Parchi, aree protette e biodiversità

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Obiettivi e finalità
La Regione coordina ed indirizza l’attività dei parchi regionali e provinciali, delle riserve naturali e delle aree naturali protette di interesse locale per garantire la conservazione e riqualificazione dell’ambiente, del paesaggio, del patrimonio storico-culturale e naturalistico; sono promosse le attività economiche compatibili, le attività ricreative, la ricerca scientifica, la divulgazione ambientale e la gestione faunistica.
La Regione si occupa di coordinare e di mettere a regime (anche mediante l’erogazione di specifici incentivi e contributi agli enti competenti) il sistema delle aree protette e la tutela della biodiversità, che pur perseguendo obiettivi diversi, sono reciprocamente funzionali l’una all’altra.

Sistema di governance
La Regione coordina l’attività degli enti competenti per realizzare il sistema delle aree protette e della biodiversità, anche attraverso indirizzi e incentivi economici.
Le politiche regionali sono realizzate attraverso la partecipazione ed il coinvolgimento dei soggetti istituzionali, interni alla Regione, come la Consulta regionale per le aree protette e la biodiversità (composta da esperti particolarmente qualificati), ed esterni, grazie ai tavoli di concertazione e alle iniziative di coinvolgimento di tutti soggetti interessati, in particolare gli enti gestori, le associazioni ambientaliste e i portatori di interesse.
La Regione istituisce i parchi regionali; le Province esercitano le funzioni relative alla gestione dei parchi provinciali e delle riserve naturali; i Comuni singoli od associati o le Comunità montane esercitano le funzioni relative alla gestione delle aree naturali di interesse locale, su coordinamento delle Province.

Strumenti (leggi e programmi regionali)
▪ LR 56/2000 – Norme per la conservazione e la tutela degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatiche
▪ LR 49/1995 – Norme sui parchi, le riserve naturali e le aree naturali protette di interesse locale
▪ LR 24/1994 – Istituzione degli enti parco per la gestione dei parchi regionali della Maremma e di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli. Soppressione dei relativi consorzi
▪ LR 65/1997 – Istituzione dell’Ente per la gestione del “Parco regionale delle Alpi Apuane”. Soppressione del relativo Consorzio.
▪ LR 7/1998 – Istituzione del servizio volontario di vigilanza ambientale
▪ LR 60/1998 – Tutela e valorizzazione degli alberi monumentali
▪ Piano regionale di azione ambientale (PRAA) 2007-2010
▪ Quinto Programma triennale regionale per le aree protette 2009-2011

Risorse attivate
(v. Tab. Risorse attivate parchi, aree protette e biodiversità)

I temi di rilievo

Aree protette regionali
Il sistema è composto da 3 parchi regionali, 3 parchi provinciali, 46 riserve naturali e 58 aree naturali protette di interesse locale (ANPIL) alle quali sono da aggiungere 3 parchi nazionali e 28 riserve naturali statali, non comprese nei parchi. Il tutto per una superficie complessiva di 227.110 ettari (circa il 10% della superficie regionale).
Tale sistema è il frutto di cinque Programmi triennali per le aree protette con aggiornamenti annuali, che ha indirizzato e coordinato l’azione degli enti proposti alla gestione delle aree protette. Il Quinto Programma, attualmente in vigore, è stato approvato nel 2009 ed aggiornato nel 2010 e prevede il consolidamento e la verifica di tutti i progetti realizzati tramite la creazione di una rete di servizi per valorizzare e conservare le caratteristiche dei territori interessati: le aree protette devono costituire luoghi di sperimentazione e di eccellenza in campo naturalistico e ambientale. Per l’attuazione del Programma sono attivati 17 milioni (di cui 10,6 nel 2010).
Oltre a queste risorse sono stati utilizzati altri 18,6 milioni nell’ambito del Piano di azione ambientale 2007-2010 per aumentare la percentuale delle aree protette, migliorarne la gestione e conservare la biodiversità terrestre e marina.
Grazie alla nuova programmazione dell’Unione europea sono disponibili nel periodo 2007-2013 quasi 10,2 milioni per promuovere lo sviluppo economico sostenibile nell’ambito delle aree protette mediante la realizzazione di infrastrutture e investimenti produttivi (centri visita, sentieri, punti sosta e adeguamenti).

Tutela della biodiversità
L’obiettivo della Regione è di prevenire le cause di riduzione o perdita della diversità biologica; per questo è stata costituita una rete ecologica regionale che punta a perseguire la conservazione degli ecosistemi e habitat naturali, una priorità riconosciuta da tutti gli Stati membri della UE, e che è alla base di due direttive comunitarie, “Habitat” e “Uccelli”. La rete, costituita da siti di importanza comunitaria (SIC - aree ove sono presenti particolari specie ed habitat di rilievo comunitario), da zone di protezione speciale (ZPS - per la conservazione degli uccelli selvatici) e da siti di interesse regionale (Sir - zone con presenza di specie ed habitat di rilievo regionale), conta in tutto 166 siti di importanza regionale (SIR) su una superficie di 336.448 ettari, il 15% della territorio regionale, solo in parte coincidente con quello delle aree naturali protette. È inoltre in corso la proposta per il riconoscimento di 10 siti di importanza comunitaria marini.
In quest’ottica la Toscana dispone anche di un Repertorio naturalistico toscano (Re.Na.To), che classifica e analizza tutte le specie toscane minacciate, e di un elenco regionale (attualmente in corso di aggiornamento) di alberi monumentali che presentano le specifiche caratteristiche (64 gli alberi finora presenti).

Prospettive per il futuro
L’obiettivo principale è consolidare il sistema regionale, cercando un corretto equilibrio fra tutela e sviluppo, considerando le aree protette risorse da valorizzare sia dal punto di vista naturalistico che economico, anche tramite la revisione della legge regionale 49/1995.
La nuova programmazione regionale intende consolidare il sistema esistente sulla base di un maggior fondamento scientifico e integrando le politiche regionali relative alle aree protette ed alla tutela della biodiversità. In questo ambito la Toscana sta lavorando per dotarsi, prima in Italia, di un Piano ambientale per la biodiversità.
Per quanto di competenza, la Regione è interessata anche al procedimento per l’istituzione delle aree marine protette, considerate un’importante risorsa per la tutela e lo sviluppo del territorio.



Aggiornato al:
16.11.2011
Article ID:
118294