Conoscenza, Formazione, Azione. Sono questi i pilastri che hanno caratterizzato il viaggio-studio a Bruxelles di una delegazione dell’associazione I Borghi più belli d’Italia in Toscana, oggi composta da trenta Comuni, dal 17 al 20 marzo u.s., avvertito come necessario per conoscere e sviluppare le tematiche europee, al fine di dotarsi di strumenti professionali, utili a favorire potenziali scelte lavorative per i cittadini dei Borghi e a supportare indirizzi politici, nonché le scelte di governo per le Amministrazioni di riferimento.
Negli anni, l’associazione – nella sua declinazione regionale - ha sviluppato il tema Un Borgo europeo, la sfida di essere cittadini europei nei Borghi, articolato in vari incontri con esperti della materia che, partendo dal Manifesto di Ventotene e ripercorrendo le varie fasi storiche che hanno portato a definire l’Unione europea, ha delineato le modalità per il processo partecipativo degli enti locali alla luce della programmazione 2021-2027, evidenziando il ruolo e l’attività della Regione Toscana in tale processo.
Un processo, quindi, avviato nel tempo, che ha trovato la naturale conclusione – costituendone anche la base per un inizio operativo – in un viaggio-studio, organizzato e realizzato in collaborazione con l’ufficio di collegamento della Regione Toscana a Bruxelles, per conoscere dal di dentro il funzionamento dell’ufficio stesso, incontrare funzionari europei della Rappresentanza italiana presso l’Ue e del Comitato europeo delle Regioni su temi cardine per i Borghi come l’agricoltura, l’istruzione e la politica di coesione, oltre che interloquire con gli eurodeputati eletti nella Circoscrizione Centro a cui è stato consegnato un documento focalizzato sulla sfida più importante a cui i Borghi sono chiamati a rispondere: lo spopolamento.
Non solo: per dare ulteriore slancio all’impegno europeista anche ai Borghi dell’Umbria, del Lazio e delle Marche è stato proposto di condividere questa esperienza al fine di rappresentare uniformemente il nostro territorio di appartenenza, sia pure distinto in confini regionali, nelle caratteristiche omologhe che ci sono proprie.
Far parte de I Borghi più belli d’Italia significa, per ogni singolo Comune aderente portare avanti un’ impegno, volto ad intraprendere un percorso condiviso per promuovere i territori e, soprattutto, ad unire le forze per affrontare le grandi sfide che investono i borghi, nessuno escluso: ovvero favorirne la crescita, unita ad uno sviluppo sostenibile e capace di incentivare la residenza frenando lo spopolamento, preservando un salutare stile di vita. Ed è proprio questa la sfida, trasversale – italiana ed europea – che attraversa i piccoli nuclei abitati: una sfida che non può essere affrontata da soli perché sproporzionata alle loro forze dotati di una voce troppo flebile per essere udita e, conseguentemente, ascoltata come meriterebbe.
Forti del convincimento del motto dell’Unione, “Uniti nella diversità”, consapevoli della chiamata storica che chiede ad ognuno di essere parte attiva di un processo di cambiamento, capace di delineare il futuro delle prossime generazioni, sensibili al principio di responsabilità che ci indica la convenzione di Faro e in ottemperanza ai principi che regolano l’Unione europea, a conclusione della due giorni di studio, la delegazione ha proposto agli eurodeputati incontrati (Antonella Sberna, Francesco Torselli, Camilla Laureti, Dario Nardella, Carlo Ciccioli, Matteo Ricci, Susanna Ceccardi, Marco Squarta) la possibilità di creare un progetto-pilota, secondo i dettami del Parlamento europeo, coinvolgendo altri due territori regionali europei con caratteristiche simili a quelli del territorio dell’Italia centrale.
Un progetto-pilota che abbia per finalità il contrasto allo spopolamento dei nostri territori e come azioni positive alcune tra le best practice, già riconosciute tali, capaci di estendersi all’intero territorio coinvolto nell’iniziativa, nella consapevolezza che questa modalità di lavoro abbia il duplice vantaggio di avviare concretamente il progetto, potendo contare su risultati già avvenuti e riconosciuti tali e, non ultimo, quello di evidenziare le best practice del singolo Borgo, spesso trascurate dagli altri e non accolte come patrimonio comune.
L’Europa dei Borghi, al contrario, vuole essere un grande patrimonio di opportunità, scambio, ricchezza condivisa, consapevole che solo insieme, con il contributo di tutti, si vincono le sfide.
