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Ripresi i lavori della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Immigrazione e finanza pubblica tra i principali temi all’ordine del giorno

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Immigrazione e finanza pubblica tra i principali temi all’ordine del giorno

La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome si è riunita in seduta straordinaria il 6 settembre, segnando la ripresa delle attività dopo la pausa estiva. All’ordine del giorno  le linee guida per l’attività dei medici di medicina generale nelle Case della Comunità, il monitoraggio degli investimenti strutturali su case e ospedali di Comunità, la proposta di protocollo con i patronati dei lavoratori autonomi e il riparto delle risorse del Fondo Unico Nazionale per il Turismo 2025.

Particolare rilievo ha assunto il confronto sul Piano nazionale di attuazione del Patto europeo su migrazione e asilo, esaminato nei mesi scordi dalla Commissione Immigrazione, la quale aveva predisposto un documento con osservazioni tecniche riguardanti i rischi connessi alla cosiddetta “finzione di non ingresso”, le tutele insufficienti per minori e persone vulnerabili, la durata della permanenza nei centri, nonché criticità in materia di ricongiungimenti familiari, inclusione lavorativa e accesso ai servizi sanitari. Poiché in Commissione non si era raggiunta una posizione condivisa, il documento è stato sottoposto al voto della Conferenza, che lo ha approvato a maggioranza, con il voto contrario di Toscana, Emilia-Romagna, Puglia, Campania, Umbria e Sardegna
La Toscana, infatti, pur condividendo le osservazioni, ha espresso una valutazione negativa sull’impianto complessivo del Piano sottolineando, tra l’altro, l’esigenza di un maggiore coinvolgimento delle Regioni in un confronto diretto con il Ministero dell’Interno.

Nella successiva seduta della Conferenza Stato-Regioni del 10 settembre è stato poi discusso lo schema di decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro per gli Affari regionali e le autonomie, relativo al riparto del contributo alla finanza pubblica delle Regioni a statuto ordinario per il periodo 2025-2029. Finora il riparto era stato approvato solo per il 2025, mentre per gli anni successivi la decisione era stata rinviata a un confronto con il Governo, in quanto l’impegno finanziario richiesto era stato ritenuto non sostenibile dalle Regioni. Alla luce delle osservazioni emerse nei gruppi tecnici e nel Tavolo tecnico-politico, le Regioni hanno chiesto al Governo di sospendere l’adozione del provvedimento, proponendo da un lato una contabilizzazione differente delle erogazioni del Fondo per le Anticipazioni di Liquidità (FAL), dall’altro la possibilità per ciascuna Regione di rinunciare facoltativamente alle risorse statali destinate agli investimenti connessi ai crediti d’imposta per attività di ricerca e sviluppo delle imprese.
La Toscana ha sostenuto la richiesta di rinvio, sottolineando la necessità di un confronto diretto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze per rivedere i criteri di riparto e garantire la sostenibilità dei bilanci regionali. Un primo incontro politico si è tenuto il 16 settembre: un passaggio interlocutorio che ha comunque segnato l’avvio di un confronto ritenuto imprescindibile su una materia cruciale per il sistema delle autonomie regionali.

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