Cittadinanza di genere

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Obiettivi e finalità
Le politiche di genere si inseriscono nel contesto della strategia europea, che punta ad aumentare il tasso di occupazione femminile. I principali ostacoli che si frappongono all’accesso, al mantenimento e al miglioramento della posizione lavorativa dipendente o autonoma delle donne sono sostanzialmente riconducibili al contesto familiare e allo stereotipo culturale che vede la donna come principale soggetto di riferimento per i lavori di cura familiare. Per questo la Regione attua politiche che contribuiscono ad eliminare gli stereotipi associati al genere, promuovendo e valorizzando la condizione femminile e diffondendo il principio di pari opportunità. La Regione implementa inoltre un sistema di azioni volte alla conciliazione vita-lavoro, sostiene l’imprenditorialità e le professionalità femminili, favorisce la rappresentanza e la partecipazione delle donne. L’attività regionale si basa sull’integrazione delle politiche di genere in tutte le politiche e le azioni della Regione, anche attraverso il coordinamento delle risorse.

Sistema di governance
Le politiche regionali sono attuate in stretta collaborazione con le Province (che rivestono un ruolo di promozione e coordinamento nel territorio), i Comuni, le organizzazioni sindacali, le associazioni di categoria, il Terzo settore.
La Regione valorizza le esigenze che emergono dal territorio in tema di pari opportunità, promuovendo “accordi territoriali di genere” stipulati tra Province, Comuni, altri soggetti pubblici e privati. Inoltre, per rendere stabili la partecipazione ed il confronto, la Regione garantisce una sede permanente attraverso il “Tavolo regionale di coordinamento per le politiche di genere” (cui partecipano gli enti locali, associazioni di categoria, etc.) e una sede periodica di verifica generale denominata “Forum della cittadinanza di genere” (una giornata l’anno dedicata alle tematiche delle pari opportunità aperta a tutti i soggetti, istituzionali e non, che hanno tra i propri obiettivi il raggiungimento delle pari opportunità).

Strumenti (leggi e programmi regionali)
▪ LR 16/2009 – Cittadinanza di genere
▪ Piano regionale per la cittadinanza di genere 2009-2010
 
Risorse attivate
(v Tab. Risorse attivate cittadinanza di genere)

I temi di rilievo

Conciliazione vita-lavoro

È stata avviata la costruzione di un coerente sistema di azioni volte alla conciliazione vitalavoro e lotta agli stereotipi di genere, attraverso la realizzazione di iniziative a carattere innovativo. In particolare, le Province hanno sottoscritto “accordi territoriali di genere” con i Comuni del territorio e altri soggetti pubblici e privati per la realizzazione di uno o più progetti. Complessivamente sono 79 i progetti inseriti nei diversi accordi territoriali. Per tale l’intervento la Regione ha messo a disposizione 2 milioni per il biennio 2009-2010, ripartiti in pari quote tra le Province.

Imprenditoria femminile
Diverse sono le iniziative della Regione per promuovere l’uguale indipendenza economica fra donne ed uomini. Tra queste:
- progetto Madre & Figlia per promuovere ed incentivare la qualificazione professionale delle imprenditrici; il progetto (durata 14 mesi), realizzato in collaborazione con Unioncamere Toscana, è consistito in un’attività di formazione avanzata che vede fianco a fianco aspiranti imprenditrici ed imprenditrici affermate; per le 2 macro-aree (Firenze e Pisa) sono state coinvolte 24 partecipanti. Il costo del progetto è di 176 mila euro di cui 80 mila di risorse regionali per il biennio 2009-2010;
- progetto Vivaio Imprese, realizzato in collaborazione con la Provincia di Firenze e il Comune di Firenze, per l’accompagnamento e lo start-up di imprese. I beneficiari del progetto sono stati finora per il 65% donne di cui 17% straniere; nel 2010 ci sono stati 648 contatti (86 colloqui di secondo contatto), sono state elaborate 451 idee imprenditoriali e sono state avviate 14 attività. La Regione ha destinato al progetto 40 mila euro;
- fondo di garanzia: all’interno del pacchetto già avviato dal governo regionale come misure anticrisi, il progetto realizzato dalla Regione, in collaborazione con Fidi Toscana, ha dato l’opportunità di credito agevolato con specifiche risorse per concedere garanzie su finanziamenti a fronte di investimenti effettuati dalle micro e piccole imprese a prevalenza femminile. Sono state presentate 256 domande di garanzia ed accettate 206. 780 mila euro sono state le risorse regionali messe a disposizione per l’intervento per il 2009-2010, che hanno attivato un importo finanziato di 10,2 milioni e garantito per 8,1.

Valorizzazione, rappresentanza e partecipazione delle donne
Di seguito presentiamo alcune delle azioni promosse dalla Regione negli ultimi anni. Dal 2009 è stata attivata la Banca dati dei saperi delle donne (www.saperidelledonnetoscane.it), uno strumento attraverso cui sono raccolti i curriculum delle donne (con esperienze di carattere scientifico, culturale, artistico, professionale, economico, politico) per favorire un’adeguata presenza delle donne in ruoli fondamentali nei vari ambiti della società.
Nel 2010 la Regione ha finanziato per 126 mila euro 17 progetti sulla parità di genere presentati da Associazioni con lo scopo di favorire l’attenzione sulle tematiche di parità uomo-donna, la valorizzazione della figura femminile, il contrasto alle discriminazioni di genere e alla violenza sulle donne.
In collaborazione con le Università Toscane, nel 2010 si è svolto il percorso sperimentale di alta formazione per la valorizzazione delle differenze di genere nei contesti organizzativi delle aziende pubbliche e private: sono stati coinvolti 25 soggetti tra donne e uomini responsabili della gestione delle risorse umane di aziende private e pubbliche, rappresentanti sindacali e delle associazioni di categoria.
Per incentivare la partecipazione femminile al mondo della politica, nel 2010 la Regione, in collaborazione con ANCI nazionale, ha realizzato un percorso formativo sperimentale per la qualificazione delle competenze delle amministratrici locali della regione: 40 le donne coinvolte.
Ad Aprile 2010 è stata realizzata la prima campagna istituzionale (stampa e radio) per far conoscere e valorizzare le azioni volte alla conciliazione vita-lavoro, al raggiungimento di una piena parità di genere nella vita sociale, culturale ed economica, evidenziando il carattere trasversale delle politiche di genere.

Coordinamento ed integrazione delle risorse
A settembre 2010 è stata approvata la convenzione che permetterà alla Regione di percepire dal Governo oltre 2,4 milioni da destinare ad interventi per favorire la conciliazione dei tempi di vita e lavoro. Insieme alla convenzione è stato approvato anche il programma attuativo che prevede il rafforzamento di azioni già intraprese dalla Regione; per questo è stata necessaria la massima integrazione e il massimo coordinamento fra vari livelli istituzionali, politici e tecnici, nonché la convocazione del “Tavolo regionale di coordinamento per le politiche di genere".

Prospettive per il futuro
Nel delineare le strategie e gli obiettivi per il futuro, la Regione si pone in continuità con le azioni promosse fino ad oggi. Inoltre, essa si propone di intervenire sulle politiche legate alla mobilità, all’accessibilità dei servizi e di promuovere la sperimentazione di formule innovative di organizzazione del lavoro nella pubblica amministrazione e nelle imprese private. Infine, l’attività della Regione sarà volta a sostenere l’imprenditorialità e le professionalità femminili, anche attraverso progetti mirati di accompagnamento per intraprendere attività di impresa.
Il perseguimento di tali finalità richiederà per la Regione il potenziamento e lo sviluppo di un sistema di programmazione e controllo/monitoraggio delle azioni ed un coerente rafforzamento della collaborazione con gli stakeholder del territorio.


Aggiornato al:
16.11.2011
Article ID:
118514