Innovazione e territori 'attraenti' per un'economia piu` dinamica


La Provincia di Firenze, in collaborazione con Eurosportello Confesercenti, ha organizzato a Palazzo Medici Riccardi l’incontro “Territorio motore dell’innovazione”.  L’iniziativa si è svolta il 30 settembre ed è stata organizzata con l’obiettivo di sviluppare la collaborazione tra enti, istituzioni, università, rappresentanze e imprese sul tema delle politiche e delle opportunità a sostegno dell’innovazione. Il convegno, che ha avuto il patrocinio della Regione Toscana, del Comune di Firenze e dell’Università di Firenze è stato aperto da Giacomo Billi, assessore alle attività produttive della Provincia di Firenze.

Gli interventi di Albino Caporale e Marco Masi, rispettivamente dirigente dell'area "Industria, artigianato e innovazione" e dell'area ricerca della Regione Toscana, hanno introdotto il tema oggetto del convegno, evidenziando in particolare il ruolo che la Regione intende avere nella concentrazione delle risorse su politiche volte a incrementare la domanda di innovazione del territorio. Nell’occasione sono stati presentati l’Atto di Indirizzo pluriennale in materia di Ricerca e Innovazione e le azioni fondamentali contenute all’interno del Programma Regionale di Sviluppo per gli anni 2011-2015, recentemente adottati dalla Regione Toscana.
Gli interventi dei dirigenti regionali hanno introdotto la tavola rotonda coordinata Stefano Fantoni, dirigente del settore Sviluppo economico della Provincia, che ha moderato un acceso dibattito sulla necessità di dar vita in Toscana ad un vero e proprio “sistema territoriale per l'Innovazione”.

Da più parti è stato infatti sostenuto come la realizzazione di un “territorio attraente” sia da considerarsi come presupposto fondamentale per rendere dinamica l’economia locale ma, in più punti, è stato anche più volte ricordato come una frantumazione eccessiva degli attori e delle politiche abbia spesso determinato delle criticità nell’attuazione di un vero e proprio “sistema dell’innovazione”.
Al dibattito sono intervenuti: Alessandro Speranza della Fondazione per la ricerca e l’innovazione/Progetto Polis, Luciana Lazzaretti della Facoltà di Economia dell’Università di Firenze, Roberto Rossi della società Thales, Giovanni Ferrara dell’Università di Firenze, Massimo Canalicchio dell’Incubatore fiorentino e Massimo Torelli di DrWolf.
Nel pomeriggio Eugenio Leone, dell'Associazione ToscanaIn, ha poi coordinato un panel dedicato a “Culture, Esperienze e Comunità innovative” che ha visto la partecipazione di Lucio Scognamiglio Direttore di Eurosportello Confesercenti, Silvano Zipoli Caiani della Facoltà di Filosofia dell’Università di Milano, Paolo Manzelli di Egocreanet, Riccardo Simoni Neuropsichiatria dell’Università di Roma ed Enrico Sabbio della società di Nanotossicologia.

Nella sessione pomeridiana Lucio Scognamiglio, direttore di Eurosportello Confesercenti, ha presentato i contenuti e le finalità del nuovo sito www.toscaneconomia.it. Si tratta di uno strumento web in grado di fornire alle imprese un quadro completo dell’offerta innovativa che la realtà toscana è in grado di esprimere in termini di servizi, strumenti, competenze, ricerca e opportunità che favoriscono la crescita dell’economia e gli investimenti produttivi. Due gli obiettivi principali: uno è quello di fornire tutte le informazioni e per le piccole e medie imprese sui servizi avanzati e qualificati, sulle opportunità di finanziamento e sugli strumenti disponibili per favorire l’innovazione e il trasferimento tecnologico; un altro è quello di creare uno spazio virtuale aperto allo scambio di esperienze e al confronto tra tutti i soggetti pubblici e privati sui temi dell’innovazione.

Il dibattito del pomeriggio ha messo in luce alcune tematiche relative alla trasformazione dei processi innovativi nella società contemporanea, mettendo quindi in dubbio anche la “linearità” dei fenomeni di “trasferimento tecnologico” tra le Università e le imprese. Sono emersi infatti diversi esempi di innovazione nati da fenomeni di condivisione, contaminazione “dal basso”, nei quali un ambiente fertile ha determinato condizioni ideali per scambi, partenariati e collaborazioni in grado di generare “interazioni produttive” di fenomeni innovativi anche fra soggetti culturalmente distanti fra loro.

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Aggiornato al:
10.10.2011
Article ID:
315434