Imprese, nuove norme sulle tre dimensioni chiave del diritto fallimentare

Imprese, nuove norme sulle tre dimensioni chiave del diritto fallimentare

Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno recentemente raggiunto l’accordo sulle nuove norme per armonizzare determinate norme in materia di insolvenza delle imprese in tutta l'UE, che la Commissione ha proposto nel dicembre 2022. 

La nuova direttiva mira a incoraggiare gli investimenti transfrontalieri nel mercato unico dell'UE attraverso un'armonizzazione mirata delle procedure di insolvenza.
Più in dettaglio, le nuove norme riguarderanno le tre dimensioni chiave del diritto fallimentare: 

  • 1) il recupero dei beni dalla massa fallimentare liquidata; 
  • 2) l'efficienza delle procedure;
  • 3) la distribuzione prevedibile ed equa del valore recuperato tra i creditori. 

Diversi elementi della direttiva migliorerebbero la posizione dei creditori nelle procedure di insolvenza, ad esempio:
- norme armonizzate in materia di prevenzione delle operazioni garantiranno l'integrità delle attività aziendali in prossimità dell'insolvenza;
- norme sul reperimento dei beni forniranno strumenti efficaci ai tribunali fallimentari o agli amministratori delle procedure di insolvenza per individuare e recuperare i beni appartenenti alla massa fallimentare; e i comitati dei creditori tuteleranno gli interessi della massa dei creditori nelle procedure di insolvenza complesse.

La direttiva comprende anche strumenti innovativi, in particolare i cosiddetti "procedimenti pre-pack".

Queste integrano i regimi nazionali in materia di insolvenza con un meccanismo moderno ed efficiente che consente la vendita dell'attività in regime di continuità aziendale nel contesto delle procedure di liquidazione. La vendita di un'impresa in regime di continuità aziendale genera maggiori proventi per tutti i creditori (rispetto a uno scenario in cui i beni del debitore devono essere venduti pezzo per pezzo), ma contribuisce anche a preservare l'occupazione mantenendo l'attività operativa.

Il Consiglio e il Parlamento europeo devono ora adottare formalmente l’accordo recentemente raggiunto. La direttiva entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale. Gli Stati membri disporranno quindi di 2 anni e 9 mesi per recepire la direttiva nel diritto nazionale.  Ulteriori informazioni sono disponibili sul seguente sito.

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