L'impegno della Regione per ridurre le disuguaglianze

Una realtà a due facce: da una parte una Regione, la Toscana, in cui tutti gli indicatori di benessere e di aspettativa di vita sono ai più alti livelli, dall'altra molti Paesi che sono lontanissimi da questi standard. E' il mondo in cui 40 mila bambini ogni giorno sono uccisi da malattie curabili. E' il mondo in cui i 40 milioni di malati di Aids nella stragrande maggioranza non possono accedere ai farmaci. Per questo la Regione Toscana, oltre ad aver avviato numerosi progetti di cooperazione sanitaria (i circa 300 bambini curati gratuitamente in Toscana, i progetti in Sudafrica, in Afghanistan, in Medio Oriente) si occupa attivamente anche dei meno tutelati sul proprio territorio. Nel giugno scorso ha sottoscritto un protocollo d’intesa, il primo del genere che si firma in Italia, per garantire l’assistenza farmaceutica nei 21 stabilimenti penali esistenti in Toscana. L’intesa sancisce l’uguaglianza tra tutti i cittadini, siano essi detenuti o no, di fronte alla malattia. L’accordo - che alla Toscana costerà 2,3 milioni di euro in due anni - prevede che il Provveditorato regionale per l’amministrazione penitenziaria (Prap) versi alla Regione 350.000 euro all'anno (cioè il 7% di ciò che riceve dal Ministero della Giustizia) nel biennio 2003-2004 se la spesa per l’acquisto dei farmaci non supererà annualmente 1,5 milioni di euro, mentre la quota eccedente sarà ripartita a metà tra Regione e Prap. E' stata siglata anche l’intesa che dispone l’assistenza farmaceutica a totale carico della Regione a favore dei minori detenuti (attualmente sono 18, ma ogni anno ve ne transitano circa 350) nell’unico centro esistente in Toscana: un impegno da 15.000 euro l’anno per le casse regionali. Anche agli extracomunitari residenti, e non solo ai propri cittadini, la Regione ha deciso di non far pagare nessun ticket per ricevere cure ed assistenza. L’universalità delle cura non ha impedito di avere un bilancio sanitario da anni in pareggio, nonostante i continui tagli governativi. Ciò è possibile grazie a quattro strumenti messi in atto: la distribuzione diretta dei farmaci presso i presidi ospedalieri cosicchè chi si dimette dagli ospedali, dai day hospital o dagli ambulatori può vedersi consegnato gratuitamente il farmaco di cui ha bisogno e quindi usufruire del diritto alla continuità assistenziale; gli incentivi ai medici che, tramite l’educazione sanitaria, riescono a ridurre il consumo dei farmaci; la regolamentazione della presenza degli informatori farmaceutici negli ospedali; campagne di educazione al consumo rivolte a tutti i cittadini. Così è riuscita a migliorare i livelli di assistenza ai cittadini e a risparmiare fino al 20% della spesa farmaceutica.

Aggiornato al:
02.12.2008
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548151