Celebrazioni della Giornata nazionale dell’Agrobiodiversità in Toscana

Il 20 maggio di ogni anno si celebra la Giornata nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare.

Descrizione

La L. 194/2015 ha istituito per il 20 maggio di ogni anno, la Giornata nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare dedicata ai valori universali della biodiversità agricola e alle modalità di tutela e di conservazione del patrimonio esistente (art. 14, L. 194/2015).

Alcune Comunità del cibo e della biodiversità di interesse agricolo e alimentare della Toscana, hanno presentato progetti di animazione di questo evento su un bando pubblico della Regione Toscana di cui al Decreto dirigenziale n. 17226 del 30 luglio 2025, finanziato dal MASAF sul Fondo della L. 194/2015, hanno realizzato gli eventi pubblicati sul Blog dell'Agricoltura >>

Le Comunità del Cibo sono ambiti locali derivanti da accordi tra agricoltori e allevatori custodi, gruppi di acquisto solidale, istituti scolastici e universitari, centri di ricerca, associazioni per la tutela della qualità della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, mense scolastiche, ospedali, esercizi di ristorazione, esercizi commerciali, piccole e medie imprese artigiane di trasformazione agraria e alimentare, nonché enti pubblici.

Esse hanno, tra gli scopi principali previsti dallo Statuto, quanto segue:

  • la sensibilizzazione della popolazione sui temi dell’agrobiodiversità;
  • il sostegno alle produzioni agrarie e alimentari tradizionali o tipiche del territorio in cui operano;
  • la promozione di comportamenti atti a tutelare la biodiversità di interesse agricolo e alimentare.

L’oggetto della propria attività riguarda le seguenti azioni:

  • lo studio, il recupero e la trasmissione di conoscenze sulle risorse genetiche di interesse alimentare ed agrario locali;
  • la realizzazione di forme di filiera corta, di vendita diretta, di scambio e di acquisto di prodotti agricoli e alimentari nell’ambito di circuiti locali;
  • lo studio e la diffusione di pratiche proprie dell’agricoltura biologica e di altri sistemi colturali a basso impatto ambientale e volti al risparmio idrico, alla minore emissione di anidride carbonica, alla maggiore fertilità dei suoli e al minore utilizzo di imballaggi per la distribuzione e per la vendita dei prodotti;
  • lo studio, il recupero e la trasmissione dei “saperi” tradizionali relativi alle colture agrarie, alla naturale selezione delle sementi per fare fronte ai mutamenti climatici e alla corretta alimentazione;
  • la realizzazione di orti didattici, sociali, urbani e collettivi, quali strumenti di valorizzazione delle varietà locali, educazione all’ambiente e alle pratiche agricole, aggregazione sociale, riqualificazione delle aree dismesse o degradate e dei terreni agricoli inutilizzati.

Le Comunità del Cibo più attive (Garfagnana, Maremma, Amiata, Montespertoli e Montagna Pistoiese) hanno costantemente rapporti con il territorio e promuovono/organizzano eventi e momenti di incontro e di discussione sui vari temi che di volta in volta si propongono sul territorio stesso.

 

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