Programma Prima finanzia cinque progetti dell'Università di Pisa

Con ben cinque progetti finanziati, uno nel 2018 e quattro nel 2019, l'Università di Pisa si colloca tra gli enti più "premiati" delle prime due edizioni del Programma Prima, la partnership per l’innovazione del settore idrico e agro-alimentare nell’area mediterranea promossa dall’Unione Europa con la partecipazione di 19 paesi.

Beneficiari dei finanziamenti sono i dipartimenti di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali e Scienze veterinarie dell’Ateneo pisano per un contributo totale di circa 1.5 milioni di euro.

Nato con l’obiettivo di costruire conoscenza e soluzioni innovative in ricerca e innovazione per la gestione delle risorse idriche, un’agricoltura sostenibile, cibo e filiera alimentare nell’area mediterranea, il programma Prima ha tra i partecipanti 11 paesi  dell’UE (Cipro, Croazia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lussemburgo, Malta, Portogallo, Slovenia, Spagna) e altri del bacino del mediterraneo (Algeria, Egitto, Giordania, Israele, Libano, Marocco, Tunisia, Turchia).

Il programma è finanziato attraverso una combinazione di fondi provenienti in parte dai paesi aderenti e in parte dal programma Horizon 2020.

Nel 2018 sono stati finanziati 36 progetti, 29 di essi coinvolgono una o più unità di ricerca italiane di cui 11 coordinati da enti italiani per un finanziamento totale di 10 milioni di euro. Nel 2019 sono stati finanziati 44 progetti, 34 di essi coinvolgono una o più unità di ricerca italiane di cui 14 coordinati da enti italiani per un finanziamento totale di 12 milioni di euro.

L'ottimo esito ottenuto dall’Università di Pisa è anche dovuto all'impegno profuso nel seguire "da vicino" il programma fin dalla fase della sua genesi, partecipando agli incontri preparatori e diffondendo con un anticipo competitivo le informazioni utili ai  docenti. 

Maggiori informazioni sui progetti finanziati:

SIMTAP, Self-sufficient integrated multi-trophic aquaponic systems for improving food production sustainability and brackish water use and recycling

Finanziamento: circa 953 mila euro (UNIPI: circa 280 mila euro)
Ruolo Unipi: coordinatore con il professor Alberto Pardossi del Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali e il professor Carlo Bibbiani del Dipartimento di Scienze veterinarie
Paesi partecipanti: Italia, Francia, Germania, Turchia e Malta

Il progetto, iniziato il primo giugno 2019, intende realizzare un sistema acquaponico multitrofico per la produzione alimentare di pesci e piante di acqua salmastra. Il pesce sarà alimentato con mangime prodotto da alghe, vermi e molluschi, in sostituzione parziale o totale di materie prime quali le farine, gli oli di pesce e le proteine vegetali. I sistemi SIMTAP saranno testati in diversi contesti mediterranei (Italia, Turchia, Malta e Francia), su piccola scala e adattati alle specifiche condizioni socio-economiche e climatiche dell’area. L’obiettivo del progetto è quello di ridurre l’uso di mangimi per i pesci, il consumo di acqua, fertilizzanti ed energia, la produzione di rifiuti e quindi l’impatto sull’ambiente di questo particolare segmento del settore agro-industriale. Maggiori informazioni sono disponibili sul seguente sito.
 
FIGGEN, Valorising the diversity of the fig tree, an ancient fruit crop for sustainable Mediterranean agriculture 

Finanziamento: circa 1 milione di euro (UNIPI: circa 378 mila euro)
Ruolo Unipi: coordinatore con il professor Tommaso Giordani del Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali
Paesi partecipanti: Italia, Spagna, Tunisia e Turchia

Obiettivo del progetto è valorizzare la variabilità naturale del fico, un frutto antico che presenta un grande potenziale di espansione grazie a preziose qualità nutrizionali, energetiche e nutraceutiche dei frutti, e al crescente interesse per i metaboliti secondari prodotti nei frutti, nelle foglie e nel lattice, combinato con la capacità di adattarsi ad ambienti secchi, calcarei e salini, rendendo questa specie estremamente interessante per una produzione sostenibile nella regione mediterranea, anche in relazione al cambiamento climatico. Con il coinvolgimento di agricoltori, produttori, distributori con esperienze e competenze multidisciplinari, verranno introdotti nei sistemi agricoli cultivar di fico più adatte alle tipologie di ambiente che si produrranno in seguito al cambiamento climatico e che consentiranno la produzione sostenibile del fico in futuro. Maggiori informazioni sono disponibili sul seguente sito.

 
FEDKITO, Fresh food sustainable packaging in the circular economy 
Finanziamento: circa 840 mila euro (UNIPI: 390 mila euro)

Ruolo Unipi: coordinatore con la professoressa Barbara Conti del Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali
Paesi partecipanti: Italia, Francia, Grecia, Marocco, Tunisia

FEDKITO propone l'uso di chitosano, un polimero naturale, aromatizzato con olii essenziali per proteggere frutta, verdura, carne e latticini da attacchi di insetti e funghi e dall'ossidazione degli acidi grassi insaturi prolungando la durata di conservazione dei prodotti alimentari mediterranei deperibili durante la post-raccolta e in condizioni di stoccaggio. Il chitosano verrà estratto dalla cosiddetta mosca soldato nera, che verrà allevata con scarti di produzione. I nuovi packaging attivi amplieranno la durata di conservazione dei prodotti alimentari freschi, in modo sostenibile dal punto di vista ambientale, essendo completamente biodegradabili e prodotti secondo i principi dell'economia circolare. Maggiori informazioni sul seguente sito.

 
HaloFarMs, Development and optimization of halophyte-based farming systems in salt-affected Mediterranean soils 

Finanziamento: circa 848 mila euro (UNIPI: circa 200 mila euro)
Ruolo Unipi: partner con la professoressa Annamaria Ranieri del Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali
Paesi partecipanti: Tunisia, Italia, Egitto, Spagna, Francia, Portogallo

HaloFarMs svilupperà e ottimizzerà nuovi sistemi di agricoltura sostenibile per la regione mediterranea basati sull'uso intelligente delle piante alofite per valorizzare le terre degradate e non sfruttate. Il progetto ottimizzerà la desalinizzazione dei suoli salini da parte di alofite prima della coltivazione delle colture, l’intercoltura di alofite su suoli salini, con importanti colture commerciali, e la coltivazione in vitro di alofite. Le alofite prodotte saranno caratterizzate dal punto di vista biochimico per il profilo nutrizionale e le proprietà funzionali. Questi prodotti ad alto valore aggiunto possono essere utilizzati nell'industria cosmetica, alimentare e veterinaria. L'adozione da parte degli agricoltori dei risultati del progetto contribuirà a diminuire la salinizzazione del suolo, aumenterà le rese senza esaurire le risorse di acqua dolce e diversificherà le fonti di reddito.
 
iGUESS-MED, Innovative greenhouse support system in the Mediterranean region: efficient fertigation and pest management through IoT based climate control

Finanziamento: circa 1.5 milioni di euro (UNIPI: 233 mila euro)
Ruolo Unipi: partner con il professor Luca Incrocci del dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali
Paesi partecipanti: Spagna, Italia, Tunisia, Turchia

Il progetto ha l’obiettivo di co-creare insieme agli stakeholders un innovativo software a basso costo, fruibile su un qualsiasi smartphone, che permetta, tramite una rete di sensori posti in serra e sulle piante coltivate e l’uso di modelli e di algoritmi matematici, di consigliare l’agricoltore sulla gestione del clima in serra, dell’irrigazione, della concimazione e della difesa della coltura. Il lavoro sarà condotto sul pomodoro, utilizzando sia la tradizionale coltivazione in terreno, sia quella innovativa in serre a bassa tecnologia tipiche del Mediterraneo. Verranno sviluppati nuovi protocolli di coltivazione che saranno validati mediante un’analisi economica basata sull’approccio costi-benefici. L’APP sviluppata permetterà di trasferire rapidamente le nuove conoscenze al mondo produttivo, riducendo così l’impiego di acqua, fertilizzanti e fitofarmaci, migliorando la produttività delle coltivazioni in serra e la qualità del prodotto finale, con benefici sociali ed ambientali nelle aree di coltivazione e con una maggiore salubrità delle produzioni alimentari. Maggiori informazioni sul seguente sito.
 

Aggiornato al:
17.06.2020
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