, in cui si individuano i settori nei quali è necessario far convogliare risorse e si concentrano gli interventi con strumenti condivisi.
Le politiche regionali sono svolte in stretto coordinamento con le Province che, tra l’altro, attuano direttamente gli interventi previsti dal POR FSE 2007-2013 tramite le risorse che la Regione trasferisce loro e che ammontano a oltre il 60% del piano finanziario del Programma.
Il sistema regionale per i servizi per l’impiego è costituito dalle strutture organizzate per l’esercizio integrato dei compiti e delle funzioni della Regione e degli enti locali – in materia di collocamento, politiche attive del lavoro e promozione del lavoro – e per la gestione dei relativi servizi.

Stumenti (leggi e programmi regionali)
▪ LR 32/2002 – Testo unico su educazione, istruzione, formazione, orientamento, lavoro
▪ Piano di indirizzo generale integrato 2006-2010
 
Risorse attivate
(v. tabella Risorse attivate formazione, orientamento e lavoro)

I temi di rilievo

Formazione
La Regione finanzia interventi capaci di coinvolgere vari tipi di soggetti: occupati e disoccupati, imprenditori, lavoratori atipici, soggetti svantaggiati, venendo incontro alle esigenze e peculiarità dei diversi sistemi produttivi.
Dal 2006 sono stati potenziati gli interventi in materia di formazione continua, in particolare sul tema della sicurezza. La Regione ha attuato interventi di formazione continua (finanziati con i fondi statali delle leggi 236/1993 e 53/2000) tramite piani formativi diretti alle imprese e voucher per gli occupati delle imprese, finalizzati a corsi di aggiornamento: nel 2010 i destinatari sono stati 19.699.
Un altro strumento che agisce sulla formazione dei lavoratori è il Fondo sociale europeo (FSE): nel 2010 con questo tipo d’intervento sono state formate 5.767 persone.
In particolare nel 2010, con l’aggravarsi della crisi, la Regione ha potenziato ulteriormente gli strumenti di formazione. I finanziamenti (circa 2 milioni dei quali 1,5 attivati nel 2011) sono stati destinati a persone che lavorano in aziende che hanno stipulato contratti solidarietà o in aziende che intendono riconvertire, a seguito di accordi sindacali, il loro processo produttivo.
Nel 2010, inoltre, è stato emesso un avviso pubblico per finanziare progetti formativi in settori economici specifici, che, per le loro peculiarità, sono ritenuti in grado di promuovere lo  sviluppo di ambiti innovativi e dinamici dell’economia: energia e ambiente, antichi mestieri, musica e spettacolo, manifatturiero, nautica da diporto. Nel 2011, dopo l’approvazione della graduatoria, sono stati attivati 5,1 milioni (risorse POR FSE 2007-2013) per finanziare 29 progetti.

Occupabilità femminile
La Regione ha adottato il principio dell’assunzione di un’ottica di genere in tutte le politiche regionali e ha sviluppato un impegno costante alla promozione delle pari opportunità. In questi anni il tasso di occupazione delle donne toscane è salito fino a raggiungere il 54,5% del 2010. Il lavoro femminile però è stato anche il primo a subire i contraccolpi della crisi: nel 2009 su 72 mila assunzioni in meno, 52 mila erano di donne.
Nel 2007 sono state avviate le iniziative a sostegno dell’occupazione con la concessione di aiuti a favore di imprese per le assunzioni di donne disoccupate/inoccupate oltre i 35 anni attraverso contratti di lavoro part-time a tempo indeterminato. Nel 2010 gli aiuti sono stati estesi anche alle imprese che assumo donne di età superiore a 30 anni: i 2 milioni di contributi regionali hanno consentito l’assunzione di 425 lavoratrici; per il 2011 sono destinati 800 mila euro.

Centri per l’impiego
Sono strutture che offrono assistenza e supporto alle persone in cerca di lavoro (anche attraverso l’orientamento) e alle imprese che necessitano di personale qualificato, consentendo alla domanda di lavoro di incontrare l’offerta. I Centri sono gestiti dalle Province e finanziati dalla Regione attraverso il Fondo sociale europeo.
Nel 2010, gli utenti presi in carico dai Centri per l’impiego sono oltre 477 mila (+ 40 mila rispetto al 2009); oltre il 75% degli utenti ha meno di 45 anni. I disoccupati devono effettuare un primo colloquio di orientamento entro tre mesi dalla dichiarazione di sussistenza dello stato di disoccupazione presso un Centro per l’impiego: nel 2010, oltre 103 mila hanno effettuato il primo colloquio.

Integrazione nel mercato del lavoro di persone svantaggiate
I Centri per l’impiego svolgono una serie di servizi specialistici che favoriscono l’integrazione nel mercato del lavoro per le persone in condizioni di svantaggio. I servizi svolti vanno dalla consulenza orientativa all’accompagnamento e tutoraggio individuale, fino all’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Le persone disabili che si sono rivolte a un Centro per l’impiego nel corso del 2010 sono state 22.228; gli utenti stranieri sono stati 94.494.
Inoltre, attraverso il Fondo regionale per l’occupazione dei disabili, la Regione finanzia progetti di inserimento, comprensivi di formazione e/o tutoraggio, progetti di rimozione delle barriere architettoniche, programmi per la creazione di posti di lavoro presentati dalle cooperative sociali di tipo B, progetti per il telelavoro e progetti ritenuti ammissibili dalle Province, ma non finanziabili con risorse del Fondo nazionale per il diritto al lavoro dei disabili. Alle Province sono stati distribuiti nel 2010 circa 3,5 milioni del Fondo regionale; nel 2011 2,7 milioni del Fondo nazionale.

Sostegno a lavoratori atipici
È attiva la rete di sportelli Prometeo3 (che opera in connessione con il sistema dei servizi per l’impiego) con funzioni di informazione, orientamento e rafforzamento delle capacità e competenze; l’obiettivo è quello di rispondere ai bisogni di conoscenza dei vari ambiti nei quali si muove il lavoratore atipico per prevenire il rischio di disoccupazione e favorire il passaggio a forme di impiego stabile. Gli sportelli attivati a fine 2010 sono 55; ad essi nel 2010 si sono rivolti 4.094 lavoratori atipici.
Attraverso il Fondo di garanzia per i lavoratori non a tempo indeterminato, la Regione si fa garante nei confronti delle banche affinché questo tipo di lavoratori possano ottenere un prestito fino a 15 mila euro, per necessità riguardanti la condizione familiare, di alloggio, scolastica, formativa, lavorativa e di salute nonché all’acquisto di beni strumentali che aumentino la possibilità di assunzione a tempo indeterminato, senza dover prestare ulteriori garanzie reali o personali. Nel 2010 sono stati concessi 277 prestiti.
Per il Fondo per la stabilizzazione dei lavoratori a tempo determinato, nel 2010 la Regione ha alzato i contributi per le aziende che stabilizzano un lavoratore a tempo determinato a 6 mila euro per ogni lavoratore che venga assunto, almeno quattro mesi prima della scadenza del contratto a tempo determinato, con un contratto a tempo indeterminato (3 mila euro nel caso di tempo parziale). Il nuovo posto di lavoro dev’essere in aggiunta rispetto all’insieme dei lavoratori a tempo indeterminato che già lavorano nell’azienda. Oltre 9 milioni le  risorse spese che hanno portato alla stabilizzazione di 1.451 lavoratori.

Incentivi per l’occupazione di giovani laureati
Nel 2010 la Regione ha rifinanziato la misura di sostegno all’assunzione di laureati di età non superiore ai 35 anni da parte di piccole o medie imprese. I contratti di lavoro devono  prevedere mansioni adeguate alla qualificazione di livello universitario dei neoassunti. Il contributo per le imprese è stato innalzato da 4 a 6 mila euro per assunzioni con contratto a  tempo indeterminato e a tempo pieno (da 2.500 a 3 mila euro in caso di tempo parziale). Nel caso di assunzione con contratto a tempo determinato (di almeno 12 mesi) il contributo è di 3 mila euro (se a tempo pieno) e 2 mila euro (se a tempo parziale); se però entro la scadenza del contratto a tempo determinato, il lavoratore viene stabilizzato, l’impresa potrà richiedere un ulteriore contributo. Le risorse spese nel 2010 sono state 647 mila euro e hanno portato all’assunzione di 128 giovani laureati; nel 2011 sono stati attivati 400 mila euro.

Sostegno a lavoratori e imprese in crisi
In caso di crisi aziendale e di ricorso alla cassa integrazione guadagni straordinaria, uno strumento rilevante è il Fondo regionale per il sostegno dei lavoratori (istituito nel 2005 e  gestito da Fidi Toscana) che garantisce continuità retributiva, dato che tra la concessione della cassa integrazione e l’effettiva erogazione da parte dell’INPS può trascorrere un periodo abbastanza lungo. L’importo delle anticipazioni per ogni lavoratore è di 700 euro al mese, per massimo 8 mesi, con la possibilità di proroga fino a ulteriori 4 mesi. Nel 2010, il Fondo è stato finanziato con 380 mila euro e ha consentito il sostegno di 444 lavoratori; nel 2011 sono stati attivati 1,4 milioni.
Sostegno ai lavoratori posti in mobilità: è stato rifinanziato il Fondo che sostiene l’assunzione presso una nuova impresa dei lavoratori iscritti alle liste di mobilità.
Il contributo regionale è stato alzato a da 4 a 6 mila euro per ogni assunzione con contratto a tempo indeterminato a tempo pieno; è stato stabilito anche un incremento del 20% del contributo in caso di assunzione a tempo indeterminato di donne di età superiore ai 45 anni e di uomini di età superiore ai 50. Nel 2010 il Fondo ha sostenuto l’assunzione di 499 lavoratori in mobilità da parte di 264 imprese.
Sostegno alla contrattazione integrativa, assistenza e mediazione nelle vertenze: nelle situazioni di crisi aziendale la competenza è delle Province. Nei casi di particolare gravità o rilevanza, la Regione può essere chiamata a svolgere un ruolo istituzionale nello svolgimento della vertenza tra lavoratori e impresa e nel curare i rapporti con gli uffici dei vari ministeri interessati e l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale. Le vertenze più importanti nelle quali la Regione si è impegnata nel 2010 hanno riguardato le imprese Eaton, Eutelia/Agile (Ex Gruppo Omega) Energie Future/ISI, Seves, Royal Tuscany (Ex Movies – Ex Mabro), C-Global, Toscopan, De Tomaso, Repower, Uno A Erre, Ati Sale, Beltrame, Trigano Spa, Inalfa Italia.

Progetto “Giovanisì”
La crisi attuale non colpisce in modo uniforme il tessuto sociale toscano: i giovani, le donne, i lavoratori precari sono i soggetti più a rischio; e i giovani, spesso, appartengono a tutte e tre queste categorie. Allora occorre investire sui giovani per riavviare lo sviluppo e dare un futuro all’economia e alla società. Per questo la Regione ha lanciato nel 2010 il progetto “Giovanisì”, avviato nel 2011, che si propone di coordinare strumenti e politiche in favore dei giovani.
L’obiettivo è quello di garantire dinamismo ed opportunità ad una generazione “a rischio di affermazione” in termini di sviluppo delle capacità individuali, di qualità e stabilizzazione del lavoro, di emancipazione e partecipazione sociale. Un punto nevralgico per il futuro della Toscana è “ridare un futuro” ai giovani, che non sono soggetti da assistere, bensì una risorsa su cui investire, evitando che i problemi irrisolti o i diritti acquisiti dalle generazioni precedenti comportino una barriera all’ingresso nella società per chi si affaccia alla maggiore età.
Il progetto comprende azioni di sistema e strumenti per la valorizzazione del merito, garantendo un diritto allo studio reale, una formazione professionalizzante, un’esperienza di servizio civile regionale, prestiti d’onore per ulteriori forme di specializzazione, così come favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e delle professioni attraverso l’accesso agevolato al credito e al microcredito, il sostegno all’avviamento di attività economiche nonché una effettiva emancipazione attraverso contributi per l’affitto e l’acquisto della prima casa.
Le risorse per il 2011-2013 sono di circa 300 milioni, in parte provenienti dal Fondo sociale europeo.

Prospettive per il futuro
La Regione intende sostenere l’alta formazione e la qualificazione professionale dei giovani in raccordo con la domanda del sistema produttivo, migliorando l’apertura e la pertinenza dei sistemi di istruzione e formazione, recuperando a pieno titolo il carattere di contratto misto lavoroformazione dell’apprendistato, fornendo garanzie sui prestiti d’onore erogati per percorsi di alta specializzazione, potenziando l’attrattività internazionale dei dottorati di ricerca delle Università toscane.
Inoltre la Regione intende potenziare il sistema dei servizi per l’impiego per la riqualificazione professionale e il reinserimento sul mercato del lavoro, favorendo l’innovazione del sistema dell’offerta integrata e sostenendo l’integrazione dei sistemi di istruzione, formazione, orientamento e lavoro, nonché il potenziamento e il radicamento territoriale dei servizi e la condivisione delle informazioni fondamentali sul mercato del lavoro, attraverso la collaborazione di soggetti pubblici e soggetti privati.
Alcune di queste priorità sono comprese nel progetto “Giovanisì” (che nel 2011 ha preso avvio), il progetto integrato di sviluppo dedicato alle giovani generazioni che ha come finalità la crescita complessiva del capitale umano rappresentato dai giovani toscani.









Aggiornato al:
16.11.2011