Fondi europei e crisi da emergenza covid-19: risultati della riprogrammazione del Por Fesr

Al via la campagna informativa per far conoscere come sono state utilizzate le risorse del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) in risposta alla crisi economica e sociale per emergenza covid-19.

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L’emergenza sanitaria da coronavirus ha richiesto un’azione coordinata e incisiva delle istituzioni per il contrasto e la mitigazione degli effetti sanitari e per il rilancio economico e sociale mobilitando tutte le risorse disponibili su sanità, economia e occupazione.

Che ruolo hanno avuto i Fondi europei in risposta al coronavirus?

Nella primavera 2020 la Commissione Europa ne ha reso la gestione più flessibile e veloce grazie alle iniziative di investimento in risposta al coronavirus (Crii e Crii Plus) e la Regione Toscana è stata tra le prime ad aver colto l’opportunità di riprogrammare le risorse dei fondi europei per l’emergenza.
Ad una prima riprogrammazione in risposta all’epidemia da covid-19, ne è seguita una seconda nell’estate 2020, dopo che il 9 luglio era stato ufficializzato l’Accordo con la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Ministero per il sud e la coesione territoriale.
Con questo accordo sono stati rimodulati 264,7 milioni di euro, di cui 168,1 milioni del Por Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale) e 96,6 milioni del Por Fse (Fondo sociale europeo).

Con il programma operativo del Fondo europeo di sviluppo regionale sono stati riprogrammati 168,1 milioni di euro, di cui la voce più consistente - 141 milioni a sostegno delle imprese.
Si tratta di fondi rivolti alle micro, piccole e medie imprese per finanziare investimenti nella forma di investimenti produttivi e in capitale circolante, processi di digitalizzazione, acquisizione di servizi qualificati, ristori per la filiera turistica.
Particolare attenzione è stata posta anche sulla coesione sociale nei territori più fragili, con il supporto alle cooperative di comunità sul territorio toscano, per la realizzazione di progetti diretti alla creazione di servizi e attività di rete, e alla creazione di empori di comunità nelle aree interne, montane ed insulari, strutture polifunzionali a carattere imprenditoriale per la produzione o commercializzazione di prodotti e l’erogazione di servizi.

Alla sanità sono stati destinati 10 milioni di euro per il potenziamento dei presidi territoriali per la salute, mentre 3,7 milioni di euro sono stati investiti per la scuola, mediante gli Istituti regionali di istruzione superiori (Its), per i laboratori formativi territoriali, poli d’eccellenza e punto d’incontro per una didattica e una formazione a distanza innovativa in sinergia con le imprese del territorio, per sostenere le transizioni dal mondo della scuola a quello del lavoro e a disposizione di Fondazioni Its, istituzioni scolastiche, università e organismi formativi.

Infine, 13,4 milioni sono stati trasferiti dal programma operativo del Fesr a favore del programma operativo del Fondo sociale europeo (Fse) per far fronte all’emergenza occupazionale.
 
Anche per il settennato 2021-2027  i fondi europei della politica di coesione avranno un ruolo fondamentale per il rilancio dell'economia per l'occupazione e la coesione sociale.
 

Aggiornato al:
24.05.2021
Article ID:
63593329