Piazza Aranci

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Comune: Massa



La Piazza, realizzata dopo la discussa distruzione della chiesa di San Pietro nel 1807 e abbellita in seguito, dalla doppia fila di aranci che tuttora la cinge su tre lati, ha permesso di far risaltare l'enorme mole del palazzo Ducale con cui costituisce un unico complesso monumentale. Nel 1827 Giacomo Leopardi, durante il suo soggiorno fiorentino comunica alla sorella Paolina: " Quanto all'inverno prossimo, sono ormai deciso di andarlo a passare a Massa di Carrara, che è lontano di qua 70 miglia;..Quel clima è ottimo, simile a quello di Nizza, e forse migliore di quel di Roma: non vi nevica mai, e si esce e si passeggia senza ferraiuolo; in mezzo alla piazza pubblica crescono degli aranci, piantati in terra". (Cit. in G. Sforza, Introduzione a Massa di Lunigiana, cit., pag. 98). Nel 1877 anche Giosuè Carducci veniva incuriosito da questa particolare piazza: "Sai.. Che in Massa c'è una piazza tutta circondata da doppi filari di aranci? Sai che questi filari li ha visti mia madre quand'era giovine sposa, e che ora li guardo io dalla finestra dell'albergo?". (F. Contorbia, La cultura apuo-lunense dall'Unità alla prima guerra mondiale, in atti del convegno sullo sviluppo ineguale dell'Italia postunitaria. La regione apuo-lunense, Massa 4-5-6 maggio 1979, massa 1983, pag. 164). Ancora oggi Piazza Aranci, come da sempre, rappresenta nella coscienza dei cittadini l'immagine emblematica del centro della città.


This square was laid out after the much-opposed demolition of the church of San Pietro in 1807, and subsequently embellished by the double row of orange trees that still line it on three sides. One of the unquestioned merits of the piazza is the way it draws attention to the enormous Palazzo Ducale, with which it forms a single monumental complex. In 1827 Giacomo Leopardi wrote to his sister Paolina during his stay in Florence: "I have decided to spend next winter at Massa di Carrara, 70 miles from here; the climate there is excellent, similar to that of Nice, and perhaps better even than that of Rome: it never snows and you can walk out without a cloak; in the middle of the public square grow orange trees, planted into the ground" (quoted in G. Sforza, Introduzione a Massa di Lunigiana, p. 98). In 1877 another poet, Giosué Carducci, was intrigued by this square: "Did you know that in Massa there is a square surrounded by double rows of orange trees? My mother saw those trees, you know, when she was just married and now I am gazing down on them from my hotel window." (F. Contorbia, La cultura apuo-lunense dall'Unità alla prima guerra mondiale, in the report on a congress on the uneven development of Italy after unification. The Apuo-Lunense, Massa 4-5-6 May 1979", Massa 1983, p. 164). Piazza Aranci is today as much a symbol of the centre of the city as it has ever been.   

Aggiornato al:
27.05.2016
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11587506
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