Emergenza casa, via al piano regionale di edilizia popolare

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Un bene primario, aggiungerei indispensabile ed irrinunciabile. Avere un'abitazione significa poter vivere appieno la propria autonomia, crescere ed accudire i propri figli, curare i propri cari. La casa è un diritto ed un'opportunità, a cui tutti dovrebbero aver accesso. E le istituzioni dovrebbero fare tutto quanto in loro potere per agevolare chiunque ad averne una.

Il percorso che ho cercato di avviare in questi pochi mesi di esperienza regionale, in qualità di vicepresidente con delega anche alle politiche per la casa, ha lo scopo di realizzare una parte di questo ambizioso disegno, attraverso un utilizzo efficiente del patrimonio edilizio popolare.

Nel corso della mia carriera di amministratore pubblico mi sono spesso confrontata con il problema dell'emergenza abitativa. Elementi critici, restando nell'ambito dell'edilizia residenziale pubblica, si sono rivelati i meccanismi di assegnazione e gestione degli alloggi, nonché la definizione dei canoni di locazione. Basta dare una rapida occhiata ai numeri per rendersene conto: a fronte di un patrimonio Erp regionale di 50 mila alloggi riusciamo a soddisfare le esigenze di una minima parte dei richiedenti, circa il 12%. Le 26 mila famiglie toscane inserite nelle graduatorie in attesa di un alloggio meritano di trovare una soluzione.

É per questo che uno dei passi più importanti da compiere in questi pochi mesi che ci separano dal termine della legislatura è la rivisitazione di questa legge, proprio per facilitare l'accesso a chi ha le carte in regola ed eliminare inique ed ingiuste assegnazioni.

Un primo passo importante in questa direzione è l'annunciato piano di acquisto di una parte degli alloggi invenduti presenti su tutto il territorio toscano, oltre 7300 secondo l'ultimo rapporto dell'Osservatorio Sociale regionale. Avremo a disposizione una somma importante, 25 milioni di euro, ed entro la fine dell'anno vorremmo far partire i bandi per capire anzitutto qual è la situazione nei vari territori, sia per quanto riguarda la quantità di alloggi presenti che i prezzi di acquisto.

Ci sono tre buoni motivi che ci hanno spinto a studiare questo piano: avere alloggi sociali disponibili in tempi brevi, dare una mano anche agli imprenditori edili e ridare un po' di ossigeno ad un mercato praticamente paralizzato, evitare ulteriore utilizzo di suolo. Si tratta di un'operazione concreta per provare a diminuire, almeno in parte, un'emergenza sociale ed aumentare i livelli di autonomia ed inclusione.

Aggiornato al:
01.10.2014
Article ID:
11964951