Terzo Quaderno Akis, misura 16.2 del Programma di sviluppo rurale Feasr 2014-2022 Toscana", un'indagine per raccogliere il punto di vista delle imprese
La rilevazione si è posta l’obiettivo di conoscere il punto di vista delle imprese che hanno realizzato progetti finanziati con le risorse dal bando 2022 realizzato in attuazione della sottomisura 16.2 "Sostegno a progetti pilota e di cooperazione" del Programma di sviluppo rurale 2014-2022. Si è cercato di capire meglio se e come i progetti abbiano risposto alle esigenze di innovazione e come l'innovazione abbia influito sul miglioramento di competitività, sostenibilità e digitalizzazione. Si è voluto anche raccogliere indicazioni utili per la progettazione di iniziative future in modo che risultino calibrate sulle esigenze delle imprese.
La rilevazione si è svolta, in modalità online, tra aprile e maggio 2025. Il questionario è stato definito in collaborazione con gli esperti del settore ed ha posto l’attenzione sulle caratteristiche delle aziende, sul profilo dell’imprenditore, sugli effetti della partecipazione al bando, sull’impatto dei progetti pilota. Hanno partecipato 117 imprese su 137 pari all’85,4%.
Quelli che seguono sono alcuni dei principali risultati dell'indagine promossa dal settore "Gestione delle misure del Psr per la Consulenza, la formazione, l’innovazione, per i giovani agricoltori e per la diversificazione delle attività agricole" della Regione Toscana, e curata dal Settore "Servizi digitali e integrazione dati. Ufficio regionale di statistica" della Regione Toscana.
Profilo delle aziende: le imprese rispondenti operano per lo più in aree collinari (65,0%) e nei comparti vitivinicolo (29,1%), olivicolo (21,4%) e dei seminativi (17,9%). Le imprese individuali (55,6%) e le società (37,6%) sono le forme giuridiche più diffuse. Le aziende di 11-50,99 ettari sono il gruppo più numeroso (32,5%), seguite da quelle con oltre 100 ettari (26,5%).
Profilo dell’imprenditore, della imprenditrice: da un lato vi è una significativa presenza di imprenditori di lunga esperienza, alla guida dell’azienda da molti anni (22,2%), nella maggior parte dei casi subentrati in ambito familiare (54,7%), dall’altro sono presenti imprenditori giovani o recentemente insediati, fondatori di nuove imprese o subentrati a conduttori esterni al nucleo familiare, con livelli di istruzione elevati e con una maggior propensione all’uso di tecnologie e di soluzioni innovative. La partecipazione femminile, pur presente, è contenuta (23,1%).
Progetti e obiettivi perseguiti: i fronti nei quali le imprese si sono maggiormente impegnate sono il miglioramento della qualità e sostenibilità dei prodotti agricoli (57,3%) e la valorizzazione dell’agro-biodiversità e multifunzionalità aziendale (29,9%); meno frequente, ma comunque significativa, la presenza di progetti focalizzati su agricoltura di precisione e digitalizzazione (25,6%) e bioeconomia ed economia circolare (17,1%).
Obiettivi maggiormente perseguiti dalle imprese: essi sono la sostenibilità ambientale (54,7%), la redditività (45,3%) e l’efficienza dei processi aziendali (39,3%). Altri obiettivi rilevanti sono l’adattamento al cambiamento climatico (31,6%), la tracciabilità e trasparenza (22,2%) e, in misura più limitata ma comunque presente, la sostenibilità sociale (9,4%).
Tecnologie digitali sperimentate: le tecnologie digitali maggiormente sperimentate sono state i sistemi di supporto alle decisioni (29,9%), i sensori, droni, GPS e software di ottimizzazione agricola (26,5%) e le tecnologie per la valorizzazione degli scarti e bioenergia (24,8%). Interessante anche la presenza di soluzioni più complesse come le Piattaforme digitali per l’ottimizzazione della filiera (18,8%) e la Blockchain per la tracciabilità (12,0%).
Impatto della sperimentazione sulla produttività delle imprese: quasi la metà delle imprese (49,6%) ha già osservato cambiamenti positivi. Queste imprese hanno registrato miglioramenti soprattutto per il miglior utilizzo delle risorse (67,2%), una maggiore salubrità delle produzioni (34,5%), incrementi di produttività (27,6%) e aumento dei rendimenti (20,7%).
Tecnologie digitali e la sostenibilità ambientale: il 41% delle imprese ha già osservato un impatto positivo dell’uso delle tecnologie digitali sulla sostenibilità ambientale (mentre il 46,2% ritiene che gli effetti potranno manifestarsi nel futuro e il 12,8% ritiene che non ci saranno effetti). Gli ambiti nei quali le tecnologie digitali hanno avuto un impatto benefico dal punto di vista ambientale sono l’ottimizzazione degli input (66,7%), la riduzione dell’uso di fertilizzanti (43,8%) e il contenimento dell’inquinamento (18,8%); più contenute ma presenti la gestione idrica (16,7%) e il risparmio energetico (14,6%).
Tecnologie digitali e la sostenibilità sociale: il contributo delle tecnologie digitali alla sostenibilità sociale è ancora in divenire: solo il 18,8% delle imprese ha già rilevato effetti positivi. Le segnalazioni si concentrano su formazione e sviluppo delle competenze (50%), sviluppo economico e occupazionale nelle aree rurali (45,5%), rafforzamento delle capacità imprenditoriali (31,8%) e dei legami comunitari (18,2%). Minori ma presenti gli impatti connessi all’inclusione di donne e giovani, migranti e disabili.
Competenze acquisite: tra le competenze acquisite con l’adesione al progetto la più segnalata è l’analisi dei dati raccolti (62,4%), seguita dalla capacità di gestione e manutenzione dei nuovi sistemi (39,3%), dalle conoscenze in materia di sicurezza e gestione del cambiamento
(23,1%) e dall’abilità nel monitoraggio da remoto (15,4%).
Fattori chiave per la buona riuscita dei progetti: i principali fattori chiave sono rappresentati dalle collaborazioni e partnership strategiche (72,6%) e il supporto del Capofila (55,6%). Seguono a distanza il monitoraggio e feedback costante (27,4%), l’adattamento alle esigenze specifiche dell’azienda (25,6%), la pianificazione accurata e la gradualità nell’adozione delle innovazioni (17,1%); la formazione continua del personale (13,7%).
Consigli pratici e interventi utili per potenziare la diffusione e l’efficacia delle innovazioni tecnologiche: tra i consigli rivolti alle imprese intenzionate a intraprendere percorsi simili troviamo la gradualità nel realizzare i progetti (64,1%), l’attenzione alla sostenibilità economica (23,9%), e gli investimenti nella formazione continua del personale (10,3%).
Interventi ritenuti più utili per potenziare la diffusione delle innovazioni tecnologiche: essi si concentrano sull’accessibilità economica (69,2%), la sostenibilità ambientale delle tecnologie (51,3%) e sociale (16,2%), nonché l’adattabilità tecnologica in termini di una maggiore personalizzazione delle tecnologie alle specifiche esigenze aziendali (30,8%) (Figura 1).
- Scarica il Report dei risultati sull’indagine "Quaderno Akis – Misura 16.2, 2025" (file pdf)
- Scarica le tavole dei dati (file.xls)
- Scarica Sintesi dei risultati (file pdf).
Figura 1- Interventi per favorire lo sviluppo delle innovazioni in futuro (% calcolate sul totale dei rispondenti – risposta multipla). Anno 2025 (valori percentuali). Fonte: Regione Toscana, Indagine “Quaderno Akis-Misura 16.2, anno 2025”.
Per approfondire scrivere a: statistica@regione.toscana.it
