Aria e rumore

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Obiettivi e finalità
La Regione valuta la qualità dell’aria nel territorio mediante un sistema a rete di stazioni di misura per rilevare le sostanze inquinanti; individua quindi le aree in cui si superano i valori limite fissati per la qualità dell’aria e adotta le misure necessarie per ridurre le emissioni nocive. L’obiettivo è quello di raggiungere livelli di qualità dell’aria che non comportino rischi per la salute e per l’ambiente, nonché di contribuire alla riduzione delle emissioni delle sostanze inquinanti responsabili dei cambiamenti climatici. La Regione coordina la programmazione in materia di qualità dell’aria con le altre politiche responsabili dell’inquinamento atmosferico (mobilità, trasporti, energia, attività produttive, politiche agricole e gestione dei rifiuti).
La Regione inoltre tutela l’ambiente, la salute e il benessere della popolazione dall’inquinamento acustico, disciplinandone l’esercizio per contenere la rumorosità entro i limiti stabiliti dalle norme. Definisce per questo i criteri e gli indirizzi della pianificazione comunale e provinciale e approva i piani pluriennali per il contenimento dei rumori prodotti dalle linee ferroviarie e dalle strade. Crea e gestisce le banche dati informatiche sullo stato dell’inquinamento acustico, garantendo la comunicazione e l’informazione dei cittadini. Assicura un contributo finanziario ai Comuni con i programmi regionali per il risanamento acustico e verifica la coerenza delle proprie norme con la disciplina nazionale e dell’Unione Europea.

Sistema di governance
Sull’inquinamento atmosferico, la Regione esercita le proprie competenze avvalendosi della collaborazione dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana (ARPAT), che fornisce i dati del monitoraggio e partecipa ai processi di valutazione in materia di qualità dell’aria, e del Consorzio Lamma, che fornisce il supporto conoscitivo per gli aspetti meteorologici. La Regione inoltre concerta le proprie azioni e collabora con le amministrazioni locali.
Per l’inquinamento acustico, la Regione individua gli obiettivi e le azioni per tutelare la popolazione. Tra i soggetti che concorrono con essa all’attuazione delle politiche vi sono: i Comuni che approvano i Piani comunali di classificazione acustica; i gestori delle infrastrutture di trasporto che approvano e attuano i Piani di contenimento e abbattimento del rumore; l’ARPAT che supporta i Comuni e le Province per i controlli e svolge compiti di rilevamento e controllo.

Strumenti (leggi e programmi regionali)
▪ LR 9/2010 – Norme per la tutela della qualità dell’aria ambiente
▪ LR 89/1998 – Norme in materia di inquinamento acustico
▪ Piano regionale per la qualità dell’aria (PRQA)
▪ Piano regionale di risanamento e manutenzione della qualità dell’aria (PRRM) 2008-2010
▪ Piano ambientale ed energetico regionale (PAER)
▪ Piano regionale di azione ambientale (PRAA) 2007-2010
▪ Piano regionale della mobilità e della logistica
 
Risorse attivate
(v. Tab. Risorse attivate aria e rumore)

I temi di rilievo

Piano di risanamento e mantenimento della qualità dell’aria 2008-2010

Con questo Piano la Regione ha programmato numerosi interventi in materia di mobilità pubblica e privata, di impianti di riscaldamento nel settore dell’industria e la creazione di una rete di monitoraggio per il PM2,5. Nel Piano sono comprese le iniziative previste in questo settore dagli altri strumenti di programmazione, regionali e dell’Unione Europea: il Piano regionale di azione ambientale 2007-2010, il Programma finanziario degli interventi di valorizzazione ambientale della Piana fiorentina (finanziato in larga parte con le risorse del Programma straordinario degli investimenti), il Piano di indirizzo energetico regionale 2008-2010 e il POR CReO FESR 2007-2013. Sono stati finora attivati quasi 115 milioni, di cui 29,3 milioni dal 2010.

Rilevamento della qualità dell’aria
Dopo che nel 2010 è stata individuata la nuova rete regionale di rilevamento della qualità dell’aria, nel 2011 sono state approvate le nuove regole antismog, secondo le disposizioni dell’Unione Europea: sono stati definiti i criteri per gestire le situazioni a rischio di inquinamento atmosferico e sono stati individuati i Comuni tenuti all’adozione, nell’ambito dei piani di azione comunale, degli interventi per limitare il rischio di superamento dei valori limite e delle soglie di allarme.
Negli ultimi anni è stato migliorato il quadro conoscitivo grazie alla nuova rete di rilevamento comprendente anche la misura del PM2,5. Nel 2010 sono stati presentati i dati sul monitoraggio della qualità dell’aria da cui emerge che negli ultimi otto anni le concentrazioni medie giornaliere di PM10 sono scese del 40%.
In generale le concentrazioni all’interno della rete regionale nel 2005-2009 sono scese del 15%, passando da 33,8 a 28,3 microgrammi al metro cubo.

Inventario regionale delle fonti di emissione (IRSE)
Costituito nel 1995 dalla Regione, offre un quadro delle sorgenti di emissione in atmosfera, fornendo informazioni sulla loro origine con una disaggregazione territoriale, temporale e per specifica attività responsabile. Tali informazioni permettono di individuare gli interventi e le strategie di riduzione più efficaci e servono per realizzare i modelli matematici di dispersione e diffusione degli inquinanti.
Per l’aggiornamento del database al 2007 la Regione ha attivato 50 mila euro nel corso 2008-2009; è in corso l’aggiornamento del database al 2010 per il quale sono previsti ulteriori 50 mila euro.

Piani di azione comunale (PAC)
Grazie ad un accordo volontario con i Comuni che presentavano criticità in materia di qualità dell’aria, dal 2003 i PAC hanno contribuito, in sinergia con gli interventi regionali, a ridurre le emissioni in atmosfera provenienti dai settori maggiormente responsabili: mobilità e traffico, riscaldamento civile, etc… Per l’intero periodo 2007-2010 le risorse complessivamente attivate sono 18 milioni (di cui 4,5 quelle nel corso dell’ultimo accordo).

Inquinamento acustico: un bilancio
In dieci anni di applicazione della legge regionale sull’inquinamento acustico, il 99% del territorio regionale è stato classificato in zone acusticamente omogenee; è stata avviata la fase di risanamento acustico comunale attraverso la presentazione da parte di 37 Comuni degli specifici Piani comunali, con un totale di 120 interventi finanziati dalla Regione; è stato realizzato il monitoraggio dell’inquinamento acustico; sono stati instaurati i rapporti con i gestori dei servizi pubblici per avviare il risanamento acustico dei loro servizi; è stata avviata l’informatizzazione e standardizzazione delle sorgenti di rumore, delle misurazioni, dei piani di classificazione e degli interventi e dei piani di risanamento.
La Regione sta lavorando ad una revisione normativa per adeguarla alle modifiche del quadro di riferimento a livello nazionale e renderla ancora più efficace per combattere l’inquinamento acustico.

Classificazione del territorio in aree acustiche
Il territorio è stato classificato in aree acusticamente omogenee e i cittadini possono accedere via internet alle informazioni sui limiti vigenti in oltre 250 Comuni: le informazioni sui piani di classificazione e risanamento acustico e sulle mappe strategiche degli agglomerati urbani e le mappe acustiche degli assi stradali e ferroviari principali sono disponibili grazie al sistema geografico regionale e all’ARPAT.
Sono disponibili i dati che riguardano 32 Comuni con l’indicazione degli interventi di risanamento acustico, le sorgenti di inquinamento, lo stato dell’inquinamento acustico e gli interventi di mitigazione previsti dal piano dei Comuni.

Inquinamento acustico: alcuni interventi
Dal 2007 la Regione ha attivato 11,8 milioni in interventi di bonifica dall’inquinamento acustico. I collaudi acustici presentati dai Comuni dimostrano che, dove gli interventi sono stati conclusi, l’efficacia è stata concretamente avvertita dalla popolazione.
La Regione ha finanziato con 2 milioni l’attuazione del piano 2010-2011 per il contenimento e l’abbattimento del rumore delle strade regionali.
Sono stati completati i procedimenti di verifica dei piani di contenimento e abbattimento del rumore delle infrastrutture dei trasporti nazionali presenti sul territorio regionale (Autocamionale della Cisa, Autostrade per l’Italia, SALT e SAT), approvati e poi pubblicati nel 2011; per il triennio 2011-2013 sono previsti interventi per 19 milioni.
Nel 2011 sono stati avviati i primi due interventi del piano di contenimento ed abbattimento del rumore di RFI nei Comuni di Figline Valdarno e Prato con un investimento di oltre 17 milioni.

Prospettive per il futuro
La Regione conferma il proprio impegno per mantenere e migliorare la qualità dell’aria, contenendo le emissioni inquinanti e contribuendo alla lotta ai cambiamenti climatici con la riduzione delle emissioni di gas serra, garantendo una costante informazione dei cittadini grazie al monitoraggio dei livelli di concentrazione degli inquinanti; è in corso di predisposizione il nuovo strumento di programmazione in materia, il Piano regionale per la qualità dell’aria ambiente 2012-2015 (PRQA). Entro pochi anni la Toscana vuole realizzare la piena integrazione delle politiche di prevenzione del rischio ambientale con quelle di tutela della salute dei cittadini: si tratta di un progetto che richiede un’attenta conoscenza, da realizzare attraverso controlli e studi, delle pressioni dell’attività umana sull’ambiente.
La Regione conferma anche l’approccio fino ad oggi seguito per tutelare la popolazione dall’inquinamento acustico: il progressivo recepimento da parte dei Comuni dei criteri ed indirizzi per l’applicazione sul territorio delle norme statali e regionali; il passaggio dalla semplice misura dell’inquinamento acustico ad una logica di valutazione del suo impatto sulla popolazione (il grado di esposizione espresso in termini di percentuale di popolazione esposta); l’individuazione delle criticità e la definizione delle conseguenti priorità di risanamento. Inoltre la Toscana intende rafforzare l’informazione dei cittadini per permetterne una più attiva partecipazione ai processi decisionali: un primo passo in tale senso sono l’informatizzazione, già avviata, dei Piani comunali di classificazione e di risanamento acustico e la prevista formazione di un catasto regionale delle sorgenti di emissione.


Aggiornato al:
16.11.2011
Article ID:
118312