La Corte Costituzionale respinge il ricorso del Governo

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La Corte Costituzionale respinge il ricorso del Governo

La Consulta dà ragione alla Toscana: il modello regionale per governare l’overtourism supera il
vaglio costituzionale

Descrizione

Con la sentenza n. 186 del 2025, depositata il 16 dicembre, la Corte costituzionale ha respinto integralmente il ricorso promosso dal Governo contro il Testo unico del turismo della Regione Toscana, confermandone la piena legittimità costituzionale. Si chiude così un passaggio rilevante del confronto istituzionale avviato dopo l’approvazione della legge regionale n. 61 del 2024, che aveva introdotto una disciplina organica e innovativa in materia di attività ricettive, strutture extra-alberghiere e locazioni turistiche brevi, con l’obiettivo di governare in modo equilibrato i flussi turistici e contrastare gli effetti distorsivi dell’overtourism.

La Consulta ha riconosciuto la correttezza dell’impianto normativo regionale, chiarendo che le scelte operate dalla Toscana rientrano a pieno titolo nella competenza legislativa regionale in materia di turismo e di governo del territorio. In particolare, la Corte ha valorizzato il ruolo dei Comuni nella regolazione delle attività turistico-ricettive, ritenendo legittima l’attribuzione di poteri di pianificazione e di modulazione dell’offerta in relazione alle specificità dei contesti territoriali e alle esigenze delle comunità locali.

Il giudizio della Corte costituzionale rafforza l’idea di un turismo come risorsa da governare e non da subire. Le misure introdotte dal Testo unico – dalla disciplina delle strutture extra-alberghiere alla possibilità di intervenire sulle locazioni brevi nelle aree a più alta pressione turistica – sono state ritenute coerenti con i principi di ragionevolezza e proporzionalità e giustificate dalla finalità di tutelare il tessuto sociale, la residenzialità e l’equilibrio urbano, nel solco della funzione sociale della proprietà richiamata dalla Costituzione.

La decisione segna un passaggio significativo anche sul piano politico-istituzionale. Il ricorso del Governo aveva messo in discussione uno dei pilastri della strategia regionale sul turismo; il rigetto delle censure conferma invece la solidità giuridica del “modello toscano”, che punta a coniugare
attrattività turistica, qualità dell’offerta e sostenibilità sociale e ambientale. Un approccio che, come riconosciuto anche nel dibattito pubblico, si propone come possibile riferimento per altre realtà territoriali chiamate a confrontarsi con fenomeni analoghi.

I media hanno sottolineato come la sentenza rappresenti una vittoria per la Regione Toscana e per la sua capacità di anticipare, con strumenti normativi avanzati, una delle principali sfide legate allo sviluppo turistico contemporaneo. La conferma della Consulta rafforza dunque un percorso che
mira a garantire un turismo compatibile con i diritti dei residenti, la tutela dei centri storici e la qualità della vita nei territori, riaffermando il ruolo delle autonomie regionali e locali nella costruzione di politiche pubbliche efficaci e costituzionalmente fondate.

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