Fse, Toscana virtuosa: già impegnati il 44% dei 664 milioni in dotazione fino al 2013

 

FIRENZE - "La crisi non è ancora finita e non ha interessato in modo uniforme il tessuto sociale toscano: i giovani, le donne, i lavoratori precari sono i soggetti più a rischio. Da qui dobbiamo ripartire per rilanciare l'economia toscana e lo faremo anche grazie alle opportunità che ancora per i prossimi anni ci sono offerte dal Fondo Sociale Europeo".
Lo ha detto l'assessore alle attività produttive lavoro e formazione Gianfranco Simoncini nella sua relazione nel corso della riunione del comitato di sorveglianza del Programma operativo regionale 2007-2013,che ha fatto il punto, ieri a San Gimignano, sullo stato di avanzamento del programma che, con una disponibilità di risorse pari a 664 milioni di euro, costituisce una leva fondamentale per l'investimento in capitale umano (occupazione, formazione, inclusione sociale, istruzione e mobilità internazionale), indispensabile per lo sviluppo della nostra regione.
La Toscana si conferma, anche in questo caso, come una delle regioni italiane più virtuose nell'u tilizzo efficace di questi fondi.

"Nei primi anni di programmazione - ricorda Simoncini - sono stati impegnati quasi 300 milioni, pari al 44% di quanto assegnato alla Toscana. Di questi, oltre 160 milioni, circa il 24%, sono stati anche già spesi. Grazie a queste risorse la Regione e le Province toscane hanno realizzato quasi 19 mila interventi, l'80 % dei quali già conclusi e hanno coinvolto oltre 43 mila persone, di cui più di 20 mila donne. A partire dal 2009, la crisi ha modificato sensibilmente il nostro contesto socio-economico, spingendoci ad apportare modifiche al documento di programmazione del Fse e a concentrare risorse su nuove priorità: garantire la tenuta del tessuto sociale e, al tempo stesso, investire nella qualificazione del capitale umano".
L'assessore Simoncini ha ricordato le modifiche più importanti decise dalla giunta - sancite anche dal Piano regionale di sviluppo e dalla nuova strategia comunitaria Euro pa 2020 – che hanno permesso di rimodulare e destinare ingenti risorse al progetto Giovani Sì, nonché di finanziare - come previsto dall'accordo Stato-Regioni - la Cassa integrazione e la mobilità in deroga per i lavoratori di aziende colpite dalla crisi, nonché di avviare una riforma del sistema della formazione professionale.

L'assessore si è soffermato sulle prospettive dei fondi europei dopo il 2013, alla luce della nuova strategia Europa 2020 adottata dalla Commissione Ue per illustrare le misure da adottare da subito per uscire, stabilmente dalla crisi. "Non c'è dubbio - ha spiegato – che per una crescita intelligente, inclusiva e sostenibile l'apporto della politica di coesione e delle risorse europee rappresentino ancora strumenti determinanti e irrinunciabili per raggiungere i nuovi obiettivi fissati dalla Ue. E' in corso a livello europeo il negoziato sulla revisione del bilancio Ue, dal quale dipe nde il futuro dei fondi strutturali. Siamo dunque alla vigilia di un passaggio importante per la definizione delle prospettive finanziarie 2014-2020 e la Toscana non vuole farsi trovare impreparata. Per questo siamo al lavoro per mettere in campo interventi che mirino agli obiettivi ambiziosi individuati dalla strategia europea. Dovremo usare questa fase congiunturale per correggere ciò che non funziona e valorizzare quanto di buono è stato fatto".

Il pressing delle Regioni italiane è cominciato lo scorso autunno, con l'approvazione, all'interno della IX Commissione (Istruzione formazione lavoro innovazione ricerca) di un documento su "Prospettive per la politica di coesione e il Fse post 2013. "E' un documento dal quale vogliamo partire nella discussione sul futuro dei fondi. Oltre a continuare ad essere uno dei principali strumenti di intervento, il Fse dovrà avere una congrua dotazione finanziaria, favorire l'inclusione sociale e l'innovazione, concentrarsi su pochi temi prioritari per lo sviluppo, preveder misure per i soggetti deboli, mantenere la cooperazione transnazionale all'interno del Fse, un campo di per favorire i processi di internazionalizzazione delle Regioni".

Barbara Cremoncini

 

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Aggiornato al:
03.12.2014
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536573