Il 5 settembre a Barga si è svolta l’edizione 2025 della Giornata dei Toscani nel Mondo, un appuntamento che ha raccolto 17 relatori provenienti da istituzioni, università e associazioni, registrando oltre 300 partecipanti attraverso la diretta streaming. Moderata da Filippo Giabbani (Regione Toscana) e dalla giornalista Sara Ghilardi, la giornata ha posto l’attenzione sull’importanza di rilanciare il progetto Toscani nel Mondo, con un focus speciale sulle nuove migrazioni.
I coordinatori delle associazioni hanno condiviso ambiziosi obiettivi per il futuro, tra cui un dialogo più intenso con il sistema Italia, la diffusione del progetto attraverso sondaggi e iniziative dedicate ai bambini, scambi universitari e incontri con le comunità all’estero. Monica Armanetti del Museo della Memoria di Bagnone ha sottolineato il valore della memoria e dello storytelling, mentre Davide De Crescenzo della Fondazione Sistema Toscana ha illustrato le strategie di coinvolgimento dei “Tuscany lovers” tramite i social media.
Raymond Siebetcheu, dell’Università per Stranieri di Siena, ha evidenziato la necessità di trasmettere la lingua italiana alle nuove generazioni senza imposizioni. Sono stati inoltre presentati due progetti finanziati dalla Regione Toscana: “Volver” dedicato alle comunità sudamericane e “Identità territoriale toscana” rivolto alla vasta comunità di oltre 500 toscani a Bruxelles.
Sara Vatteroni della Fondazione Migrantes ha fornito dati significativi: dal 2006 il numero degli italiani all’estero è raddoppiato, con 226.000 toscani iscritti all’AIRE, pari al 6,3% degli emigrati italiani, soprattutto in Europa, paese percepito come loro nuova casa. Ha sottolineato la necessità di politiche “generative”, che guardino non solo a chi lascia, ma anche a chi sceglie l’Italia per mettere radici e crescere i propri figli: «È tempo di ripensare il concetto di cittadinanza, soprattutto se consideriamo che il passaporto italiano è il secondo più potente al mondo, con accesso a 196 paesi».
La ricercatrice Gaia Colombo ha presentato uno studio dell’Università di Pisa sulle rimesse cognitive e sociali di lavoratori qualificati in Spagna, Germania, Norvegia e Gran Bretagna, mettendo in luce la tendenza della maggior parte di consolidare la propria posizione all’estero piuttosto che rientrare in Italia.
La giornata si è conclusa con un panel dedicato alla riforma della cittadinanza, introdotto da Maria Chiara Prodi del CGIE, che ha criticato il passaggio da una legge “estremamente generosa” a una “estremamente restrittiva”, auspicando una maggiore continuità nelle politiche future.