I Risultati della Giornata Mondiale contro la Sepsi

 

Il 13 settembre a Firenze si è tenuta la giornata mondiale per la prevenzione della Sepsi promossa a livello mondiale dalla Global Sepsis Alliance (GSA - Alleanza Globale per la Sepsi).

Il coordinatore del network, Konrad Reinhart, professore di Anestesiologia dell'Università di Jena in Germania, ha lanciato quasi un anno fa un segnale dall'allarme per innalzare il livello di attenzione su questa patologia già nota da tempo agli anestesisti rianimatori, ma spesso non inquadrata e gestita rapidamente.
Il Centro per la Gestione del Rischio Clinico della Regione Toscana e la Scuola di Specializzazione in Anestesia e Terapia Intensiva dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Careggi insieme all'agenzia di Sanità della Regione Toscana e la Fondazione Sicurezza in Sanità hanno organizzato l'evento di Firenze con il sostegno del progetto Mattone Internazionale del Ministero delle Salute.

Le nuove linee guida per la gestione della sepsi presentate da Mitchell Levy ed i risultati delle indagini sulle antibiotico resistenze e la diffusione delle infezioni ospedaliere mostrate da Ole Heuer (ECDC - network europeo per il controllo delle infezioni) hanno rafforzato la convinzione dei professionisti sanitari che adesso sia davvero il momento di agire in maniera sinergica. Il convegno è stato un primo passo per fissare i punti cardine di un protocollo per diffondere tra gli operatori sanitari gli indirizzi clinico-terapeutici più appropriati per una più corretta gestione di questa malattia.

La costituzione di un percorso dove infettivologi e farmacologi ospedalieri insieme alle equipe clinico-assistenziali agiscono in stretta collaborazione è un punto essenziale. La riduzione della sepsi è una sfida per i professionisti e i processi organizzativi sanitari. E' fondamentale definire procedure chiare per la rapida individuazione dei quadri clinici a rischio.
La sepsi può manifestarsi in condizioni cliniche molto variabili. La tempestività e l'adeguatezza della diagnosi e delle terapie somministrate nelle ore successive all'esordio sono fondamentali.
Per questo l'attivazione di team clinici multi-professionali e la diffusione di competenze per il riconoscimento di questa sindrome nei dipartimenti di emergenza urgenza e nei reparti di degenza ordinaria può aumentare le probabilità di sopravvivenza.


Mappa della diffusione delle antibiotico resistenze in Europa

Cosa è la Sepsi?

Aggiornato al:
06.12.2012
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