Aggiornamento in: Diritti Legalità

Monteroni d'Arbia, Tenuta di Suvignano

La confisca più grande alla criminalità avvenuta in una regione del Centro-Nord Italia. La Tenuta occupa oggi una superficie di 638,11 ettari nei comuni di Monteroni d'Arbia e di Murlo, in provincia di Siena. Costituisce un’importantissima vittoria della legalità, un luogo dove generare nuova ricchezza sociale e ambientale

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Provincia: Siena
Comune: Monteroni d'Arbia e Murlo
Indirizzo: Strada Monteroni, Vescovado, 2759-3003/A
Link Google maps: https://goo.gl/maps/TB6crcdbpjHguxjs9

Macrotipologia: Società e aziende
Zona: Rurale
Numero beni: 1 azienda
Organizzazione: Cosa nostra
Data confisca definitiva: 6 marzo 2007
Data assegnazione: 16 novembre 2018

Tipologia: Azienda destinata

Descrizione

L'Azienda Agricola Suvignano s.r.l. è un'azienda le cui quote, detenute dall'Immobiliare Strasburgo, sono state sequestrate nel 1996 a Vincenzo Piazza, imprenditore edile appartenente a Cosa nostra, e confiscate in via definitiva nel 2007.

Il 16 novembre 2018, con un decreto del direttore dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc), le quote dell'intero capitale sociale dell'Agricola Suvignano s.r.l. comprensive del relativo compendio aziendale, sono state trasferite per finalità istituzionali, ai sensi dell'art. 48 "Destinazione dei beni e delle somme", comma 8 ter del Codice antimafia, all'Ente Terre Regionali Toscane, l’Agenzia della Regione Toscana dedicata alla valorizzazione del patrimonio agricolo-forestale per la realizzazione di attività legate all’interesse pubblico, quali la tutela della biodiversità e la sperimentazione in ambito agricolo.
Il trasferimento è il risultato finale di un lungo iter giudiziario ed amministrativo che, nel corso degli anni, ha coinvolto la Regione Toscana, l'allora provincia di Siena, i Comuni di Monteroni d'Arbia e  Murlo, nonché l'associazionismo.

È nata così la Tenuta di Suvignano, affidata in gestione a Ente terre regionali toscane, in accordo con Regione Toscana e i Comuni di Monteroni d'Arbia e Murlo.

  • Quella che ha riguardato l'Azienda Agricola Suvignano s.r.l., è la confisca più grande avvenuta in una regione del Centro-Nord Italia. La Tenuta, dopo la cessione di alcuni poderi e casolari, rispetto agli originari 713 ettari, occupa oggi una superficie di  638,11 ettari (di cui 620,16 sul territorio del Comune di Monteroni d'Arbia e 17,95 sul territorio del Comune di Murlo). I terreni sono coltivati a grano duro, orzo e avena e ospitano allevamenti di ovini, suini ed equini.

Il patrimonio immobiliare consta attualmente di 24 edifici, per una superficie complessiva di 2.899 metri quadrati e 76,5 vani.
Due degli immobili sono adibiti ad uso agrituristico:

  • Villa Tinaio, consistente in un unico appartamento con 22 posti letto, con piscina, e
  • Villa Santo Stefano, composta da due appartamenti, rispettivamente di 8 e 6 posti letto, anch'essa con piscina.

Adiacente all'agriturismo c'è l'antichissima chiesa di Santo Stefano, sconsacrata e recentemente restaurata.

Di notevole interesse storico e architettonico è la "Villa Padronale", risalente ai primi dell'Ottocento, costruita dall'architetto Marri Mignanelli, attualmente inagibile.

La Tenuta rappresenta un vero e proprio simbolo di riscatto dello Stato nella lotta alla mafia; un luogo dove generare nuova ricchezza sociale e ambientale, sede di iniziative sociali, agricole e turistiche di qualità. La restituzione alla gestione pubblica, e quindi alla collettività, di questo bene sottratto alla criminalità organizzata, costituisce un’importantissima vittoria della legalità e realizza le finalità di interesse pubblico e di promozione sociale, che stanno alla base della legislazione antimafia.

La Regione valorizza questo bene, promuovendo iniziative che evidenzino i  valori positivi, sia dal punto di vista simbolico, educativo e  produttivo, della confisca, con il coinvolgimento dei giovani e delle scuole, nel quadro delle iniziative di promozione della cultura della legalità proprie della legge regionale 11/1999 "Provvedimenti a favore delle scuole, delle Università toscane e della società civile per contribuire, mediante l’educazione alla legalità e lo sviluppo della coscienza civile democratica, alla lotta contro la criminalità organizzata e diffusa e contro i diversi poteri occulti". 

All’interno del parco della tenuta è stato allestito, un percorso composto di alcuni pannelli che illustrano la storia e le caratteristiche di Suvignano dal punto di vista della cultura della legalità ma anche dal punto di vista agricolo e ambientale.
Il percorso “Suvignano Tenuta Aperta” si snoda infatti nella parte centrale delle tenuta e viene a costituire un vero e proprio “sentiero della legalità”, caratterizzano da pannelli che sviluppano i temi propri della promozione della cultura della legalità, dell’antimafia, nonché quelli della valorizzazione delle ricchissime risorse del territorio, delle iniziative in favore della biodiversità e della sperimentazione in ambito agricolo.

I pannelli sono utilizzabili attivamente dai lettori in quanto dotati di codici QR, con lo scopo di  permettere l’approfondimento dei temi attraverso i contenuti del web. I contenuti sono tradotti in inglese e, in alfabeto Braille, per le persone non vedenti. Il percorso costituisce un’alternativa alla via Francigena, nel tratto Siena-Buonconvento.

vai al video sul canale Youtube di Regione Toscana >>
 

 

https://www.youtube.com/embed/MjinQD0KjrA


Comunicato stampa 29 luglio 2020, Regione Toscana, Toscana Notizie

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20.09.2021
Article ID:
621609