Infrastruttura geografica

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L'informazione geografica presenta elevati costi e notevole complessità di produzione, richiede importanti sforzi di progettazione e presenta una sempre più evidente necessità di intervenire per favorire la interoperabilità (archivi realizzati con uguali caratteristiche sia di codifica che di precisione e di strutturazione, con lo scopo di favorirne confrontabilità e mosaicabilità).
L'interoperabilità si persegue con la stesura di efficaci capitolati e specifiche tecniche, in linea con gli standard definiti a livello nazionale (Comitato Dati Territoriali), europeo (Inspire Data Specifications) ed internazionale (Standard ISO).
La complessità dei dati geografici richiede supporto nell'ambito di particolari progetti scientifici, condotti in ambito interregionale in sede CISIS e con la collaborazione del Politecnico di Milano, per la realizzazione di strumenti GEOUML per la progettazione e validazione di dati geografici.
La loro varietà e numerosità richiede poi una efficace documentazione indispensabile a consentirne l'utilizzo più consapevole: la metainformazione, esplicitamente richiesta dalla  Direttiva Inspire e dal  Decreto 10 novembre 2011 Regole tecniche per la definizione del contenuto del Repertorio nazionale dei dati territoriali, nonche' delle modalita' di prima costituzione e di aggiornamento dello stesso, è funzionale a testimoniare quali dati siano disponibile presso ciascuna P.A e quali caratteristiche possiedano.
Infine, esigenza sollecitata sia dalla Direttiva Inspire (e norme collegate) che dal Codice dell'Amministrazione Digitale, la necessità di attivare appositi servizi funzionali a favorire il riuso e l'accesso al dato territoriale ed ambientale.
A proposito di tali servizi, l'art.7 del Regolamento 6/R del 9 febbraio 2007 di attuazione dell'art.29, comma 5 della L.R.1/2005, indica:

L'infrastruttura geografica è caratterizzata da:

a) servizi di rete agli utenti, quali:

  • a1) servizi di ricerca;
  • a2) servizi di consultazione;
  • a3) servizi di scaricamento;
  • a4) servizi di conversione dei dati;
  • a5) servizi di accesso tramite web-services;

b) servizi di rete fra la Regione e i centri GIS, quali:

  • b1) servizi di interoperabilità;
  • b2) servizi di cooperazione applicativa;
  • b3) servizi di trasferimento archivi.

Vige infine l'obbligo, nella Pubblica Amministrazione, di adottare formati aperti e, ove possibile, utilizzare strumenti software Open Source (sistemi FOSS e GFOSS), quali quelli con cui la Regione Toscana sta operando la rivisitazione della propria infrastruttura geografica.
A tale scopo la Regione sta attivando i servizi di accesso alle informazioni tramite web-services Inspire  (WMS, WFS, CSW) adottando strumenti GFOSS quali Mapserver, Qgis-Server, GeoNetwork, Geoserver, Postgresql, Postgis.org, Sqlite, Spatialite e Gdal/OGR che possono essere liberamente utilizzati tramite strumenti GIS Desktop, quali, ad esempio, Qgis adottato dallo stesso SITA.

Aggiornato al:
13.06.2013