Il comparto Trasporti e Logistica è oggi uno dei pilastri dell’economia, non solo per la Toscana ma per tutto il Paese.
Il settore garantisce la movimentazione di merci, materie prime e prodotti finiti lungo le principali vie di comunicazione terrestre (strade e ferrovie) e rappresenta un nodo essenziale nelle catene di approvvigionamento internazionali.
Tuttavia, proprio per la sua complessità e per l’ampia presenza di lavoratori con contratti atipici o temporanei, si tratta di un comparto ad alto rischio infortunistico e sanitario.
Gli studi INAIL evidenziano infatti come i magazzini, i trasporti e le attività di facchinaggio siano tra i comparti con il più alto indice di infortuni, spesso correlati a:
• movimentazione manuale dei carichi,
• posture incongrue,
• utilizzo di mezzi di sollevamento e trasporto,
• turnazioni notturne e ritmi lavorativi elevati,
• condizioni climatiche sfavorevoli.
I Piani Mirati di Prevenzione Trasporti e Logistica nascono per affrontare in modo integrato queste criticità, traducendo gli obiettivi del Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025 e del Piano Regionale della Prevenzione (PRP) in azioni concrete e mirate sul territorio.
Un Piano Mirato di Prevenzione rappresenta infatti uno strumento fondamentale per migliorare la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, in quanto, a differenza degli interventi ordinari di vigilanza, non si limita a verificare la conformità alle norme, ma si propone di guidare aziende e lavoratori lungo un percorso strutturato di crescita e consapevolezza.
l Piani, prevedono numerosi interventi, tra cui:
• l’identificazione dei rischi specifici del comparto e la promozione di azioni correttive e migliorative, per anticpare il verificarsi di infortuni e malattie professionali, e non intervenire solo a posteriori
• la promozione della collaborazione tra imprese, lavoratori, Rla, associazioni di categoria e istituzioni, in un’ottica di responsabilità condivisa, per creare una rete di prevenzione più solida e duratura
• l’ndividuazione di risposte mirate alle reali criticità del settore produttivo sulla base dei dati epidemiologici e delle caratteristiche territoriali
• l’aiuto, anche alle aziende più piccole, attraverso strumenti di autovalutazione, formazione e assistenza tecnica, a sviluppare sistemi di gestione della sicurezza efficaci
• la riduzione delle disuguaglianze nelle condizioni di lavoro e contribuzione a una maggiore giustizia sociale, ponendo attenzione ai contratti atipici, ai lavori usuranti e ai gruppi più esposti.
