Villa La Rinchiostra

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Comune: Massa
Via: Via Mura della Rinchiostra Nord, 7



L'edificio, nato come casino di caccia, venne trasformato in villa per volere di Teresa Pamphili, moglie di Carlo II Cybo Malaspina, la quale affidò, nel 1675, l'incarico della realizzazione all'architetto carrarese Alessandro Bergamini. La villa fu circondata da un ampio giardino, suddiviso in aiuole di bosso, e ornato di fiori, essenze arboree e da un agrumeto composto di limoni, aranci amari, e cedrini. Alderano I, figlio di Teresa Pamphili, trasformò la villa in una sontuosa dimora e impreziosì il giardino ornandolo con vialetti geometrici, vasi, statue e busti marmorei. La prima mappa catastale del 1826 mostra il giardino strutturato in quattro aiuole incrociate da viali ortogonali, in cui al centro si colloca una grande vasca. Dal parterre semicircolare antistante la villa, si dipartono lateralmente due percorsi che portano rispettivamente alle scuderie ed all'ingresso della tenuta. Si presuppone che questo schema coincidesse con quello voluto da Alderano I. Intorno alla metà del XVIII secolo inizia il periodo d'abbandono della villa. Dopo una serie di passaggi di proprietà, il possedimento fu ceduto, nel 1857, a Carlo Lodovico di Borbone, il quale rese splendore alla Rinchiostra ripristinando la villa e facendo risorgere il parco con interventi ispirati al giardino romantico ottocentesco. Nel 1885 la villa fu venduta all'inglese Alfred Lambert, il quale introdusse ulteriori componenti del giardino romantico ottocentesco. Nel 1903 la Rinchiostra pervenne alla famiglia Robson, la quale si occupò più del parco che della villa, impiantando agrumi a spalliera, camelie, e rose bianche. La grande vasca centrale venne sostituita da quattro vasche più piccole poste al centro delle aiuole suddivise in triangoli. Dopo i Robson nessun altra famiglia ha abitato la villa dei Cybo. Attualmente la villa, che dal 1997 appartiene al Comune di Massa, è sede della biblioteca comunale. Il parco ha perso buona parte del disegno della struttura originaria, solo due delle quattro vasche, disegnate nella mappa dell'archivio privato dei Robson, sono oggi visibili e solo una delle due metà simmetriche dell'antico disegno è giunta ai nostri giorni. Imponenti alberi caratterizzano questo parco: i maestosi lecci del viale centrale, gli spettacolari cedri del Libano, le gigantesche magnolie, gli esotici alberi della canfora, gli eucalipti e le palme. Da segnalare anche i numerosi esemplari, lungo il muro di cinta, di aranci amari, piante che da secoli caratterizzano la città di Massa.


This building, originally designed as a hunting lodge, was transformed into a villa for Teresa Pamphili, wife of Carlo II Cybo Malaspina, work which the new lady of the house commissioned Carrara architect Alessandro Bergamini to carry out in 1675. The villa was surrounded by a generous garden, divided up into flower-beds bordered by box hedges, with various types of trees and a citrus orchard in which lemons, bitter oranges and citrons were grown. Teresa Pamphili's son Alderano I transformed the villa into a sumptuous residence and embellished the garden with geometrically laid out paths, vases and marble statues and busts. The first land registry map, of 1826, shows the garden as a set of four flower-beds crossed by two paths at right angles to each other. Two side paths led off from the semi-circular parterres in front of the villa to the stables on one side and to the entrance to the estate on the other. In the mid-18th century the villa gradually fell into decline. After changing hands several times, the property was sold in 1857 to Charles Louis Bourbon, who restored the Rinchiostra villa to its former glory and turned the park into a splendid English garden in the romantic style of the 19th century. In 1885 the villa was sold to an English owner Alfred Lambert, who introduced new romantic elements. In 1903 Villa Rinchiostra passed into the hands of the Robson family, who dedicated more time to the park than to the villa, planting citrus fruit trees, camellias and white roses. The large central pool was replaced by four smaller basins at the centre of the flower-beds, sub-divided into triangular wedges. The Robsons were the last family to live in the villa originally owned by the Cybo family. Since 1997 the building has belonged to the town of Massa, and is used to house the municipal library. The park has lost much of its original layout: only two of the four pools that appear on the map in the Robsons' private archive now exist, and only one of the two symmetrical halves of the garden has survived. The park does, however, retain many impressive trees: the majestic holm-oaks that line the central avenue, some spectacular Lebanon cedars, huge magnolias, as well as some exotic species, including camphor, eucalyptus and palm trees. Along the boundary wall there are also numerous examples of bitter orange trees, which for centuries have been a symbol of the city of Massa  

Aggiornato al:
27.05.2016
Article ID:
11587538
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